Giorno di presentazione per Luca Mazzitelli, centrocampista del Sassuolo, tornato in neroverde a gennaio. Il racconto a SassuoloChannel dal retroscena che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, ovvero del primo trasferimento del centrocampista che stava per saltare...a causa di un film di Leonardo Di Caprio. Ecco le sue parole trascritte per voi da SassuoloNews.net: "Di Caprio mi viene in mente sicuramente l'episodio che c'è stato quando son venuto qua per la prima volta ossia il fatto che ero del Brescia in prestito dalla Roma e poi mentre proprio stavo guardando un film di Di Caprio l'ultimo giorno di mercato di una sessione invernale mi hanno chiamato durante il film e mi hanno detto che c'era l'opportunità di venire qui a Sassuolo per la prima volta quindi diciamo The revenant e quindi diciamo che c'è sempre questo ricordo con questo attore che poi tra l'altro mi piace tantissimo, quindi è una cosa simpatica che ormai mi porto dietro. Sono uscito dal cinema e sono dovuto correre in sede perché erano proprio le ultime ore di mercato e sono andato a firmare e c'era il rischio che non facevo in tempo, poi alla fine per fortuna ce l'ho fatta e abbiamo chiuso il trasferimento e sono venuto qua per la prima volta".
Il ricordo poi torna all'Europa League con i neroverdi: "Lucerna me la ricordo con piacere perché è stata la mia prima presenza mi sembra ufficiale con il Sassuolo e anche europea perché sono arrivato qua con la squadra che era qualificata ai preliminari di Europa League e mi ricordo che ho fatto gli ultimi minuti di quella partita ed è stata una grandissima emozione. Dopo ho avuto la fortuna di arrivare nella squadra che aveva fatto una grande stagione precedente e con il mister di Francesco abbiamo fatto i gironi e ho avuto anche il piacere di giocare delle belle partite in grandi stati come contro il Genk mi ricordo oppure contro il Rapid Vienna pure abbiamo fatto una una bella partita".
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Napoli?
"Napoli è forse uno dei più bei ricordi della mia carriera perché c'è stato il mio primo gol in Serie A qui al al Mapei Stadium, ho fatto il 2-1 mi sembra su una palla dietro di di Ragusa e quindi primo gol in Serie A e non me lo scorderò mai. Diciamo che negli ultimi anni ho avuto una certa confidenza con il gol e spero di di continuare così quest'anno. Forse ho segnato il gol più bello della mia carriera in un gesto tecnico che non è proprio il mio diciamo e quindi speriamo di farne un altro bello da qui alla fine".
Capitano?
"Sì, per me l'anno scorso è stata la prima volta che l'ho fatto, è stata una bella responsabilità, un orgoglio perché è un bel ruolo secondo me e ho cercato di essere me stesso e di fare quello che ho sempre fatto cercando magari di mettere in pratica qualche consiglio o qualche cosa che avevo visto da fare ai capitani con cui ero stato precedentemente. Mi viene in mente visto che siamo qua Magnanelli. Ho avuto la fortuna di giocare con lui 2 anni 2 anni e mezzo e per me lui è stato proprio l'esempio perfetto di capitano e quindi mi sono sempre un po' ispirato a lui perché è stato un esempio. Secondo me la cosa più importante del capitano è quella di dar l'esempio con i fatti e in campo e di star vicino ai compagni soprattutto a quelli che magari stanno giocando un po' di meno, che son quelli che hanno meno soddisfazioni sull'immediato che però sono ugualmente importanti per un gruppo quindi cercare di far sentire tutti importanti".
Mister Grosso?
"Sì ho già avuto la fortuna di lavorare con lui a Frosinone. È stata un'annata splendida che mi ricorderò per sempre, è stata una fortuna ritrovarlo qua. Devo dire che l'ho trovato con la stessa fame, forse ancora di più di migliorarsi e lui ha questa qualità appunto che dicevo prima come deve essere quella del capitano di far sentire tutti importanti, di migliorare tutti di, voler sempre spingere tutti i giorni ed è molto bravo con i giovani secondo me perché li sa coccolar. C'è già passato lui prima degli altri e quindi sa farli andare sulla dritta strada, punzecchiarli anche".
Hai iniziato giovanissimo. Quanto sei cambiato dalla prima volta?
"Sono arrivato presto e nel calcio te lo fanno quasi pesare, sembri già esperto. Io mi sento ancora giovane però sono diventato un calciatore sicuramente con molte più esperienze rispetto a quando son arrivato qua la prima volta perché comunque le esperienze sia belle che brutte ti fanno crescere. Adesso sento che sono nel pieno della della maturità sia fisica che mentale magari fisica ho avuto qualche problemino quest'anno che sto superando e son sicuro che la parte migliore della mia carriera deve venire. Sono orgoglioso del mio percorso e del fatto che non ho rimpianti di come ho affrontato le mie sfide perché ci ho sempre messo tutto me stesso anche fuori dal campo, quindi son contento di come ho affrontato questa questa avventura fino adesso".
Come vedi il mondo Sassuolo?
"Il mondo Sassuolo sicuramente è un mondo in cui funzionano tante cose e in cui è bello lavorare, in cui si la bene poi da quando hanno fatto il centro sportivo si vede veramente il salto di qualità di questa società. Sicuramente il passo falso l'anno scorso è stato un episodio sporadico penso perché questa società ha tutte le carte per stare in Serie A e quindi son contento di averla ritrovata prima in classifica perché per l'organizzazione, per quello che hanno costruito in questi anni si merita i palcoscenici migliori".
Qual è la differenza tra il Sassuolo e gli altri club?
"La differenza marcata tra il Sassuolo e le altre società penso soprattutto nelle persone che ci lavorano, che stanno qua da tanto, infatti io sono andato via 5 anni fa e ho ritrovato praticamente quasi le stesse persone in tutti i settori quindi questo fa capire che c'è un percorso che parte da lontano e che dà fiducia alle persone e si cresce tutti insieme".
Berardi?
"Berardi per me è stato un compagno incredibile dal punto di vista calcistico ed è anche un bravissimo ragazzo e son contento di averlo ritrovato qui e di averlo visto che si sta riprendendo dal bruttissimo infortunio che ha avuto. Per me lui è stato ed è uno degli attaccanti esterni più forti che ci sono stati in Italia. Ha fatto questa scelta di restare qui ma poteva benissimo giocare con le grandi squadre in Italia e in Europa perché un talento come lui non ce ne sono molti e poi mi piace molto l'atteggiamento che ha, anche in campo in queste partite, perché è molto positivo nei confronti dei compagni più giovani quindi sta facendo un po' più da chioccia in queste settimane che l'ho visto rispetto magari a quando c'ero io che era il talento che stava crescendo e veniva un po' più coccolato".
Come hai trovato il gruppo?
"Il gruppo di quest'anno mi sembra un gruppo molto amalgamato sia tra ragazzi giovani e più grandi. Sono molto giovani ma adesso negli ultimi anni sono stato abituato a gruppi così giovani, sono tutti ragazzi che si vogliono migliorare, hanno la fortuna di lavorare con uno staff sia tecnico che fisico che li aiuta a crescere e l'attenzione ai dettagli che ho visto in questo staff è molto raro rispetto anche ad altre società quindi loro son fortunati, devono seguirli e ovviamente è un bellissimo gruppo perché si vede anche dai risultati".
C'è tanta competizione quest'anno...
"Competizione interna penso ce ne sia tanta perché è un gruppo numeroso ma hanno dimostrato In questa prima parte di stagione che ognuno può ritagliarsi il suo spazio, che ognuno quando è stato chiamato in causa ha fatto bene, basta pensare anche a Nicolas Pierini che ha fatto tantissimi gol anche subentrando quindi fa bene ma è giusto che sia così perché le squadre che vincono sono quelle che hanno competizione interna".
Mancano 12 giornate alla fine...
"12 giornate sono quelle che ci devono portare a raggiungere l'obiettivo e vanno prese una dopo l'altra perché ancora c'è da mettere qualche mattoncino importante e quindi dobbiamo pensare una dopo l'altra senza farsi prendere dalla fretta".
Se un amico ti chiedesse perché sei tornato a Sassuolo cosa risponderesti?
"Perché son tornato in una società che so come lavora che ha grandi obiettivi e il mio obiettivo era quello di rimettermi in gioco dopo questi mesi dove ho giocato poco quindi dare una mano alla causa e e poi vedremo il futuro come sarà ma adesso sono concentrato per dare una mano in questo finale di stagione".
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