Il 3-2 alla Juventus sembrava poter cambiare tutto. Quel gol di Adzic nel recupero aveva dato al Sassuolo la sensazione di aver trovato una strada, forse persino una dimensione diversa da quella immaginata alla vigilia. Una squadra giovane, verticale, coraggiosa, capace di mettere in difficoltà una big e di far pensare che il progetto di Alberto Aquilani potesse diventare una delle sorprese della stagione.

Poche settimane dopo, però, lo scenario è completamente diverso. Il Sassuolo oggi non sarebbe retrocesso, ma la classifica è diventata molto più corta e inquietante. Il Frosinone è salito a quota 20, i neroverdi sono rimasti a 8 e hanno perso quattro partite consecutive. Il problema, più ancora dei risultati, è il modo in cui stanno arrivando.

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Davanti il Sassuolo continua a creare

L'attacco, in realtà, continua a dare segnali. La doppietta di Laurienté contro la Fiorentina conferma che il francese resta uno dei giocatori più importanti e decisivi della rosa. Quando trova spazio, può cambiare una partita da solo.

Accanto a lui c'è Berardi, che magari non sta vivendo il miglior momento della sua carriera ma resta un riferimento tecnico fondamentale. E poi c'è Sebastiano Esposito, attaccante moderno, associativo, con qualità tecniche e capacità di legare il gioco. Un giocatore che può anche ritagliarsi spazio in Nazionale, soprattutto se affiancato da una punta che occupi maggiormente l'area. Insomma, dalla metà campo in su il Sassuolo non sembra avere un problema di qualità. Anche quando perde, riesce spesso a segnare.

Il vero problema è la difesa

Il Sassuolo concede troppo. Troppo spesso, troppo facilmente. Contro la Fiorentina sono arrivati quattro gol. Contro la Lazio addirittura sei, con Stefano Turati capace anche di neutralizzare due rigori. Numeri che non possono essere considerati semplici incidenti.

Il reparto difensivo appare ancora lontano dall'equilibrio necessario per sostenere il calcio offensivo che Aquilani vorrebbe proporre. E non è soltanto una questione di centrali. La squadra si allunga, perde riferimenti, concede transizioni e spesso dà la sensazione di andare in difficoltà appena l'avversario alza il ritmo. In queste condizioni, anche un attacco capace di produrre due gol a partita rischia di non bastare.

La partita con la Fiorentina lo ha dimostrato perfettamente. Laurienté segna due volte, il Sassuolo rimette la gara in equilibrio sul 2-2, ma nel finale concede ancora e perde 4-2.

Aquilani ora deve trovare l'equilibrio

Il punto, quindi, non è capire se il Sassuolo abbia talento. Ce l'ha. Il punto è capire se questa squadra può trovare un equilibrio sufficiente per salvarsi senza dover segnare tre o quattro gol ogni domenica.

Aquilani ha provato diverse soluzioni, cambiando uomini e struttura. Finora, però, il problema è rimasto. Ed è inevitabile che a questo punto anche il lavoro del tecnico finisca sotto osservazione. Non perché tutto dipenda da lui, ma perché spetta all'allenatore trovare un modo per proteggere meglio la squadra.

Il Sassuolo visto contro la Juventus sembrava poter aprire un ciclo. Quello visto nelle ultime settimane sta invece cercando di evitare che quel ciclo si trasformi in una crisi più profonda. L'attacco c'è. La qualità pure. Adesso serve una difesa all'altezza, perché in Serie A si può anche giocare bene e segnare tanto. Ma con questi numeri dietro, diventa tremendamente difficile salvarsi.

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Sezione: News / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 16:39
Autore: Sarah G. Comotto
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