Comprare, rinforzarsi e riuscire persino a lasciare qualche milione nel cassetto. Nel calcio moderno sembra quasi un esercizio di equilibrismo, soprattutto osservando una Serie A che nell'estate 2026 ha chiuso complessivamente il mercato con il segno meno. Il Sassuolo, invece, è rimasto fedele a una delle regole che hanno accompagnato la sua crescita: investire senza perdere di vista la sostenibilità. E il primo calciomercato Sassuolo del dopo-Giovanni Carnevali consegna un dato significativo alla nuova gestione societaria e al direttore sportivo Francesco Palmieri: secondo i conteggi pubblicati dalla Gazzetta dello Sport, i neroverdi hanno terminato la sessione con un saldo positivo di 14,7 milioni di euro. Tra le venti squadre di Serie A soltanto Parma, Bologna, Atalanta e Udinese hanno fatto registrare un attivo superiore.

Un risultato che assume ancora maggiore significato osservando il contesto generale. Sommando i bilanci delle venti società, la Serie A avrebbe infatti chiuso l'estate con un rosso complessivo di circa 421,9 milioni di euro. Soltanto sette club hanno terminato la campagna trasferimenti con più entrate che uscite. E il Sassuolo è uno di questi.

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Sassuolo, 28,2 milioni incassati e 13,5 spesi

I numeri utilizzati dalla Gazzetta attribuiscono al Sassuolo 28,2 milioni di euro di entrate e 13,5 milioni di uscite, per una differenza finale di +14,7 milioni. La particolarità sta nel fatto che il club neroverde non ha trascorso l'estate con il portafoglio chiuso.

La rosa di Alberto Aquilani è stata profondamente modificata. Sono arrivati, tra gli altri, Bowie, Adzic, Dominguez, Obrador, Fedde Leysen, Sebastiano Esposito, Van der Brempt, Ibrahim Sulemana e Ćaleta-Car, oltre al riscatto di Walukiewicz conteggiato tra le altre operazioni. Sul fronte opposto ci sono state numerose partenze, con Muharemovic e Pinamonti tra le più significative. 

Attenzione, naturalmente, alla lettura delle cifre: i conteggi della Rosea tengono conto delle somme economicamente imputate alla sessione secondo formule e modalità dei singoli trasferimenti. Per questo non coincidono necessariamente con il valore complessivo potenziale delle operazioni annunciato durante le trattative.

Il dato interessante resta però il risultato finale: Palmieri ha consegnato ad Aquilani una rosa più profonda chiudendo contemporaneamente il mercato in attivo. In altre parole, ha fatto la spesa ed è tornato a casa con ancora qualcosa nel portafoglio. Nel calciomercato non capita esattamente a tutti.

La classifica dei saldi della Serie A: Parma davanti a tutti

La graduatoria è questa

Pos. | Squadra | Saldo mercato

1 | Parma | +55,5 mln

2 | Bologna | +52,7 mln

3 | Atalanta | +37,4 mln

4 | Udinese | +25,3 mln

5 | Sassuolo | +14,7 mln

6| Lazio | +9 mln

7| Cagliari| +7,3 mln

8| Lecce | -5 mln

9 | Genoa | -6,6 mln

10| Monza | -9,2 mln

11 | Torino | -10 mln

12 | Venezia | -10,1 mln

13 | Fiorentina | -38 mln

14 | Frosinone | -38,7 mln

15 | Napoli | -47,5 mln

16 | Inter | -65,5 mln

17 | Milan | -70,5 mln

18 | Juventus | -73,2 mln

19 | Roma | -104,2 mln

20 | Como | -145,3 mln

La fotografia è piuttosto netta: il Sassuolo è quinto in tutta la Serie A per saldo positivo e appartiene al ristretto gruppo delle sette società che hanno terminato il mercato sopra lo zero.

Parma e Bologna fanno cassa, Atalanta ancora regina delle plusvalenze

Il primato appartiene al Parma, che termina a +55,5 milioni, appena davanti al Bologna con +52,7. Sul terzo gradino del podio c'è l'Atalanta a +37,4, mentre l'Udinese precede il Sassuolo grazie a un attivo di 25,3 milioni. Particolarmente significativo il dato del Bologna, prossimo avversario proprio dei neroverdi in campionato. I rossoblù hanno incassato 91,5 milioni a fronte di 38,8 milioni conteggiati in uscita, arrivando così al +52,7.

Il Sassuolo si colloca immediatamente dietro queste quattro società e davanti a Lazio e Cagliari. Non è una medaglia da appendere nella sala trofei, naturalmente. Il saldo di mercato non assegna punti e una squadra può tranquillamente spendere molto, chiudere in profondo passivo e aver fatto un mercato eccellente. Allo stesso modo, vendere per cento e comprare per dieci non significa automaticamente essere diventati campioni di gestione. Ma nel caso neroverde la cifra diventa interessante se associata alla composizione della nuova rosa.

La differenza è aver venduto senza dover smontare la squadra

Il punto, infatti, non sono soltanto quei 14,7 milioni ma è come ci si è arrivati. Il Sassuolo ha affrontato una delle estati più delicate della propria storia recente: Carnevali è andato alla Juventus, Veronica Squinzi ha assunto direttamente la responsabilità operativa come amministratrice delegata, Francesco Palmieri ha preso in mano il mercato e Alberto Aquilani ha ereditato una squadra da adattare alla propria idea di calcio.

In mezzo a tutto questo è arrivata una cessione enorme come quella di Tarik Muharemovic al Leeds per 40 milioni ma col 50% nelle casse della Juve, mentre Pinamonti ha salutato definitivamente Sassuolo per trasferirsi alla Lazio per 12 milioni.

Il club, però, ha potuto resistere ad altri assalti.

Kristian Thorstvedt, corteggiato fino alle ultime ore dalla Fiorentina, è rimasto. Lo stesso è accaduto con altri elementi considerati importanti per il progetto. Nel frattempo Palmieri ha aggiunto alternative praticamente in ogni reparto.  Il Sassuolo non ha chiuso in attivo perché ha rinunciato a fare mercato, ha chiuso in attivo mentre faceva mercato.

Dall'altra parte c'è una Serie A che ha investito tantissimo

La distanza rispetto alle società che hanno scelto strategie differenti è enorme. Il Como occupa l'ultimo posto della graduatoria con un saldo di -145,3 milioni, davanti alla Roma a -104,2. Seguono Juventus (-73,2), Milan (-70,5) e Inter (-65,5).

Numeri che non rappresentano necessariamente giudizi negativi: sono soprattutto la conseguenza di campagne acquisti aggressive e della volontà di aumentare immediatamente il valore tecnico delle rispettive rose. Il dato del Como è il più evidente: 165,2 milioni investiti e 19,9 incassati, secondo il riepilogo dei conti della sessione. La Juventus avrebbe invece speso 110,3 milioni contro 37,1 di entrate; il Milan 161 contro 90,5; l'Inter 105,5 contro 40. 

Due filosofie quasi opposte. Da una parte chi ha scelto di mettere pesantemente mano al portafoglio. Dall'altra società come Parma, Bologna, Atalanta, Udinese e Sassuolo, capaci di mantenere il segno più.

Sassuolo quinto: Palmieri supera il primo esame anche con la calcolatrice

Ed è inevitabile tornare al primo mercato di Francesco Palmieri con responsabilità ancora maggiori dopo l'uscita di scena di Carnevali. Il direttore sportivo ha dovuto dimostrare che il famoso "modello Sassuolo" non fosse legato esclusivamente all'uomo che lo aveva rappresentato per tredici anni.

La prima risposta è arrivata. Il mercato neroverde è stato costruito attraverso profili differenti: giovani da sviluppare, giocatori già pronti, prestiti, operazioni sostenibili e qualche investimento mirato.

Poi c'è il campo, naturalmente. Ed è quello che trasformerà il mercato da buono sulla carta a buono davvero. Se Esposito farà gol, se Leysen continuerà a crescere, se Van der Brempt diventerà una soluzione importante, se Ćaleta-Car porterà esperienza, se Adzic e Bakola aumenteranno il proprio valore e se Aquilani riuscirà a sfruttare la profondità della rosa, allora quei numeri assumeranno un significato ancora maggiore.

Per il momento resta una fotografia. E dice che solo quattro società di Serie A hanno chiuso l'estate con un saldo migliore del Sassuolo. Parma +55,5, Bologna +52,7, Atalanta +37,4, Udinese +25,3. Poi, a +14,7 milioni, ci sono i neroverdi. (La Gazzetta dello Sport)

Non sarà uno Scudetto e Palmieri difficilmente ordinerà una maglietta celebrativa con scritto "quinti nel saldo di mercato" ma per un club che ha appena attraversato il più importante cambio dirigenziale degli ultimi tredici anni, il dato conta.

Carnevali è andato alla Juventus, ma a Sassuolo la calcolatrice non è stata messa in uno scatolone insieme alle sue cose. Palmieri ha comprato, venduto, resistito agli ultimi assalti e consegnato ad Aquilani una rosa profonda. Alla fine sul conto sono rimasti 14,7 milioni in più. Adesso, però, viene la parte che nessun bilancio può certificare: trasformare il segno più del mercato in punti in classifica.

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Sezione: News / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 19:13
Autore: Sarah G. Comotto
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