Luca Lipani, nuovo centrocampista del Sassuolo, si è presentato ai microfoni di SassuoloChannel: "Il Mondiale U20 in Argentina è stata un’esperienza molto formativa: partecipare ad un Mondiale non capita tutti i giorni - riporta TMW - Ho rappresentato il mio paese, nel mio caso da sotto età, vuol dire tantissimo. L'emozione della finale con l'Uruguay è stata grande, abbiamo giocato davanti a 50.000 persone. Partite così non si giocano tutti i giorni. Abbiamo dato il massimo: in tanti non credevano in noi e invece siamo arrivati fino in finale".

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L'Europeo Under 19?
"È stato un viaggio unico con i compagni e lo staff, qualcosa di super emozionante perché non vincevamo questa competizione da venti anni. Il gol del 3-2 contro la Spagna è stato una liberazione perché venivo dall’espulsione con il Portogallo. È stato un momento unico segnare in semifinale, è stato bellissimo. Grazie a queste due esperienze internazionali mi sono arricchito dal punto di vista calcistico e dal punto di vista umano".

Il Genoa?
"Ho vissuto una doppia promozione, perché prima ero in Primavera 2, poi salita in Primavera 1, mentre da gennaio a maggio sono salito in prima squadra e siamo riusciti a riportare in Serie A il Grifone. L'esordio durante Genoa-SPAL è stato emozionante, prima di entrare in campo avevo un po' paura, giocare davanti alla tua città con 30mila tifosi non è facile, ma una volta dentro mi sono liberato di tutto ed ero felicissimo di esordire, Il mister non mi aveva detto nulla ma era da 2/3 giornate che mi diceva ‘forse entri’, quindi un po’ me lo aspettavo. La differenza fra Primavera e prima squadra è grande, ma grazie al lavoro durante gli allenamenti cerchi di limitare il gap con i compagni di squadra cercando di imparare dai più grandi. Badelj è un grandissimo giocatore, gioca nel mio ruolo, in allenamento ho sempre cercato di rubargli qualcosa. Il Genoa rappresenta un pezzo della mia vita, ho iniziato a 7 anni e sono andato via a 18".

Il percorso in Nazionale?
"Ho iniziato con l'Under 15, adesso sono in Under 19. Essere in nazionale è un motivo di orgoglio, confrontarsi contro giocatori di altri paesi ti sprona a fare meglio. La chiamata di Mancini? Eravamo in macchina con mio padre, lui mi fa vedere i 70 convocati e dentro c'ero pure io: all'inizio non ci credevo, non avevo ancora fatto niente nel calcio dei grandi. È stato bellissimo entrare a Coverciano con giocatori già affermati".

Il Sassuolo?
"L'idea di venire qui è nata dopo l'Europeo. Ci sono stati diversi contatti, io non esitato. Il Sassuolo è un club che lavora bene con i giovani, qui posso crescere e fare il salto nel calcio dei grandi. L'ambiente Sassuolo mi ha colpito, c'è un grandissimo centro sportivo e tutti sono sempre pronti ad aiutarti. Sono stato accolto benissimo, ci sono tanti giovani, è stato semplice ambientarsi".

Mister Dionisi?
"È un allenatore preparato, mi è piaciuto dal primo allenamento. Sono contento di lavorare con lui. In Serie A i ritmi sono diversi rispetto alla Primavera, ti devi subito abituare ma sono più contento così miglioro più in fretta".

Obiettivi?
"Esordire con il Sassuolo e mettere qualcosa in più ogni giorno per migliorarmi".

Sezione: News / Data: Gio 24 agosto 2023 alle 20:42
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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