Alberto Aquilani le sta provando tutte per rimettere in piedi il Sassuolo. Ha cambiato uomini, alternato diverse coppie centrali, corretto il centrocampo e, nel finale della gara di Frosinone, ha persino abbandonato il consueto 4-3-3 per passare al 4-2-3-1. Il problema, però, è rimasto: la squadra continua a concedere troppo e dopo 26 gol subiti nelle prime dieci giornate è inevitabile interrogarsi anche sull'assetto tattico.

E se la prossima mossa fosse la difesa a tre? Sarebbe una piccola rivoluzione rispetto al DNA del Sassuolo, costruito prevalentemente attorno al 4-3-3, ma non certo rispetto alle idee di Aquilani. Nella sua esperienza al Catanzaro, infatti, il tecnico romano aveva trovato la quadratura soprattutto attraverso il 3-4-2-1, sistema utilizzato con continuità nella stagione conclusa con il quinto posto in Serie B e la corsa playoff.

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Sei centrali provati, ma l'equilibrio non arriva

Il dato più indicativo è forse proprio questo: in pochi mesi Aquilani ha già provato numerose soluzioni al centro della difesa, coinvolgendo Idzes, Caleta-Car, Leysen, Candé, Odenthal e Macchioni, senza riuscire a trovare una coppia capace di garantire continuità e sicurezza.

Il problema, naturalmente, non è soltanto individuale. Il Sassuolo spesso difende male di reparto, concede campo alle spalle del centrocampo e si allunga troppo quando perde il pallone. Per questo una linea a tre potrebbe servire soprattutto a dare maggiore protezione centrale e ad abbassare il rischio nelle transizioni.

Aquilani, peraltro, non è mai stato un integralista del modulo. Anche nelle precedenti esperienze ha alternato sistemi diversi: alla Fiorentina Primavera ha utilizzato sia la difesa a tre sia quella a quattro, mentre a Pisa il 4-2-3-1 conviveva con soluzioni più prudenti.

Come potrebbe giocare il Sassuolo con il 3-4-2-1

Un'ipotesi potrebbe prevedere Turati in porta, con Walukiewicz, Idzes e Candé nella linea a tre. Van Der Brempt rappresenterebbe un'alternativa sul centro-destra, anche a Como ha giocato da centrale e potrebbe agira da braccetto.

Sulle fasce spazio a Cinquegrano e Doig, due giocatori con gamba sufficiente per coprire tutta la corsia, mentre in mezzo la coppia Matic-Thorstvedt garantirebbe fisicità, esperienza e maggiore densità centrale.

Davanti, il vero nodo sarebbe trovare il modo di non sacrificare la qualità. Berardi e Laurienté potrebbero agire alle spalle di Sebastiano Esposito, con Bowie alternativa come riferimento più strutturato.

Sassuolo (3-4-2-1): Turati; Walukiewicz (Van Der Brempt), Idzes, Candé; Cinquegrano, Matic, Thorstvedt, Doig; Berardi, Laurienté; Esposito (Bowie).

Aquilani cambia il Sassuolo?

La soluzione avrebbe un vantaggio evidente: aggiungere un difensore senza rinunciare contemporaneamente a Berardi e Laurienté. Ma comporterebbe anche nuovi automatismi, soprattutto sulle corsie e nelle scalate laterali.

Il Sassuolo ha costruito questa stagione sul 4-3-3 e cambiare struttura dopo dieci giornate non sarebbe un dettaglio. Ma quando una squadra incassa 16 gol in quattro partite, anche le certezze tattiche possono finire sul tavolo. Aquilani conosce bene la difesa a tre. E, con il Sassuolo alla ricerca disperata di equilibrio, potrebbe essere arrivato il momento di rispolverarla sabato a Roma che gioca, con la difesa a 3...

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Sezione: News / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 14:19
Autore: Sarah G. Comotto
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