Il Sassuolo ha imparato a costruire le partite, a giocarle senza paura e persino a riprendersele quando sembrano cambiare padrone. Adesso deve imparare l'ultima cosa, quella che in Serie A spesso separa una buona squadra da una squadra davvero matura: chiuderle. Il 2-2 di Bologna lascia soprattutto questa lezione ad Alberto Aquilani.

I neroverdi sono stati avanti due volte, hanno avuto il pallone del 3-1 e sono arrivati al 90' ancora in vantaggio. Poi hanno lasciato sempre più metri agli avversari, fino alla zampata di Dovbyk al 91'. Non è soltanto una beffa: è materiale didattico per il nuovo Sassuolo.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Sassuolo al Fantacalcio 2026/27: chi prendere all’asta, titolari, rigoristi, sorprese e scommesse

Aquilani: "Volpato ha una lesione. Nel finale si è fatto male anche Bowie"

Matic: "Abbiamo creato di più e meritavamo di più ma le statistiche sono come i bikini"

Il Sassuolo reagisce, e questo è un segnale

La parte migliore della serata del Dall'Ara non è stata soltanto il vantaggio costruito da Cinquegrano e finalizzato da Doig. È arrivata soprattutto dopo l'1-1 di Piccoli. Il Bologna aveva appena trovato il pareggio, lo stadio si era acceso e l'inerzia sembrava improvvisamente tutta dalla parte dei rossoblù. Era il momento nel quale una squadra giovane avrebbe potuto perdere riferimenti e sicurezza.

Il Sassuolo ha fatto l'esatto contrario. Pochi minuti e Adzic ha riportato avanti i neroverdi, raccogliendo una conclusione respinta e trovando con freddezza l'angolo per il 2-1. La risposta immediata racconta probabilmente più di tante statistiche: la squadra di Aquilani non sembra avere paura dei momenti difficili.

Il 3-1 che non arriva cambia la partita

Il problema nasce dopo. Perché il Sassuolo ha avuto anche le opportunità per evitare qualsiasi finale da batticuore. Berardi ha trovato uno Skorupski straordinario, poi anche Thorstvedt ha avuto una grande occasione per mettere il punto esclamativo sulla partita. Il Bologna è rimasto in piedi grazie al proprio portiere e, quando lasci vivo un avversario che deve disperatamente recuperare, il rischio è quello di trasformare gli ultimi minuti in un assedio.

È esattamente ciò che è successo. Il Sassuolo ha progressivamente abbassato il proprio baricentro. Le distanze si sono allungate, è diventato più complicato tenere il pallone lontano dall'area e il Bologna ha iniziato ad arrivare con sempre maggiore frequenza dalle parti di Muric. Prima il portiere e poi Jay Idzes, con un intervento difensivo fondamentale, avevano mantenuto il vantaggio. Ma erano già due avvertimenti.

Aquilani deve insegnare anche a sporcare le partite

Questo non significa rinunciare al calcio propositivo voluto da Aquilani. Al contrario. Significa capire che esistono momenti nei quali una partita va giocata in maniera differente: rallentare, tenere il pallone, conquistare un fallo, spezzare il ritmo, costringere l'avversario a ricominciare da lontano. In altre parole, imparare anche a essere meno belli e più fastidiosi.

Il gol di Dovbyk al 91' nasce alla fine di una pressione diventata progressivamente più difficile da contenere. Non è stato un fulmine completamente inatteso: il temporale si vedeva arrivare.

Il Sassuolo torna da Bologna con un punto, ma soprattutto con una lezione. Per vincere in Serie A non basta portare una partita dalla propria parte. Bisogna anche sapere quando è arrivato il momento di chiuderla a chiave e mettere la chiave in tasca. Al Dall'Ara il Sassuolo aveva fatto quasi tutto. Quel “quasi”, però, vale due punti.

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 13:15
Autore: Sarah G. Comotto
vedi letture