Ventisei gol subiti in dieci giornate, peggior difesa della Serie A e una sensazione che ormai accompagna quasi ogni partita: il Sassuolo può cambiare uomini, coppie, caratteristiche, ma dietro continua a ballare. Alberto Aquilani li ha provati praticamente tutti. Dal giovane Macchioni, lanciato alla prima giornata contro l'Atalanta, fino a Idzes, Caleta-Car, Leysen, Candé, Walukiewicz e Odenthal. Il risultato, però, non è cambiato abbastanza.

A questo punto la domanda viene quasi naturale: serve qualcosa che oggi il Sassuolo non ha? Più esperienza, più leadership, più capacità di leggere i momenti della partita. E allora un nome come quello di Francesco Acerbi, ancora svincolato dopo la fine dell'esperienza all'Inter, diventa inevitabilmente suggestivo.

Non risulta, al momento, una trattativa con il Sassuolo. Ma il profilo esiste sul mercato e il suo agente Federico Pastorello ha spiegato recentemente che il difensore ha ancora grande voglia di giocare, si sta allenando con continuità e punta soprattutto a trovare una squadra in Italia, non chiudendo (in estate) le porte a un ritorno.

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Il problema del Sassuolo è proprio qui. Non si può dire che Aquilani abbia insistito sempre sugli stessi interpreti. Ha cambiato parecchio, anche per necessità.

Leysen si è fermato per infortunio. Caleta-Car e Odenthal hanno avuto spazio. Idzes è tornato dopo lo stop. Candé è stato rilanciato contro la Fiorentina. Walukiewicz è stato utilizzato sia centralmente sia da terzino. Persino il giovane Macchioni aveva avuto minutaggio all'esordio stagionale. Questo suggerisce che il problema non sia soltanto la qualità del singolo centrale. È di reparto, di distanze, di protezione del centrocampo, ma anche di gestione emotiva delle partite. Lo stesso Aquilani, dopo il 2-4 con la Fiorentina, ha parlato apertamente di fragilità e della facilità con cui il Sassuolo si disunisce quando qualcosa va storto.

Proprio per questo l'eventuale innesto di un difensore esperto avrebbe senso soprattutto per ciò che potrebbe portare oltre alla marcatura: comunicazione, letture preventive, gestione della linea e personalità nei momenti di difficoltà.

Acerbi, il profilo che manca?

Acerbi, in questo senso, rappresenterebbe quasi l'identikit ideale. Conosce il campionato, non avrebbe bisogno di adattamento tattico alla Serie A e possiede esperienza ad altissimo livello.

Il punto interrogativo principale riguarda inevitabilmente età e condizione. A 38 anni non può essere considerato un investimento prospettico, ma un'operazione d'emergenza mirata a correggere subito un problema evidente.

L'esempio più vicino è quello del Bologna, che a ottobre ha scelto di intervenire sul mercato degli svincolati prendendo Matteo Darmian. Il club rossoblù lo ha tesserato fino al 30 giugno 2027 dopo alcuni giorni di prova, aggiungendo alla rosa un giocatore di esperienza e grande duttilità. Non significa automaticamente che il Sassuolo debba replicare l'operazione. Significa però che il mercato degli svincolati può ancora offrire soluzioni immediate quando emerge una necessità tecnica precisa.

Il precedente Alaba invita anche alla prudenza

C'è però l'altra faccia della medaglia. L'Udinese ha puntato su David Alaba, svincolato dopo il Real Madrid, legandolo fino al giugno 2027. Operazione di enorme prestigio, ma il difensore austriaco si è fermato quasi subito per un problema muscolare al polpaccio destro dopo appena due presenze.

È il rischio inevitabile quando si punta su giocatori di grande esperienza ma con un chilometraggio importante: puoi trovare leadership e qualità, ma devi essere certo della tenuta fisica. Non basta il nome. Servirebbero test approfonditi, disponibilità immediata e soprattutto la convinzione che possa incidere subito.

Il Sassuolo ha bisogno di un difensore o di ritrovare se stesso?

Resta poi il tema più importante. Un singolo centrale può davvero risolvere una squadra che ha preso 26 gol? Probabilmente no, da solo. Se davanti alla difesa mancano pressione e coperture, se la squadra si allunga e se dopo ogni gol subito perde ordine, neppure il miglior difensore può cancellare tutti i problemi. Ma un giocatore con esperienza, voce e capacità di guidare il reparto potrebbe aiutare a rimettere ordine dove oggi regna troppa incertezza.

Acerbi, dunque, sarebbe una suggestione sensata più che una soluzione miracolosa. Il Sassuolo deve prima capire se vuole intervenire subito sul mercato degli svincolati o se ritiene che il materiale già a disposizione di Aquilani sia sufficiente.

Una cosa, però, è ormai difficilmente discutibile: con 26 gol subiti in dieci partite, restare fermi sarebbe anch'essa una scelta. E una scelta tutt'altro che neutrale.

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Sezione: News / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 11:08
Autore: Sarah G. Comotto
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