Era arrivato a Sassuolo con un compito preciso: smettere di essere soltanto una promessa e cominciare a diventare un giocatore vero di Serie A. Vasilije Adzic non ha perso tempo. Alberto Aquilani gli ha consegnato minuti, fiducia e responsabilità e il talento montenegrino sta rispondendo con numeri e prestazioni: due gol e un assist nelle prime settimane della nuova avventura neroverde. L'ultimo squillo è arrivato al Dall'Ara, con la rete del momentaneo 2-1 contro il Bologna. E ogni volta che il classe 2006 lascia il segno, inevitabilmente qualcuno a Torino prende appunti.

Adzic ha già trovato due volte la porta con il Sassuolo. Prima il gol al Cesena in Coppa Italia, poi quello realizzato domenica contro il Bologna, quando ha reagito alla respinta della difesa rossoblù e ha riportato immediatamente avanti la squadra di Aquilani.

In mezzo c'è anche una giocata che racconta forse ancora meglio il suo talento: il tacco con cui contro il Torino ha liberato Cristian Volpato per il gol del vantaggio. Il bilancio sale così a tre partecipazioni dirette a una rete tra gol e assist. Numeri ancora piccoli per trarre conclusioni definitive, ma sufficienti per spiegare perché il trasferimento al Sassuolo possa rappresentare un passaggio fondamentale della sua carriera.

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Adzic, a Sassuolo i minuti che mancavano alla Juventus

Alla Juventus, che arriverà al Mapei Stadium domenica, il problema non era mai stato il talento. Lo aveva dimostrato anche un anno fa, quando aveva deciso nel recupero il rocambolesco 4-3 contro l'Inter, trovando un gol che sembrava poter accelerare improvvisamente la sua crescita. La stagione aveva poi raccontato altro.

Tra concorrenza, qualche prestazione al di sotto delle aspettative e un minutaggio progressivamente ridotto, Adzic non era riuscito a conquistare continuità né con Igor Tudor né successivamente con Luciano Spalletti. Proprio Spalletti ne aveva evidenziato qualità e aspetti ancora da perfezionare: “Gli vedo un grande piede, un grande motore, una scocca importante”, spiegando però la necessità di renderlo più sereno e lucido nella gestione delle diverse situazioni della partita.

Sassuolo nasce anche per questo. Meno attese da fenomeno immediato, più possibilità di sbagliare e soprattutto un allenatore disposto a concedergli spazio.

Il Sassuolo può riscattarlo, ma la Juve conserva il controllo

La formula scelta dai due club racconta quanto la Juventus continui a credere nel montenegrino. Adzic è arrivato in neroverde in prestito fino al 30 giugno 2027 per 500mila euro, con diritto di riscatto a favore del Sassuolo fissato a 12 milioni.

La Juventus, però, si è tutelata con una contro-opzione da 1,7 milioni: in sostanza, qualora il Sassuolo esercitasse il riscatto, il club bianconero avrebbe la possibilità di riprendere il giocatore sostenendo un'operazione complessivamente equivalente a 13,7 milioni di euro. È la classica formula che permette al club che valorizza il talento di avere una possibilità d'acquisto, lasciando contemporaneamente alla società proprietaria una strada per riportarlo a casa.

Prima dei conti, però, viene il campo. Dopo Bologna, ai microfoni di Sky, ha scherzato sul pareggio arrivato mentre i neroverdi in panchina stavano parlando tra loro: “Scherzavamo in panchina e hanno fatto gol, non si scherza più”. A Sassuolo, invece, sulla crescita di Adzic scherzano poco. Due gol, un assist e sempre più spazio nel centrocampo di Aquilani: il prestito è appena cominciato, ma a Torino hanno già qualche motivo in più per seguirlo con attenzione.

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Sezione: News / Data: Mar 08 settembre 2026 alle 10:14
Autore: Manuel Rizzo
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