Nove gol nelle prime cinque giornate di campionato e una particolarità che racconta forse meglio di qualsiasi altra il nuovo Sassuolo di Alberto Aquilani: Domenico Berardi ne ha segnato soltanto uno, Armand Laurienté è ancora fermo a zero. Eppure i neroverdi hanno trovato la porta con continuità, distribuendo reti e responsabilità tra giocatori che fino a poche settimane fa difficilmente sarebbero stati indicati come i principali uomini copertina della squadra. Non significa che Sassuolo possa fare a meno dei suoi due esterni più rappresentativi. Significa, semmai, che per la prima volta da tempo non deve necessariamente aspettarli per segnare.

Berardi ha lasciato la propria firma nella vittoria contro il Torino, realizzando il gol del definitivo 2-1. Laurienté, invece, deve ancora sbloccarsi in campionato nonostante sia rimasto un riferimento costante nelle scelte di Aquilani. Se ci si fosse fermati a questi due dati durante l'estate, probabilmente sarebbe stato naturale immaginare un Sassuolo in difficoltà offensiva. È accaduto l'esatto contrario.

La squadra ha realizzato nove reti in cinque giornate, con marcatori differenti e soprattutto con una produzione offensiva che non passa più obbligatoriamente dalle giocate dei suoi uomini storicamente più determinanti.

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Da Adzic a Esposito: i gol arrivano da più parti

Il caso più evidente è quello di Vasilije Adzic. Il montenegrino ha già segnato contro Bologna, Juventus e Monza, diventando uno dei protagonisti assoluti di questo inizio di stagione. Tre reti consecutive in campionato che hanno cambiato rapidamente anche la percezione del suo ruolo: da giovane arrivato per crescere a possibile titolare sul quale Aquilani dovrà inevitabilmente ragionare alla ripresa.

Poi c'è Kieron Bowie, decisivo contro la Juventus, e c'è Sebastiano Esposito, che proprio contro i bianconeri ha trovato il primo gol con la maglia del Sassuolo. Prima ancora erano arrivati i gol di Cas Odenthal a Bergamo, di Cristian Volpato contro il Torino e di Josh Doig a Bologna. Sette marcatori differenti per nove reti complessive, una distribuzione che rende la squadra meno prevedibile.

Berardi non è ancora al massimo

Dentro questa nuova struttura resta naturalmente centrale Domenico Berardi. Il capitano è tornato al gol contro il Torino, ma è evidente come il suo percorso verso la migliore condizione debba essere valutato su tempi più lunghi rispetto a quelli di un giocatore che ha potuto svolgere una preparazione completamente lineare.

Aquilani non ha mai nascosto l'importanza del numero 10 e il Sassuolo continua ad affidarsi alla sua qualità negli ultimi metri. Il dato interessante, però, è un altro: mentre Berardi cerca progressivamente la propria versione migliore, gli altri hanno cominciato a prendersi responsabilità.

Non c'è più necessariamente bisogno di aspettare che il capitano inventi qualcosa. Per anni una delle domande più ricorrenti intorno al Sassuolo è stata semplice: cosa succede quando Berardi non segna o non è disponibile? Le prime cinque giornate di questa stagione stanno fornendo una risposta incoraggiante. Gli altri possono segnare.

Laurienté presente, ma manca ancora il gol

Il discorso è differente per Armand Laurienté. Il francese ha trovato continuità nelle scelte di Aquilani, è rimasto stabilmente dentro la squadra e continua a rappresentare una delle principali minacce quando il Sassuolo riesce a portarlo nell'uno contro uno. Gli manca però ciò che per un attaccante resta inevitabilmente il dato più visibile: il gol.

Dopo cinque giornate Laurienté è ancora a secco. Non è necessariamente un problema, soprattutto perché il Sassuolo sta comunque producendo e segnando. Ma proprio qui potrebbe nascondersi uno dei margini più interessanti della squadra.

Se i neroverdi hanno realizzato nove reti senza aver ancora ricevuto gol da Laurienté e con un solo centro di Berardi, cosa potrebbe succedere quando anche i due esterni cominceranno a incidere maggiormente sotto porta? È la domanda che Aquilani probabilmente preferisce avere rispetto al problema opposto.

Un Sassuolo meno dipendente dai singoli

Le prime cinque giornate hanno raccontato una squadra ancora imperfetta. I nove gol segnati fanno da contraltare ai nove subiti. La fase difensiva deve trovare maggiore solidità, alcuni errori individuali sono già costati punti e la sconfitta di Monza ha mostrato quanto sia ancora lunga la strada verso quella continuità richiesta da Aquilani.

Davanti, però, qualcosa sembra essere già cambiato. Non necessariamente nei numeri assoluti, quanto nel modo in cui vengono costruiti. Adzic ha già tre gol, Bowie ed Esposito hanno lasciato il segno, Volpato si è sbloccato, Doig e Odenthal hanno portato reti dalla difesa. E tutto questo mentre Berardi e Laurienté non hanno ancora raggiunto il massimo della propria produzione offensiva.

Prima o poi Berardi tornerà a essere Berardi e Laurienté troverà il suo primo gol. Se nel frattempo Adzic, Esposito, Bowie e gli altri continueranno a segnare, il Sassuolo potrebbe scoprire di avere qualcosa che nelle ultime stagioni non sempre ha avuto: molti modi diversi per fare male.

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Sezione: News / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 14:06
Autore: Sarah G. Comotto
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