Sette punti possono essere tanti oppure pochi. Dipende da come li guardi. Se pensi al palo di Bowie a Monza, diventano nove mancati per qualche centimetro. Se torni alla notte contro la Juventus, sembrano persino pochi per una squadra capace di produrre una partita del genere. Se invece allarghi lo sguardo alla storia recente del Sassuolo in Serie A, assumono un peso diverso: dopo cinque giornate Alberto Aquilani ha fatto peggio soltanto di alcune delle migliori partenze firmate Roberto De Zerbi ed Eusebio Di Francesco. E allora la domanda, alla prima vera pausa della stagione, diventa inevitabile: dove può arrivare davvero questo Sassuolo?

La risposta, naturalmente, non può arrivare dopo cinque partite. Però cinque partite possono già raccontare qualcosa. Il Sassuolo ha battuto Torino e Juventus, pareggiato a Bologna e perso contro Atalanta e Monza. Due vittorie, un pareggio, due sconfitte. Sette punti su quindici e una classifica che vede i neroverdi a metà gruppo, appaiati al Napoli. Non abbastanza per immaginare scenari particolari, certamente abbastanza per considerare positivo il primo segmento del campionato.

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Cosa funziona: il Sassuolo ha più soluzioni

La prima indicazione interessante riguarda gli uomini. Aquilani sta scoprendo di avere qualcosa che all'inizio della stagione non era così scontato: alternative vere. Adzic ha segnato nelle ultime tre giornate contro Bologna, Juventus e Monza. Bakola si è conquistato spazio e responsabilità fino ad arrivare alla convocazione con la Francia Under 21. Cinquegrano è diventato un titolare e ha giocato tutti i 450 minuti delle prime cinque giornate insieme a Laurienté.

Sono segnali importanti soprattutto perché il Sassuolo non ha ancora avuto tutto dal suo patrimonio più conosciuto. Berardi ha già segnato contro il Torino, ma sta ancora completando il percorso verso la condizione migliore. Laurienté è presente, continuo, coinvolto, ma deve ancora trovare il primo gol del suo campionato. Nel frattempo sono arrivati Adzic, Bakola, Cinquegrano, Bowie, Esposito.

C'è poi un'identità che comincia a essere riconoscibile. Aquilani vuole una squadra che giochi, che accetti il rischio, che provi a portare uomini negli ultimi trenta metri e che utilizzi molto gli esterni. Non sempre riesce a farlo con la stessa qualità, ma l'idea si vede. E dopo appena cinque giornate non è poco.

Cosa manca: trasformare il gioco in punti

Monza, però, ha mostrato anche l'altra faccia. Il Sassuolo ha avuto occasioni nel primo tempo, non le ha sfruttate e nella ripresa ha pagato due episodi nel giro di dodici minuti. Prima il colpo di testa di Varela con l'errore di Muric, poi il rigore provocato da Esposito. Adzic ha riaperto tutto all'88' e Bowie ha colpito il palo nel recupero, ma il risultato è rimasto 2-1.

Qui si trova probabilmente il principale margine di crescita. Il Sassuolo crea, ma deve diventare più cattivo. Deve imparare a sfruttare le fasi nelle quali controlla la partita e, soprattutto, ridurre quegli errori individuali che in Serie A vengono spesso trasformati immediatamente in gol dagli avversari.

Non significa snaturarsi. Anzi. La vera crescita sarebbe riuscire a mantenere l'identità offensiva costruita da Aquilani aggiungendoci un po' di pragmatismo. Capire quando accelerare e quando aspettare, quando rischiare la giocata e quando accompagnare la partita verso un momento più favorevole.

Contro la Juventus il Sassuolo ha mostrato personalità. A Monza gli è mancata soprattutto la capacità di trasformare una prestazione complessivamente discreta in un risultato. Lo stesso Aquilani, dopo il Brianteo, ha parlato di una partita "fatta bene", sottolineando però la necessità di gestire meglio gli episodi.

Che squadra sta costruendo Aquilani?

Forse è questa la domanda più interessante. Non sembra nascere un Sassuolo costruito esclusivamente sul talento di due o tre giocatori. Sta prendendo forma una squadra più distribuita, giovane in diversi interpreti, con una quota importante di talento ancora da sviluppare e alcuni elementi esperti chiamati a darle equilibrio.

Matic deve essere il riferimento in mezzo al campo. Berardi rimane il giocatore tecnicamente e simbolicamente più importante. Laurienté garantisce profondità e uno contro uno. Attorno a loro, però, stanno crescendo ragazzi che cinque settimane fa rappresentavano soprattutto delle possibilità e oggi cominciano a diventare delle certezze.

Adzic può continuare a essere l'uomo che cambia le partite entrando dalla panchina oppure guadagnarsi definitivamente una maglia. Bakola deve trasformare il talento in continuità. Esposito deve trovare stabilità dentro una posizione che gli permette di interpretare il calcio in maniera meno convenzionale. Bowie deve aumentare il peso offensivo. Cinquegrano deve confermare che queste prime cinque giornate non sono state un'eccezione. E poi ci sono giocatori da recuperare, a cominciare da Idzes.

Dove può arrivare?

Sette punti dopo cinque giornate non autorizzano voli pindarici, ma nemmeno eccessiva prudenza. Il confronto storico aiuta a mettere le cose nella prospettiva corretta. De Zerbi ne aveva raccolti 11 nel 2020/21 e 10 nel 2018/19; Di Francesco 9 nel 2015/16. Aquilani è subito dietro con 7. Quel dato, però, non è una profezia: il Sassuolo di Dionisi del 2023/24, per esempio, aveva sei punti dopo cinque giornate e avrebbe poi concluso la stagione con la retrocessione.

Quindi, dove può arrivare davvero questo Sassuolo? Probabilmente oggi è ancora troppo presto persino per stabilire quale debba essere il suo limite. Ed è proprio questo l'aspetto più interessante. Il Sassuolo ha già dimostrato di poter battere una grande, di poter giocare alla pari su campi complicati e di avere giovani capaci di incidere immediatamente. Non ha ancora dimostrato di saperlo fare con continuità. La distanza tra una squadra semplicemente tranquilla e una capace di guardare più in alto passa tutta da lì.

La prima mini-fase dice quindi che Aquilani ha costruito una buona base. La seconda dovrà dire se sopra quella base esiste già una squadra adulta, perché sette punti sono un buon inizio. Il vero risultato di queste cinque giornate, però, è che il Sassuolo ha lasciato aperta la domanda su quale possa essere il suo traguardo. E dopo appena un mese di campionato, non è affatto una cattiva notizia.

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Sezione: News / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 10:16
Autore: Sarah G. Comotto
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