Vendere Muharemovic e Pinamonti, incassare, ricostruire e ritrovarsi pochi mesi dopo con una rosa che vale 70,9 milioni in più. Se il mercato è anche l'arte di produrre valore senza rinunciare alla competitività, il dato sull'evoluzione economica delle squadre di Serie A offre un riconoscimento importante al lavoro svolto da Francesco Palmieri. Nell'ultimo anno soltanto Como, Roma e Frosinone hanno registrato una crescita superiore a quella del Sassuolo. E il dato neroverde diventa ancora più interessante considerando che durante l'estate sono stati ceduti due degli asset economicamente più importanti della squadra.

La fotografia dell'evoluzione del valore delle rose nell'ultimo anno mette infatti il Sassuolo al quarto posto della Serie A con un incremento di 70,9 milioni di euro. Davanti ai neroverdi c'è un Como praticamente fuori categoria, cresciuto di 283,1 milioni, seguito dalla Roma a +92,4 e dal Frosinone a +91,9. Immediatamente dopo compare il Sassuolo. Alle sue spalle Venezia (+70,6), Fiorentina (+67,9), Monza (+59,9), Inter (+44,5), Cagliari (+39,8) e Milan (+31,7).

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Palmieri ha venduto, ma il patrimonio tecnico è cresciuto

Il direttore sportivo neroverde si è trovato davanti a un'estate tutt'altro che semplice. Il Sassuolo doveva produrre ricavi, mantenere una gestione sostenibile e contemporaneamente consegnare ad Alberto Aquilani una squadra competitiva. La cessione più importante è stata quella di Tarik Muharemovic al Leeds United per 40 milioni di euro. Il trasferimento è diventato il più costoso in uscita nella storia del Sassuolo, anche se metà della cifra spettava alla Juventus in virtù della percentuale sulla futura rivendita.

Poi è partito anche Andrea Pinamonti, passato alla Lazio. Due giocatori che nella precedente fotografia della rosa possedevano un peso economico considerevole: Transfermarkt, per esempio, attribuiva a Muharemovic un valore di 25 milioni e a Pinamonti di 15.

Togliere contemporaneamente due asset di questo tipo avrebbe potuto determinare un netto impoverimento patrimoniale. È accaduto il contrario. Il Sassuolo ha venduto, ha prodotto un saldo positivo sul mercato e ha contemporaneamente costruito una rosa che, nelle valutazioni complessive, oggi possiede un valore superiore rispetto a quella di dodici mesi fa. I dati sul mercato estivo indicano per il club neroverde 28,2 milioni di entrate, 13,5 di uscite e un saldo positivo di 14,7 milioni.

Adzic, Esposito, Bowie e gli altri: la nuova scommessa

La strategia estiva è stata abbastanza evidente. Il Sassuolo non ha utilizzato gli incassi per inseguire giocatori già arrivati al massimo della propria valutazione, ma ha distribuito gli investimenti su diversi profili, molti dei quali giovani e con margini di crescita.

Sono arrivati Kieron Bowie, Vasilije Adzic, Benjamin Dominguez, Rafa Obrador, Fedde Leysen, Sebastiano Esposito, Ignace Van der Brempt, Ibrahim Sulemana e Duje Caleta-Car, mentre Muric e Walukiewicz erano stati riscattati. Non tutti hanno naturalmente avuto lo stesso impatto e sarebbe prematuro giudicare definitivamente il mercato dopo appena cinque giornat, ma alcuni segnali sono già arrivati.

Adzic ha cominciato a incidere immediatamente, segnando contro Bologna, Juventus e Monza. Sebastiano Esposito ha trovato il primo gol neroverde contro la Juventus ed è arrivato alla prima convocazione nella Nazionale maggiore. Bowie ha deciso una parte della folle serata contro i bianconeri. Leysen si è ritagliato spazio in difesa.

E poi c'è chi non è arrivato durante l'ultima estate ma rappresenta perfettamente la stessa filosofia. Darryl Bakola, acquistato quando ancora non aveva la valutazione e l'esposizione attuali, è già diventato un giocatore osservato da Juventus e Roma. Simone Cinquegrano, invece, è cresciuto direttamente dentro il club ed è diventato una presenza stabile nella squadra di Aquilani.

La filosofia spiegata dallo stesso Palmieri

Palmieri lo aveva spiegato chiaramente al termine del mercato: "Siamo soddisfatti, voglio ringraziare tutti i collaboratori anche Veronica che mi ha sostenuto e accompagnato ogni singolo giorno. Abbiamo allestito un gruppo competitivo svolgendo un lavoro mirato che può darci molte soddisfazioni".

E sulle partenze di Muharemovic e Pinamonti aveva aggiunto: "Abbiamo operato nel rispetto delle nostre esigenze, quelle dei nostri calciatori e quelle dei club che li hanno acquistati. Era importante fare profitto economico per operare in maniera sostenibile e a lungo termine".

Quarto posto in Serie A: davanti anche alle big

La classifica rende ancora più evidente il risultato. Dietro al Sassuolo ci sono società con dimensioni economiche decisamente superiori: l'Inter registra +44,5 milioni, il Milan +31,7 e la Juventus +10. Lazio, Atalanta, Bologna e Napoli presentano addirittura una variazione negativa nell'arco temporale preso in esame.

Naturalmente non significa che il Sassuolo possieda una rosa più forte di queste squadre. La graduatoria misura la variazione del valore, non il valore assoluto né tantomeno la qualità sportiva, ma racconta quanto patrimonio sia stato generato nell'ultimo anno.

La filosofia neroverde ha sempre avuto bisogno di un equilibrio delicato: scoprire prima degli altri, valorizzare attraverso il campo e vendere quando arriva l'offerta capace di finanziare un nuovo ciclo. Dopo l'addio di Giovanni Carnevali, una delle domande dell'estate riguardava proprio la capacità del club di continuare a funzionare secondo quel modello. I primi numeri offrono una risposta interessante.

Il vero risultato sarà trasformare il valore potenziale in valore reale

C'è però un ultimo passaggio, forse il più importante. Le valutazioni di mercato restano teoriche finché qualcuno non decide realmente di pagare quelle cifre. Muharemovic rappresenta l'esempio perfetto: lì non si parlava più di una stima, ma di 40 milioni messi sul tavolo dal Leeds.

La prossima sfida di Palmieri sarà quindi trasformare parte del potenziale della nuova rosa nello stesso tipo di valore concreto. Adzic, Bakola, Bowie, Esposito, Leysen, Dominguez, Cinquegrano e gli altri giovani hanno davanti una stagione intera per crescere. Aquilani dovrà farli rendere, il Sassuolo dovrà proteggerli e Palmieri dovrà decidere, prima o poi, quali trattenere e quali eventualmente trasformare nelle prossime grandi operazioni.

È il ciclo sul quale il Sassuolo ha costruito buona parte della propria storia recente. Il dato di oggi dice +70,9 milioni in dodici mesi e quarto posto in Serie A. Ma soprattutto racconta qualcosa che per un direttore sportivo vale forse ancora di più: Palmieri ha ceduto due pezzi pregiati come Muharemovic e Pinamonti senza impoverire il patrimonio della squadra. Ha venduto valore e ne ha creato di nuovo. Adesso toccherà al campo stabilire quanto vale davvero.

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Sezione: News / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 17:22
Autore: Sarah G. Comotto
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