Dall'estate complicata alla maglia azzurra. Sebastiano Esposito si è lasciato alle spalle le tensioni che avevano accompagnato la conclusione della sua esperienza al Cagliari, ha scelto il Sassuolo e poche settimane più tardi ha ricevuto la prima convocazione della carriera con la Nazionale maggiore. Un momento speciale per l'attaccante classe 2002, reso ancora più particolare dalla presenza del fratello Francesco Pio.

I due si sono raccontati ai microfoni di Vivo Azzurro TV, parlando di Mancini, famiglia, Castellammare di Stabia e di quel pallone che li accompagna praticamente da quando sono nati.

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Il rapporto con Mancini

La prima domanda non poteva che riguardare l'arrivo a Coverciano e le indicazioni ricevute dal commissario tecnico Roberto Mancini. "Cosa ci ha detto Mancini? Di godercela. In generale venire in Nazionale è strepitoso e a volte fatichi a godertela per le emozioni che provi. Farlo con tuo fratello è ancora più bello, ci ha dato suggerimenti di campo per rendere meglio".

Per Esposito la prima occasione potrebbe arrivare già venerdì 25 settembre, quando l'Italia debutterà in Nations League affrontando il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma. Seguiranno la trasferta in Turchia del 28 settembre, la sfida con la Francia a Saint-Denis del 2 ottobre e il secondo confronto con i turchi, il 5 ottobre a Bologna.

Esordire davanti al pubblico italiano avrebbe inevitabilmente un sapore particolare: "Sicuramente aiuta, per come viviamo il calcio in Italia. Sarà un'emozione ancora più bella, ma a prescindere da casa o fuori ci teniamo a fare benissimo e cercheremo di portare a casa punti".

"Il battesimo? I primi quattro erano andati malissimo..."

Prima convocazione significa anche sottoporsi ai piccoli rituali dello spogliatoio azzurro. Compreso il tradizionale battesimo riservato ai nuovi arrivati, con Esposito chiamato a cantare davanti ai compagni: "I primi quattro sono andati malissimo, ho pensato di fare il quinto così non potevo fare peggio di loro".

Dietro alla battuta c'è però un percorso in azzurro cominciato molto prima di questa convocazione. Esposito ha attraversato le Nazionali giovanili e considera quelle esperienze decisive nella propria formazione: "Fondamentale e bellissimo. Per capire ancora di più l'importanza della Nazionale, non che ce ne fosse bisogno, però entrare nel giro e iniziare a fare competizione. Io ho fatto un Europeo Under 17 e ho perso una finale: qui da piccolo ti insegnano gli onori e gli oneri della Nazionale. Capirlo da piccoli ti porta avanti, verso la vita e lo stemma che stai indossando".

E adesso quell'esperienza può essere condivisa con Pio: "Emozione sicuramente diversa, anche se di tornei con l'Inter ne abbiamo fatti entrambi e siamo stati fortunati sotto questo aspetto. Rappresentare la tua Nazione però è tutt'altra cosa".

Pio in porta e il "nonnismo" dei fratelli maggiori

Quando il discorso si sposta sulla famiglia Esposito, il tono inevitabilmente cambia. Sebastiano ha raccontato anche un particolare dell'infanzia del fratello minore, che avrebbe potuto avere una carriera decisamente differente. "Da piccolo lo mettevamo sempre in porta: era basso, facevamo un po' di nonnismo io e Salvatore. L'avevamo quasi convinto a fare il portiere. Menomale che non è successo".

Sebastiano, Pio e Salvatore sono cresciuti a Castellammare di Stabia, un legame che il nuovo attaccante del Sassuolo continua a rivendicare con orgoglio. "Per noi è un orgoglio venire da Castellammare. Abbiamo visto e girato tante città belle, soprattutto io, anche all'estero. Ma rimane la città più bella del mondo, alla quale siamo più legati. Ogni volta che possiamo tornare, lo facciamo. E aiutiamo le persone di lì".

Al centro di tutto resta la famiglia: "Siamo fortunati. Grazie alla nostra famiglia, brava a costruire e a rendere più forte il legame tra noi. Non ci sono mai stati litigi, però siamo sempre stati molto legati tra di noi. Un legame costruito sulla base dell'amore".

Anche se tra fratelli qualche sfottò rimane inevitabile: "Ma quando Pio sbaglia un gol lo prendiamo in giro. E capita spesso", ha aggiunto ridendo.

Il campetto di Cicerone: "Lì dentro tutta la nostra infanzia"

Uno dei passaggi più personali riguarda il campo del rione Cicerone di Castellammare, luogo nel quale i fratelli Esposito hanno trascorso buona parte dell'infanzia e che recentemente è stato riqualificato. "Prima di venire qua siamo stati a Cicerone e Pio non si ricordava il campetto prima, era in cemento. Io avevo 4-5 anni, lui 2, e il Comune l'ha rifatto. Con il passare degli anni si è rovinato, nessuno l'ha voluto rimettere a posto, ma per noi è stata la nostra infanzia".

Esposito ha ricordato giornate intere trascorse con il pallone: "Tutti i momenti e i minuti della nostra infanzia li abbiamo passati lì dentro. Tornavamo da scuola calcio, mamma urlava. Noi avevamo e abbiamo questa passione. Il campetto ci ha aiutato tantissimo".

Da qui anche la volontà di restituire qualcosa al luogo nel quale tutto è cominciato: "Vogliamo riportare i ragazzi sulla retta via, oggi è facile prendere la brutta strada. Il campetto come sfogo. I bambini giocano insieme a noi. Se vediamo un pallone, ci buttiamo dentro. Poi è stato fatto bene il campo".

Dall'asfalto di Castellammare al Mapei Stadium, fino a Coverciano. Adesso per Sebastiano Esposito arriva la possibilità di completare il percorso con l'esordio nella Nazionale maggiore. Lui e Pio attendono soltanto il momento: "L'emozione è tanta, non vediamo l'ora di arrivare a venerdì. Vogliamo affrontare questa emozione e abbiamo la fortuna di avere entrambi un pizzico di incoscienza".

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Sezione: News / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 16:05
Autore: Sarah G. Comotto
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