Si fa presto a dire “è solo un’amichevole”. Ma quando il Sassuolo ne rifila quattro al Padova, squadra di Serie B che ha chiuso la scorsa stagione al decimo posto e che non ha certo l’aria di chi viene in Val di Non per fare da sparring partner, qualcosa di interessante c’è da registrare. Certo, è calcio di luglio. Il terreno è ancora morbido, le gambe sono pesanti, le idee sono in fase di abbozzo e ieri per fortuna le formiche con le ali, a differenza di una settimana fa, hanno scelto di restare al loro posto. Eppure, in mezzo a questo cantiere neroverde ancora in piena attività, si intravede già la mano di Alberto Aquilani. E non è una mano qualunque: è una mano che vuole comandare, che vuole pressing, che vuole possesso, che vuole verticalità ragionata ma senza paura.

Il 4-1 di ieri contro il Padova non è solo un risultato. È un segnale. I neroverdi hanno giocato con intensità, con una certa idea di gioco collettivo, con i terzini che salgono e si accentrano, con i centrocampisti che partecipano alla manovra e con un attacco che, quando gira, fa male. Qualcuno parlerà di “partita senza storia”, ma in realtà la storia è proprio questa: il Sassuolo sta cominciando a raccontare la sua versione 2026/27.

C’è ancora tanto da sistemare, ovvio. La rosa è numerosa ma sono anche tanti gli assenti, ben 9, alcune pedine devono ancora trovare il loro posto, il mercato deve fare il suo corso e a voler trovare il pelo nell'uovo il Sassuolo ha subito due gol in due amichevoli (sottolineamo allo stesso modo che mancano tre quarti di difesa titolare con Walukiewicz, Idzes e Candé fuori, Muharemovic ceduto) e dopo il 2-1 ha rischiato anche di prendere il 2-2. Ma la sensazione è quella di una squadra che ha già un’identità abbozzata. Non più solo il blocco basso e le verticalizzazioni immediate del passato recente. Qui si intravede qualcosa di più elaborato, di più coraggioso, di più “Aquilaniano” (se mi passate il neologismo).

E mentre il Padova cercava di contenere, il Sassuolo ha mostrato di avere già le idee abbastanza chiare su come vuole giocare. Non è poco, a metà luglio. E per noi che abbiamo potuto assistere agli allenamenti in questi giorni possiamo dire che la mano dell'allenatore si vede già. La squadra sta cercando di metterle in pratica. Ovviamente non è ancora il momento delle sentenze. Il ritiro è ancora in corso, le amichevoli sono amichevoli, e il calcio estivo è pieno di illusioni ottiche. Però, quando vedi una squadra che preme alta, che si muove con sincronia e che, soprattutto, diverte, vien da pensare che forse – solo forse – il percorso tracciato da Aquilani sta iniziando a prendere forma.

Il Sassuolo ha vinto 4-1 contro il Padova. Non è la Champions League. Ma è un inizio che fa ben sperare. E in attesa di capire cosa succederà sul mercato e in attesa di vedere la squadra contro avversarie più attrezzate, per ora ci godiamo questo assaggio di Aquilanismo.

Sezione: Editoriali / Data: Gio 23 luglio 2026 alle 17:55
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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