Sette punti, nove gol segnati e altrettanti incassati. Per raccontare le prime cinque giornate del Sassuolo di Alberto Aquilani basterebbero quasi questi tre numeri. La squadra neroverde ha già fatto vedere parecchio del calcio immaginato dal suo nuovo allenatore, ma ha mostrato con altrettanta chiarezza dove deve ancora crescere. Il ritorno di Aquilani a Sassuolo, nove anni dopo l'esperienza vissuta da calciatore, è cominciato così: idee interessanti, coraggio e qualità offensiva, accompagnati però da una fragilità difensiva che rappresenta il principale tema sul quale lavorare durante la lunga sosta.

Scelto dal club lo scorso 12 giugno dopo l'esperienza al Catanzaro, Aquilani sta vivendo il suo debutto da allenatore in Serie A. Il bilancio iniziale dice 7 punti e decimo posto, con due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Un rendimento che colloca il suo avvio tra i migliori del Sassuolo nelle ultime stagioni, ma soprattutto restituisce l'immagine di una squadra che ha già assunto caratteristiche abbastanza precise.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Veronica Squinzi: "Il Sassuolo è un progetto a 360 gradi. In B pensavamo già a tornare subito in A"

Fabris blinda Bakola: "Uno dei gioielli del Sassuolo, ce lo godiamo". E su Aquilani: "È una storia che si ripete"

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Il Sassuolo sa fare male: 9 gol e tante soluzioni

La parte migliore arriva quando i neroverdi hanno il pallone e possono attaccare. Nove reti in cinque giornate raccontano una squadra capace di trovare il gol con uomini e soluzioni differenti. Il successo per 3-2 contro la Juventus rimane inevitabilmente la partita simbolo di questo primo tratto di stagione: il Sassuolo non si è limitato a resistere, ma ha avuto la forza di continuare a cercare la porta fino al gol decisivo di Adzic nel recupero.

Segnali erano arrivati anche dal 2-2 di Bologna, dove la squadra di Aquilani aveva mostrato personalità in uno stadio complicato. Il dato più interessante riguarda però la quantità di protagonisti che stanno emergendo. Vasilije Adzic ha già segnato tre volte in campionato, Darryl Bakola sta conquistando sempre maggiore centralità e Simone Cinquegrano si è guadagnato stabilmente spazio. Kieron Bowie ha lasciato il segno contro la Juventus, mentre Sebastiano Esposito ha trovato il primo gol neroverde proprio contro i bianconeri.

A tutto questo si aggiungono Domenico Berardi, tornato al gol contro il Torino ma ancora alla ricerca della migliore condizione, e Armand Laurienté, presente con continuità nelle scelte di Aquilani anche se ancora senza reti.

Il Sassuolo, insomma, non dipende più soltanto dai suoi uomini storicamente più rappresentativi per creare pericoli. Ed è probabilmente una delle indicazioni più incoraggianti delle prime cinque giornate.

L'altra faccia: 9 gol incassati e zero clean sheet

Poi bisogna guardare la propria porta e il quadro cambia. Ai nove gol realizzati corrispondono nove reti subite. Soprattutto, dopo cinque giornate il Sassuolo non è ancora riuscito a terminare una partita di Serie A mantenendo la porta inviolata. In quattro gare su cinque i neroverdi hanno incassato due reti: è successo contro Atalanta, Bologna, Juventus e Monza. Soltanto contro il Torino il passivo si è fermato a uno.

Non è sempre lo stesso problema. Ci sono stati errori individuali, come quelli costati caro nell'ultima trasferta di Monza, ma anche situazioni nelle quali il Sassuolo ha pagato la propria volontà di portare molti uomini nella metà campo avversaria. Una squadra costruita per giocare difficilmente può essere trasformata in qualcosa di completamente diverso, ma dovrà imparare a gestire meglio alcuni momenti delle partite.

Il lavoro più importante per Aquilani

Non rinunciare al Sassuolo visto nelle prime cinque giornate, ma renderlo meno vulnerabile. Perché nove gol segnati sono un'ottima base; doverne realizzare quasi sempre almeno due per avere buone possibilità di fare punti, invece, alla lunga può diventare un problema.

La sosta arriva quindi nel momento giusto per correggere qualcosa senza cambiare tutto. Aquilani ha già dato un'identità al suo Sassuolo. Il prossimo passo sarà trovare l'equilibrio che permetta a quella stessa identità di produrre più punti e qualche gol subito in meno.

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Sezione: News / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 09:47
Autore: Manuel Rizzo
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