Cinque giornate sono poche per emettere sentenze, ma abbastanza per cominciare a capire chi sta cambiando le gerarchie del Sassuolo. Alberto Aquilani era partito con alcune certezze, diversi ballottaggi e una rosa profondamente rinnovata. Poco più di un mese dopo, qualche posizione si è consolidata, altre sono diventate molto meno scontate.

Simone Cinquegrano si è preso la fascia destra, Vasilije Adzic sta facendo di tutto per rendere complicato lasciarlo fuori, davanti Sebastiano Esposito e Kieron Bowie tengono aperta la concorrenza. E poi ci sono quelli che aspettano: Benjamin Dominguez cerca più minuti, Stefano Turati prova ad avvicinarsi a Muric e Duje Caleta-Car, con l'infortunio di Jay Idzes, è improvvisamente diventato molto più importante.

Il campionato è appena cominciato e le gerarchie di settembre raramente sono quelle definitive, ma qualche movimento è già evidente.

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Cinquegrano, da soluzione a certezza

La crescita più netta è probabilmente quella di Simone Cinquegrano. Il classe 2004 ha iniziato tutte le prime cinque partite di campionato e Aquilani gli ha affidato con continuità la fascia destra. Non più semplicemente un ragazzo del vivaio da inserire gradualmente, quindi, ma un calciatore che in questo momento appartiene pienamente alla formazione tipo.

Non è stato tutto perfetto. A Monza ha perso Varela nell'azione dell'1-0 prima dell'errore di Muric e, come inevitabile per un giovane alla prima vera esperienza continuativa a questo livello, ci saranno altri passaggi a vuoto.

Il dato significativo è un altro: Aquilani continua a sceglierlo. La fiducia dell'allenatore gli ha permesso di superare rapidamente quella fase nella quale ogni partita viene considerata un esame. Cinquegrano oggi non entra per fare esperienza: gioca perché viene considerato funzionale al Sassuolo.

Adzic ha cambiato il proprio status

Poi c'è Vasilije Adzic, probabilmente il giocatore che più di tutti ha costretto Aquilani a rivedere le proprie valutazioni. Il montenegrino era partito titolare nelle prime tre giornate. Contro Juventus e Monza è invece entrato dalla panchina, ma ha risposto segnando in entrambe le occasioni. Al Brianteo è stato inserito al 72' e al minuto 88 ha riaperto la partita con una splendida punizione, prima di costruire anche il pallone sul quale Bowie ha colpito il palo nel recupero.

Tre gol consecutivi in campionato contro Bologna, Juventus e Monza rendono inevitabile una domanda: quanto ancora può essere considerato semplicemente un'alternativa?

Il problema per Aquilani è piacevole perché Adzic può occupare più zone del campo e offre qualcosa che non abbonda nella rosa: capacità di arrivare alla conclusione, inserimento e produzione offensiva anche partendo dal centrocampo.

Esposito-Bowie, il centravanti non ha ancora un padrone

Una gerarchia realmente aperta sembra invece quella tra Sebastiano Esposito e Kieron Bowie. Aquilani ha utilizzato entrambi e tutti e due hanno già trovato un gol pesante contro la Juventus. Esposito ha segnato il momentaneo vantaggio, Bowie ha trovato l'89' che ha preceduto il definitivo 3-2 di Adzic.

A Monza è partito Esposito. Bowie è entrato al 64' e nel recupero è andato a pochi centimetri dal pareggio, colpendo il palo di testa. Sono attaccanti differenti e proprio per questo la concorrenza potrebbe durare a lungo.

Esposito offre maggiore partecipazione alla manovra, associazioni e qualità tecnica tra le linee; Bowie porta fisicità, attacco della profondità e presenza dentro l'area. Aquilani può scegliere in base alla partita oppure, come già accaduto, utilizzarli entrambi modificando la struttura durante la gara. Per ora non sembra esserci un centravanti intoccabile. E probabilmente all'allenatore va bene così.

Caleta-Car, l'infortunio di Idzes cambia tutto

Ci sono poi gerarchie modificate non soltanto dalle prestazioni, ma dalle necessità. L'infortunio di Jay Idzes ha aperto uno spazio importante al centro della difesa e Duje Caleta-Car è stato subito chiamato a occuparlo: contro il Monza il croato è partito titolare accanto a Fedde Leysen.

È una situazione diversa da quella di Cinquegrano o Adzic. Caleta-Car non ha scalato posizioni attraverso un lungo percorso interno: è diventato improvvisamente necessario. E adesso avrà l'occasione per modificare la gerarchia anche quando Idzes tornerà.

La sosta può aiutarlo a conoscere meglio principi, movimenti e richieste di Aquilani. Il Sassuolo lo aveva preso anche per aggiungere esperienza e profondità a un reparto profondamente cambiato durante l'estate. Ora quelle qualità servono immediatamente.

Dominguez aspetta la sua occasione

Situazione opposta per Benjamin Dominguez. L'argentino ha già fatto vedere lampi interessanti e in Coppa Italia contro il Frosinone ha anche trovato il gol del momentaneo 1-0. In campionato, però, deve ancora conquistare continuità.

A Monza Aquilani lo ha inserito al 72' al posto di Berardi e Dominguez ha partecipato al forcing conclusivo, andando anche alla conclusione prima della rete di Adzic.

Il problema, per lui, si chiama soprattutto concorrenza. Berardi e Laurienté occupano naturalmente spazio, mentre la crescita di Adzic offre all'allenatore un'ulteriore soluzione offensiva. Dominguez deve quindi sfruttare ogni spezzone per convincere Aquilani a concedergli qualcosa in più.

Turati-Muric, una gerarchia chiara che può diventare meno comoda

Infine la porta. Qui la gerarchia delle prime cinque giornate è stata nettissima: Arijanet Muric è sempre partito titolare in campionato. Stefano Turati ha invece avuto spazio in Coppa Italia contro il Frosinone. Ma qualcosa intorno ai due si sta muovendo.

Turati ha appena rinnovato fino al 2031, un investimento importante del Sassuolo sul proprio portiere. Muric, dall'altra parte, è arrivato alla sosta dopo il grave errore sul primo gol del Monza. Non basta certamente una partita per cancellare cinque giornate di gerarchie e sarebbe prematuro parlare di sorpasso.

La sosta, però, offre a Turati un'opportunità. Muric è impegnato con il Kosovo, mentre l'italiano può lavorare a Sassuolo e provare almeno a ridurre la distanza.

Aquilani adesso ha più scelte

Dopo cinque giornate il Sassuolo non ha ancora una formazione scolpita nella pietra. Cinquegrano ha conquistato continuità, Adzic reclama sempre più spazio, Esposito e Bowie continuano a contendersi il centro dell'attacco. Caleta-Car ha davanti settimane importanti per sfruttare l'assenza di Idzes, Dominguez deve trasformare gli spezzoni in qualcosa di più e Turati prova a rendere meno tranquilla la posizione di Muric.

Poi ci sono Bakola, Lipani, Sulemana, Volpato, Obrador e tutti gli altri. Una rosa costruita da Francesco Palmieri proprio per offrire alternative e competizione. La prima versione del Sassuolo di Aquilani, insomma, esiste già. Quella definitiva no. Quando arriverà il Milan, Aquilani non dovrà soltanto capire chi è tornato meglio dalle Nazionali. Dovrà decidere quanto fidarsi delle gerarchie di agosto e quanto, invece, premiare quelle che il campo ha cominciato a riscrivere.

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Sezione: News / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 16:43
Autore: Manuel Rizzo
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