Il Sassuolo si è inceppato. E ormai non è più soltanto una sensazione. Dopo un avvio capace di alimentare entusiasmo e curiosità attorno al nuovo progetto di Alberto Aquilani, i neroverdi hanno perso brillantezza, equilibrio e soprattutto solidità. Il dato delle ultime quattro giornate è quasi brutale: 16 gol subiti in 360 minuti, uno ogni 22 minuti e mezzo. Quattro sconfitte consecutive che hanno trasformato la trasferta di sabato contro la Roma in un esame molto più delicato di quanto si potesse immaginare soltanto qualche settimana fa.

L'ultimo ko, il 2-4 contro la Fiorentina, ha portato a 26 il numero complessivo delle reti incassate dal Sassuolo nelle prime dieci giornate. Una media di 2,6 gol subiti a partita, la peggiore del campionato. Dall'altra parte, sabato sera, ci sarà invece la Roma che con 28 reti realizzate possiede attualmente il miglior attacco della Serie A. Due dati che, messi uno accanto all'altro, non hanno bisogno di molte spiegazioni.

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Il momento più alto resta quel 3-2 alla Juventus del 13 settembre, deciso da Adzic al 94'. Una serata che sembrava poter cambiare dimensione alla stagione neroverde: dopo quattro giornate il Sassuolo aveva già conquistato due vittorie e mostrato un calcio verticale, aggressivo e riconoscibile. Paradossalmente, proprio quella vittoria è diventata il punto dal quale è iniziata la discesa.

Prima la sconfitta con il Monza, poi il pareggio contro il Milan. Da quel momento il crollo: 4-2 a Frosinone, 2-0 a Como, 2-6 contro la Lazio e 2-4 con la Fiorentina.

Sedici gol incassati nelle ultime quattro partite. Nessun punto conquistato. E soprattutto una squadra che sembra aver perso la capacità di reagire agli episodi negativi. Aquilani ha cambiato interpreti e soluzioni, ma il problema è rimasto. La difficoltà non riguarda più soltanto i difensori centrali: coinvolge le distanze tra i reparti, il filtro del centrocampo, la gestione delle transizioni e quella fragilità mentale sottolineata dallo stesso allenatore dopo la Fiorentina.

Roma-Sassuolo può diventare decisiva per Aquilani?

Secondo TMW, la risposta, almeno oggi, è: difficilmente sarà una vera ultima spiaggia. Il Sassuolo ha aperto in estate un nuovo ciclo dopo l'addio di Fabio Grosso e il cambio degli equilibri societari seguito alla fine dell'era Carnevali. Aquilani è stato scelto per costruire un progetto e storicamente il club neroverde non è abituato a consumare allenatori alla prima difficoltà.

Questo, però, non significa che la situazione venga sottovalutata. Dopo il pesante ko contro la Fiorentina sono iniziate riflessioni interne sulla posizione del tecnico. Non equivalgono a una decisione già presa e non significano che un eventuale passo falso all'Olimpico conduca automaticamente all'esonero. Ma quattro sconfitte consecutive e una fase difensiva così fragile rendono inevitabile che l'attenzione della società sia molto alta.

E conta anche il modo in cui arriverà il prossimo risultato. Perdere contro una Roma costruita per obiettivi molto diversi da quelli del Sassuolo non potrebbe essere considerato, da solo, un risultato sorprendente. Un'altra prestazione con quattro, cinque o sei gol subiti, invece, allargherebbe inevitabilmente il problema.

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La peggiore difesa contro il miglior attacco

La coincidenza statistica è quasi perfetta nella sua crudeltà: la Roma ha segnato 28 gol nelle prime dieci giornate, miglior dato della Serie A, mentre il Sassuolo ne ha incassati 26. I giallorossi viaggiano a 2,8 reti realizzate per partita. È quindi soprattutto sulla fase di non possesso che Aquilani dovrà lavorare nei pochi giorni a disposizione. Non basta cambiare la coppia centrale. Non basta abbassare la linea. Non basta aggiungere un centrocampista più difensivo. Il Sassuolo deve tornare ad essere squadra quando perde il pallone e, soprattutto, deve smettere di disunirsi al primo episodio contrario.

La Roma non sarà necessariamente la partita che deciderà il futuro di Aquilani. Ma può diventare quella che dirà molto sulla capacità del tecnico di fermare la caduta.

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Sezione: News / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 13:30
Autore: Manuel Rizzo
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