Il Sassuolo tira, costruisce, arriva negli ultimi metri. Poi, però, manca ancora qualcosa nel momento in cui il calcio smette di essere elaborazione e diventa sentenza: il gol. E i numeri delle prime tre giornate mettono soprattutto due attaccanti neroverdi al centro di un curioso paradosso. Armand Laurienté è il giocatore che ha calciato più volte senza segnare in questa Serie A, con 16 conclusioni rimaste senza premio; Kieron Bowie è invece il calciatore con il maggior volume di Expected Goals tra quelli ancora a secco, 1.55.
Come se non bastasse, domenica al Mapei arriverà proprio quello che lo segue in questa particolare graduatoria: Randal Kolo Muani, fermo a 1.54 xG senza reti. Sassuolo-Juventus sarà così anche la partita di tre attaccanti ai quali i numeri continuano a promettere un gol che, finora, non è arrivato.
La statistica è particolarmente interessante perché fotografa uno degli aspetti emersi nel primo Sassuolo di Alberto Aquilani. I neroverdi non sembrano avere grandi difficoltà nel produrre situazioni offensive. La squadra arriva al tiro, porta diversi uomini nella metà campo avversaria e non ha modificato atteggiamento nemmeno nelle trasferte contro Atalanta e Bologna. Il problema, semmai, è trasformare una percentuale maggiore di quella produzione in reti.
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Laurienté, 16 conclusioni e ancora nessun gol
Il dato dell'esterno francese è quello che salta immediatamente all'occhio: 16 tiri nelle prime tre giornate e zero reti. Nessun giocatore della Serie A 2026/27 ha concluso così tante volte senza ancora riuscire a segnare.
Non è necessariamente un dato negativo. Anzi, per certi versi racconta esattamente il contrario: Laurienté continua a entrare nelle zone dalle quali può far male, si assume la responsabilità della conclusione e rimane uno degli uomini attraverso i quali passa maggiormente la pericolosità offensiva del Sassuolo. Sedici tentativi in tre partite significano una media superiore ai cinque tiri a gara. Il gol, però, continua a mancare. E per un attaccante esterno con le sue qualità comincia inevitabilmente a diventare il dettaglio da sistemare.
Non bisogna chiedergli di tirare meno, ma meglio
La soluzione non può essere convincere Laurienté a rinunciare alla conclusione, sarebbe quasi controproducente. Una delle caratteristiche migliori del francese è proprio la capacità di creare autonomamente una situazione di tiro: accelerazione, dribbling, rientro sul piede preferito e conclusione. Sono qualità rare, soprattutto per una squadra che non appartiene alla fascia economicamente più forte del campionato.
Il passaggio successivo deve essere un altro: migliorare la selezione dei tiri e la precisione negli ultimi metri. Aquilani ha già spiegato più volte di volere un Sassuolo capace di portare il pallone in maniera pulita agli uomini offensivi. Il tecnico non cerca possesso sterile, ma una costruzione finalizzata a mettere i giocatori di maggiore qualità nelle condizioni di incidere.
Bowie, il dato è persino più curioso: 1.55 xG e zero reti
Se Laurienté domina la graduatoria delle conclusioni senza gol, Kieron Bowie guida invece una classifica ancora più significativa. L'attaccante scozzese ha accumulato 1.55 Expected Goals senza essere ancora riuscito a segnare. Nessun giocatore ancora a secco in questo campionato ha prodotto un valore xG superiore.
In termini semplici, Bowie ha avuto occasioni che, sommate tra loro sulla base della loro probabilità statistica, valgono circa un gol e mezzo. Il suo bottino reale è ancora zero.
Naturalmente gli Expected Goals non sono una profezia e non significano che un giocatore "debba" necessariamente avere segnato 1.55 reti. Servono piuttosto a misurare la qualità delle opportunità avute.
Per Aquilani è una buona e una cattiva notizia insieme
Da allenatore si può guardare questo numero in due modi. Il primo è quello più evidente: il centravanti deve essere più preciso. Se il Sassuolo produce opportunità di quella qualità e il proprio numero nove non riesce a convertirle, inevitabilmente lascia punti per strada. In una Serie A nella quale spesso le partite vengono decise da pochi episodi, l'efficacia dentro l'area può segnare la differenza tra un pareggio e una vittoria.
Ma esiste anche una lettura decisamente più incoraggiante. Sarebbe molto più preoccupante avere un centravanti che non arriva mai nelle condizioni di segnare. Bowie invece c'è. Attacca l'area, lavora per la squadra, si muove per liberare spazio agli esterni e riesce a occupare zone ad alta probabilità realizzativa. È esattamente ciò che Aquilani gli sta chiedendo. Dopo Bologna, il tecnico lo ha sottolineato parlando della generosità dello scozzese e dei margini di crescita che ancora possiede. Il passaggio successivo è inevitabile: diventare più cattivo.
Bologna ha mostrato entrambe le facce di Bowie
Il 2-2 del Dall'Ara è stato quasi una sintesi del suo momento. Bowie ha lavorato molto per la squadra e ha partecipato all'azione che ha portato al secondo vantaggio neroverde di Adzic. Ha attaccato gli spazi e impegnato i centrali rossoblù, contribuendo alla buona prestazione offensiva del Sassuolo.
Nel finale, poi, il problema fisico accusato quando Aquilani aveva già esaurito tutte le sostituzioni ha avuto un peso importante nella gestione degli ultimi minuti. Il tecnico lo ha ricordato anche nel dopopartita: il Sassuolo si è ritrovato sostanzialmente con un giocatore limitato proprio durante l'assalto finale del Bologna.
Bowie, insomma, sta dando molto. Gli manca soltanto ciò che per un centravanti pesa più di tutto il resto. Segnare.
Il Sassuolo crea già, adesso deve diventare spietato
Dopo tre giornate, dunque, Aquilani può considerare il bicchiere più pieno che vuoto. La squadra produce. Ha costruito molto contro l'Atalanta, ha creato ancora contro il Torino e al Dall'Ara ha avuto opportunità importanti anche per portarsi sul 3-1 prima di essere raggiunta nel recupero.
I numeri di Laurienté e Bowie diventano quasi il manifesto di questo primo Sassuolo: una squadra che riesce ad arrivare dove vuole arrivare, ma non sempre raccoglie quanto produce. Contro la Juventus, oltretutto, aumentare l'efficienza sarà fondamentale. Le occasioni potrebbero diminuire e sprecarle avrebbe un costo molto più elevato.
Sedici tiri senza segnare prima o poi devono diventare un gol. Un xG di 1.55 senza reti prima o poi chiede di essere trasformato in qualcosa di concreto. Laurienté e Bowie stanno bussando alla porta. Domenica al Mapei proveranno ad aprirla. E dall'altra parte Kolo Muani, numeri alla mano, starà cercando esattamente la stessa cosa.
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