Hanno sospeso il bollo per 14 milioni di veicoli, Giorgia Meloni ha cantato "Bollo ciao", Futuro Nazionale di Roberto Vannacci avanza nei sondaggi e il Sassuolo, nel giro di cinque giorni, è riuscito prima a battere la Juventus segnando tre gol dal 65' in poi e poi a perdere contro un Monza che non aveva ancora vinto una partita. Se cercavate una dimostrazione scientifica del fatto che nel 2026 può succedere praticamente di tutto, potete interrompere le ricerche. Noi, che siamo gente semplice, abbiamo deciso comunque di preoccuparci del Sassuolo. Ognuno ha le proprie priorità.

Meloni, dal palco di Fenix, ha spiegato che nemmeno quando il Governo ha sospeso il bollo auto per 14 milioni di veicoli l'opposizione è stata contenta. Poi ha intonato "Bollo ciao", perché evidentemente anche la politica italiana ha ormai accettato che per sopravvivere all'algoritmo bisogna produrre contenuti verticali, possibilmente con una frase che possa diventare reel entro trenta secondi. E pensare che noi ci lamentavamo delle interviste a bordo campo.

A Sassuolo, intanto, il bollo non è stato abolito. Anzi. Ogni errore continua a essere regolarmente tassato, con aliquota Serie A e pagamento immediato. A Monza Cinquegrano perde Varela sul calcio d'angolo, Muric completa l'opera mancando la presa e arriva l'1-0. Poco dopo Esposito commette fallo su Dany Mota, rigore e 2-0. Nessuna rottamazione, nessun condono, nessun emendamento dell'ultimo minuto. Nel calcio il fisco è spietato: sbagli, paghi.

Avanza Vannacci, avanza Adzic

Poi c'è Vannacci che avanza. Non è un'opinione: avanzano i numeri dei sondaggi. A inizio settembre YouTrend per Sky TG24 dava Futuro Nazionale al 7,9%, davanti a Forza Italia e Lega; altre rilevazioni dello stesso periodo hanno fotografato una crescita simile. Avanza Vannacci, avanza Adzic. Qui, per fortuna, torniamo in un territorio sul quale possiamo permetterci di avere preferenze senza convocare un talk show.

Vasilije entra, segna. Entra, cambia le partite. Contro la Juventus firma il 3-2 al 94', a Monza arriva dalla panchina e all'88' mette una punizione meravigliosa alle spalle di Törnqvist, poi confeziona anche il pallone che Bowie manda sul palo nel recupero. E allora mentre il Paese si domanda chi avanza, chi arretra, chi paga il bollo e chi vorrebbe continuare a pagarlo, a Sassuolo la questione politica più urgente è molto più modesta: ma Adzic quanto ancora deve avanzare prima di guadagnarsi una maglia da titolare? Altro che intenzioni di voto. Il sondaggio che interessa da queste parti potrebbe avere una domanda sola: Adzic dall'inizio, sì o no?

Aquilani probabilmente non gradirebbe la semplificazione. E avrebbe ragione, perché il calcio non è un televoto, anche se qualche volta abbiamo il sospetto che lo sia diventato. Il montenegrino ha appena vent'anni, va gestito, deve crescere, deve imparare, deve trovare continuità. Tutto corretto. Però c'è un momento in cui anche le gerarchie devono confrontarsi con quello che succede sul campo. E quello che sta succedendo è piuttosto evidente: Adzic continua a produrre qualcosa ogni volta che viene chiamato.

È ancora settembre

Il Sassuolo, invece, continua a essere meravigliosamente difficile da decifrare. Una settimana fa sembrava possibile qualsiasi cosa. Battere la Juventus 3-2 in quella maniera, con Bowie all'89', Zhegrova al 91' e Adzic al 94', aveva prodotto quella pericolosissima sensazione che accompagna sempre le vittorie più belle: la convinzione che finalmente abbiamo capito tutto. Cinque giorni dopo Monza ha ricordato che non avevamo capito niente, perché siamo alla quinta giornata, Aquilani è appena arrivato, mezza squadra è nuova, alcuni ragazzi potrebbero ancora chiedere Google Maps per trovare lo spogliatoio e noi abbiamo già stabilito almeno tre volte che questo Sassuolo è fortissimo, due che è immaturo, una che può diventare la sorpresa del campionato e un'altra che deve guardarsi alle spalle.

È settembre, forse potremmo semplicemente aspettare, ma aspettare non è più previsto dal regolamento della società contemporanea. Bisogna avere immediatamente un'opinione. Sul Governo, sull'opposizione, su Vannacci, sul bollo, sul centravanti, sul portiere, sul mercato, su Aquilani, su chi deve giocare mezzala e probabilmente anche sul tipo di erba utilizzato al Mapei Stadium. La pazienza è stata abolita molto prima del bollo. E allora eccoci qui, con sette punti dopo cinque giornate, una vittoria meravigliosa contro la Juventus e una sconfitta fastidiosa contro il Monza. Una squadra capace di sembrare adulta la domenica e adolescente il venerdì successivo. Che poi, a pensarci, è forse la cosa più normale di tutte considerando l'età e il percorso di tanti suoi protagonisti.

La sosta dai due volti

Adesso arriva la sosta. Aquilani perde dieci giocatori convocati dalle rispettive Nazionali. Esposito va addirittura a Coverciano con l'Italia maggiore. Adzic parte con il Montenegro, Bakola con la Francia Under 21, Bowie e Doig con la Scozia e gli altri in giro per il continente. Il tecnico avrebbe tre settimane per lavorare, ma rischia di dover mettere i birilli a centrocampo per raggiungere il numero minimo necessario a una partitella.

Altro che "Bollo ciao". Qui siamo quasi a "Calciatori ciao". Poi torneranno tutti. O almeno si spera. E l'11 ottobre al Mapei arriverà il Milan, che nel frattempo ha appena rifilato tre gol al Lecce e sembra essersi ricordato di essere il Milan. Sarà allora che ricominceremo. Con Muric da processare o riabilitare alla prima parata, Adzic da eleggere titolare della Repubblica neroverde al primo dribbling, Esposito da Nazionale, Berardi da interrogare sul futuro e Aquilani che continuerà probabilmente a ricordarci che cinque partite non sono una stagione.

Nel frattempo l'Italia andrà avanti. I sondaggi saliranno e scenderanno. I partiti avanzeranno e arretreranno. Qualcuno rimpiangerà perfino il bollo, perché in questo Paese prima o poi sviluppiamo nostalgia per qualsiasi cosa. Noi continueremo a preoccuparci del Sassuolo. Che sarà pure una preoccupazione inutile, ma almeno dura novanta minuti. E, quando va bene, non si paga nemmeno il bollo.

Sezione: Editoriali / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 12:41
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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