Gianluca Scamacca, attaccante di proprietà del Sassuolo e ora in prestito all'Ascoli sta trascinando i marchigiani alla salvezza, a maggior ragione dopo il gol decisivo nello scontro diretto di Cosenza. Il giovane calciatore, richiesto da molti club, ha parlato al Corriere dello Sport, dicendo la sua anche sul futuro. Ecco le sue dichiarazioni. 

Scamacca, si riconosce in questo ruolo da protagonista? 
"La squadra a Cosenza ha fatto un grande lavoro. E' stato bravo Ninkovic a farmi l’assist e io a sfruttare l’occasione, ma non dobbiamo rilassarci o cullarci sugli allori: mancano sei partite, tutte importanti. In questo momento nel gruppo-Ascoli non c’è un protagonista, ci sentiamo tutti “operai” e sappiamo che, continuando su questa strada, potremmo conquistare qualcosa di importante diventando alla fine tutti protagonisti".
 
Sinceramente, il fatto di essere finito in panchina alla ripresa del campionato (tra l’altro proprio mentre il Ct Mancini tesseva le sue lodi), quanto le ha dato fastidio? 
"Tutti vorrebbero giocare, è normale, soprattutto dopo uno stop di due mesi in cui la voglia di scendere in campo era ancora maggiore. Dopo la vittoria di Cosenza sono ancor più contento perché il gol è servito a conquistare i tre punti, cosa che non era accaduta a Venezia". 
 
Secondo lei quali sono stato gli errori di Abascal? 
"Entrare a campionato in corso in una situazione così delicata non è semplice per un allenatore agli inizi della propria carriera. Adesso la squadra ha invertito la rotta e starà a noi e a tutto il gruppo proseguire in questa direzione". 
 
Nel girone di andata l’Ascoli per una giornata è stato addirittura primo in classifica da solo, che shock è stato ritrovarsi nei playout dopo il lockdown? 
"La Serie B è un campionato anomalo, che non dà mai certezze e punti di riferimento, ancor meno ne dà dopo un periodo così lungo di stop. E’ stato un anno molto particolare e quindi può succedere che gli obiettivi preventivati all’inizio non abbiano trovato sempre riscontro sul campo". 
 
Ora c’è Dionigi che ha rivitalizzato il gruppo: qual è stato il suo principale merito? 
"Dionigi è entrato nel momento giusto, è un allenatore che ha tanta voglia di mettersi in gioco. E' molto grintoso, energico, un leader, si è fatto ben volere da subito e ci ha spronati molto, lo fa continuamente anche durante le partite, ci dà continue indicazioni, finisce sempre senza voce". 
 
A Cosenza c’è stato il colpo di coda, ma la strada è ancora lunga: avete stilato una tabella salvezza? 
"No, nessuna tabella di marcia, pensiamo a una partita per volta e il prossimo obiettivo si chiama Salernitana". 
 
Le prossime due partite casalinghe in sequenza sono contro Salernitana ed Empoli, pur senza tifosi. 
"L’atteggiamento deve essere lo stesso delle ultime partite, dobbiamo trasferire sul campo lo spirito di tutti i tifosi che non possono esserci". 
 
Juventus e Milan già la seguono? 
"Le voci che mi riguardano è normale che facciano piacere, perché significa che gli addetti ai lavori apprezzano quanto sto facendo. Sono però concentratissimo sull’Ascoli e sull’obiettivo che dobbiamo raggiungere". 
 
Comunque vada il suo futuro sarà in serie A: ha un attaccante a cui si ispira? 
"Il mio obiettivo è avere una identità personale e di gioco, non mi ispiro a un calciatore in particolare, guardo tutti quelli che giocano nel mio ruolo, ma ho una strada personale da percorrere...".

Sezione: Non solo Sasol / Data: Mer 08 luglio 2020 alle 12:25
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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