Per capire chi è Andrea Fabris bisogna partire da ciò che normalmente si vede meno nel calcio. Non dai gol, dal mercato o dalle formazioni, ma dagli uffici, dai regolamenti, dagli stadi, dai rapporti istituzionali e da quella macchina organizzativa senza la quale anche la squadra più forte rischia di funzionare male. È lì che Fabris ha costruito quasi trent'anni di carriera. Ed è anche per questo che il Sassuolo, nel momento in cui ha dovuto ridisegnare la propria struttura dopo l'addio di Giovanni Carnevali, ha deciso di richiamare un dirigente che il club lo conosceva già profondamente. Prima direttore generale, poi anche amministratore delegato: in appena un mese il suo peso all'interno della società neroverde è diventato evidente.

Il ritorno è stato ufficializzato il 13 agosto 2026. Fabris ha lasciato l'Atalanta dopo due stagioni come Direttore Generale dell'Area Corporate ed è rientrato a Sassuolo assumendo la carica di direttore generale. Meno di un mese dopo, nel CdA dell'11 settembre, gli è stato affidato anche l'incarico di amministratore delegato ed è entrato nel Consiglio di Amministrazione insieme a Veronica Squinzi, Carlo Rossi e Marco Squinzi. Veronica Squinzi resta a sua volta amministratrice delegata del club.

È uno dei passaggi più importanti della riorganizzazione societaria cominciata dopo la partenza di Carnevali, che il 12 giugno aveva concluso dopo tredici anni la propria esperienza alla guida del Sassuolo.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Veronica Squinzi: "Il Sassuolo è un progetto a 360 gradi. In B pensavamo già a tornare subito in A"

Fabris blinda Bakola: "Uno dei gioielli del Sassuolo, ce lo godiamo". E su Aquilani: "È una storia che si ripete"

VIDEO e FOTO - Sassuolo, svelata la terza maglia blu Mapei 2026/27 al Cersaie

Gli inizi al Vicenza: quindici anni dietro le quinte

Fabris arriva al calcio da una formazione differente rispetto a quella di molti dirigenti sportivi. È laureato in Giurisprudenza e nel 1998 ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione forense superando l'esame da avvocato presso la Corte d'Appello di Venezia.

Proprio nel 1998 comincia anche il lungo percorso nel Vicenza Calcio. Rimarrà nel club veneto per circa quindici anni, ricoprendo diversi incarichi fino a diventare Direttore di Gestione. Nel corso della carriera ha inoltre fatto parte per diversi anni del Collegio Arbitrale della Lega Calcio di Milano, collaborato con agenti operanti a livello europeo e rappresentato club in controversie davanti agli organismi UEFA e FIFA.

È un dettaglio importante per comprenderne il profilo. Fabris non nasce come direttore sportivo e non è principalmente un uomo di calciomercato. La sua specializzazione riguarda soprattutto organizzazione, gestione, aspetti giuridici, infrastrutture e funzionamento complessivo di una società professionistica. Un mestiere meno esposto alle telecamere, ma sempre più importante nel calcio moderno.

Il primo Sassuolo: undici anni dentro la crescita del club

La svolta arriva nel 2013, quando Fabris entra nel Sassuolo. È l'inizio di una lunghissima esperienza neroverde. Il club ufficiale indica undici stagioni, inizialmente nel ruolo di Segretario Generale e successivamente come Direttore Organizzativo.

Sono soprattutto gli anni nei quali il Sassuolo cambia dimensione. Fabris vive dall'interno il consolidamento in Serie A, la crescita delle strutture societarie, l'esperienza europea e lo sviluppo di un'organizzazione che progressivamente porta il club a superare la dimensione della piccola società di provincia. E lavora accanto a Giovanni Carnevali e alla famiglia Squinzi durante una fase decisiva della storia neroverde.

Nel suo percorso c'è anche un legame particolarmente importante con il Mapei Stadium. Fabris ha maturato una competenza specifica nel settore delle infrastrutture calcistiche e ha seguito personalmente lo sviluppo dello stadio di Reggio Emilia. Non soltanto prima squadra, dunque. È proprio questo uno degli elementi che aiutano maggiormente a leggere il suo ritorno nel 2026. Fabris conosce già la proprietà, la struttura societaria, il territorio e molti dei meccanismi sui quali è stato costruito il modello Sassuolo.

L'Atalanta e il salto nell'area corporate

Nell'estate del 2024 arriva però una nuova esperienza. L'Atalanta sceglie Fabris come Direttore Generale Area Corporate. Il club bergamasco ufficializza la nomina il 9 agosto, affidandogli la direzione generale dei diversi dipartimenti societari, mentre Umberto Marino mantiene principalmente le relazioni istituzionali con Leghe, FIGC e UEFA.

A Bergamo approfondisce ulteriormente il lavoro legato alla gestione delle infrastrutture, inserendosi nell'operatività dello stadio e del centro sportivo di Zingonia. Due stagioni che gli consentono quindi di osservare dall'interno un'organizzazione differente e di aggiungere un'altra esperienza a quella maturata tra Vicenza e Sassuolo. Poi, nell'estate 2026, la chiamata da casa.

LEGGI ANCHE: SN - Andrea Fabris saluta dopo 11 anni: "Grazie Sassuolo. Vado via senza rimpianti"

Il ritorno dopo l'addio di Carnevali

Il contesto questa volta è completamente diverso. Il 12 giugno il Sassuolo saluta Giovanni Carnevali, chiudendo un ciclo durato tredici anni. L'ex amministratore delegato e direttore generale era stato uno degli uomini centrali della trasformazione del club e la sua uscita rende inevitabile una redistribuzione delle responsabilità.

Due mesi dopo torna Fabris. Il comunicato del 13 agosto contiene una frase significativa pronunciata dallo stesso dirigente: "È un ritorno in un luogo che conosco bene, a cui sono profondamente legato e dove ho già avuto l'onore di lavorare". E ancora: "A Sassuolo abbiamo già costruito tanto insieme e ora vogliamo costruire ancora, con lavoro, umiltà e attaccamento a questi colori".

La proprietà, attraverso Veronica Squinzi, definisce il suo rientro un vero e proprio ritorno a casa e sottolinea come esperienza e competenza debbano avere un ruolo fondamentale nella nuova fase del club.

Il primo incarico è quello di direttore generale. Poi arriva rapidamente un ulteriore passaggio. Il 12 settembre il Sassuolo comunica che Fabris ha assunto anche la carica di amministratore delegato, entrando contestualmente nel CdA. Veronica Squinzi rimane amministratrice delegata, mentre il Consiglio comprende anche il presidente Carlo Rossi e Marco Squinzi.

Il dato politico-societario, nel senso aziendale del termine, è evidente: Fabris non è tornato soltanto per coordinare l'operatività quotidiana. È entrato direttamente nel vertice del Sassuolo.

Fabris, Palmieri e Veronica Squinzi: come cambia il Sassuolo

Il nuovo assetto permette anche di comprendere meglio la distribuzione delle competenze. Francesco Palmieri rimane il direttore sportivo e quindi il riferimento principale dell'area tecnica e della costruzione della squadra. Fabris occupa invece il vertice gestionale e organizzativo come direttore generale e amministratore delegato, mentre Veronica Squinzi conserva la carica di AD e una posizione centrale nella proprietà e nelle scelte strategiche. L'organigramma ufficiale individua inoltre figure specifiche per area prestiti, settore giovanile, femminile, scouting, amministrazione, organizzazione e comunicazione.

È una struttura che sembra voler distribuire maggiormente le responsabilità rispetto all'epoca nella quale Carnevali rappresentava inevitabilmente il volto principale della gestione neroverde.

Le prime dichiarazioni pubbliche di Fabris aiutano a comprendere come interpreti il progetto

Al Cersaie, parlando a "Tutti Convocati" su Radio 24, ha indicato Bakola come "uno dei tanti gioielli" del Sassuolo, sottolineando il lavoro di Palmieri con i giovani e le idee di Alberto Aquilani: "Abbiamo un allenatore con grandi idee e Palmieri che è un ds che conosce il mondo dei giovani".

Poi ha riassunto la filosofia della costruzione della rosa attraverso due esempi molto differenti: "La squadra è un mix di giovani ed esperienza, Matic si avvicina ai 40 ed è sempre un professore. Cinquegrano gioca stabilmente e sta facendo bene".

"Sassuolo è il posto ideale per gli allenatori"

C'è poi un'altra frase pronunciata da Fabris che aiuta a capire quanto il dirigente conosca la storia del club. Parlando della scelta di Aquilani, ha ricordato: "Ho avuto la fortuna qui a Sassuolo di lavorare con Allegri, Pioli, De Zerbi, Farioli, Di Francesco... è una storia che si ripete e il nostro compito è anche quello di valorizzare gli allenatori, è il posto ideale per loro". È quasi una dichiarazione sul modello che il nuovo Sassuolo vorrebbe conservare: essere un club nel quale un calciatore giovane possa diventare importante e nel quale anche un allenatore possa trovare condizioni favorevoli per sviluppare le proprie idee.

Aquilani, in questo senso, rappresenta perfettamente il profilo. E al suo arrivo era stato accolto al Mapei Football Center dalla proprietà, con Veronica e Marco Squinzi, dal presidente Carlo Rossi e dal direttore sportivo Francesco Palmieri.

Fabris è arrivato successivamente, ma il progetto tecnico era già stato impostato. Il suo compito è soprattutto inserirlo dentro una struttura societaria stabile.

Non il nuovo Carnevali, ma il primo Fabris

La tentazione più semplice sarebbe definirlo l'erede di Giovanni Carnevali. Dal punto di vista delle cariche esiste inevitabilmente una continuità: Carnevali era amministratore delegato e direttore generale, oggi Fabris ricopre entrambe le funzioni.

Ma i profili sono differenti. Carnevali negli anni era diventato anche uno dei protagonisti pubblici del mercato del Sassuolo, intervenendo direttamente su trattative, strategie e rapporti con gli altri club. Fabris arriva invece da una formazione fortemente gestionale, organizzativa e giuridica. Per questo sarà interessante capire nel tempo come evolverà la nuova governance.

I primi segnali indicano una divisione abbastanza precisa: Palmieri sul calcio e sul mercato, Fabris sulla macchina societaria, Veronica Squinzi sempre più centrale nella guida strategica della proprietà. Non necessariamente un uomo solo al comando, dunque, ma più figure con responsabilità definite.

Quasi trent'anni nel calcio e un club che conosce già

Alla fine, la risposta alla domanda "chi è Andrea Fabris?" sta probabilmente nella sua traiettoria professionale. Quindici anni al Vicenza. Oltre un decennio al Sassuolo. Due stagioni nell'area corporate dell'Atalanta. Una laurea in Giurisprudenza, l'abilitazione da avvocato, esperienza nelle controversie sportive internazionali e una specializzazione maturata anche sul fronte delle infrastrutture.

Soprattutto, conosce il Sassuolo da prima che diventasse quello che conosciamo oggi. Ne ha attraversato la crescita, ha lavorato con diversi allenatori, ha vissuto la trasformazione organizzativa e ha seguito da vicino uno dei passaggi fondamentali rappresentati dal Mapei Stadium. Poi è uscito, ha conosciuto un'altra realtà di vertice come l'Atalanta ed è tornato quando il club neroverde aveva bisogno di ridisegnare il proprio futuro.

Non gli è stato affidato un compito semplice. Sostituire un assetto costruito in tredici anni non significa cambiare semplicemente il nome sulla porta di un ufficio. Andrea Fabris conosce il Sassuolo, ma soprattutto conosce ciò che c'è dietro il Sassuolo. Oggi, da amministratore delegato e direttore generale, è chiamato a guidarne una nuova fase senza disperdere ciò che ha funzionato e senza limitarsi a replicare il passato. Dopo quasi trent'anni trascorsi dietro le quinte del calcio italiano, questa volta Fabris è diventato uno degli uomini al centro della scena neroverde.

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 12:35
Autore: Manuel Rizzo
vedi letture