Gian Marco Ferrari avrebbe potuto cambiare maglia a gennaio, passando dal Sassuolo alla Cremonese, formazione che milita in Serie B ma che aveva messo sul piatto un contratto di due anni e mezzo al centrale neroverde. Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese ha tenuto questa mattina una conferenza stampa per analizzare la sessione di mercato portata a termine dalla società grigiorossa e ha parlato anche del mancato approdo di Ferro a Cremona, confermando l'esistenza della trattativa: “Lui a Sassuolo è capitano – riporta il sito ufficiale del club - ha avuto la possibilità di raggiungerci, l’ha valutata e ritenuta utile al suo percorso, ci abbiamo provato fino alla fine ma succede che a volte le cose non vadano come si vorrebbe. L’importante è continuare nel percorso. Con lui non si è parlato di futuro. E per noi è importante aver trovato un giocatore funzionale come Marrone, che ci dà l’opportunità di aggiungere qualità ed esperienza al reparto”.

Il dirigente della Cremo ha affrontato anche un altro argomento importante, quello relativo al vincolo sui giovani, un problema sollevato anche dalla società neroverde: “In panchina a Lecco c’era Della Rovere, un ragazzo cresciuto qui, che è attenzionato a prescindere dal vincolo; ora i ragazzi sono praticamente liberi ogni anno e questo scoraggia il lavoro di chi investe sui vivai. La Cremonese, in questo ambito, non ha mai guardato alle classifiche ma mira a far crescere i ragazzi: questa riforma può saccheggiare club come il nostro così come altri piccoli, che ne faranno le spese a favore dei grandi. Il vivaio è un patrimonio importante di una società, c’è un grande lavoro alle spalle di ogni singolo ragazzo. Con la riforma non c’è piu un tesseramento unilaterale e diventa indispensabile un confronto, una contrattazione diretta".

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Ha concluso poi Giacchetta: "Non certo la soluzione migliore per ragazzi di 16/17 anni: così facendo si perde la base del sacrificio, del lavoro e questa legge applicata al calcio rischia di avere ripercussioni sui settori giovanili. Nel nostro, diversi ragazzi sono attenzionati da grandi club; in questo caso noi non possiamo inseguire la logica del denaro ma vogliamo competere offrendo attenzioni e percorsi ad hoc per ogni tesserato. Non possiamo ma soprattutto non vogliamo considerare i nostri giovani con logiche di mercato: per noi sono ragazzi a cui siamo affezionati e che vogliamo far crescere per averli in futuro in prima squadra. Della Rovere, ad esempio, è un ragazzo attenzionato: noi andiamo avanti per la nostra strada, puntando a migliorarlo e a farlo crescere. Gli allenamenti con la prima squadra, le panchine in Serie B dimostrano quanto il club creda in questo percorso. Vale per lui come per altri: starà poi alle famiglie, in questa dimensione, capire quanto vale un figlio.

Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Lun 05 febbraio 2024 alle 19:49
Autore: Sarah G. Comotto
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