Ibrahim Sulemana porta al Sassuolo qualcosa che nella mediana neroverde non abbonda: gamba, aggressività, capacità di recuperare palloni e soprattutto una predisposizione naturale al duello. Francesco Palmieri lo ha scelto nelle ultime ore del calciomercato Sassuolo andandolo a ingaggiare in prestito con diritto di riscatto a 7 milioni per riempire la casella lasciata libera da Edoardo Iannoni, ceduto al Verona, ma il ghanese non rappresenta una semplice sostituzione numerica. È un centrocampista differente dagli altri a disposizione di Aquilani e proprio questa diversità potrebbe diventare il suo lasciapassare per ritagliarsi spazio.

Classe 2003, Ibrahim Sulemana arriva al Sassuolo dall'Atalanta dopo aver già accumulato una discreta esperienza in Serie A nonostante la giovane età. Ghana, Italia, Verona, Cagliari, Bergamo, Bologna e nuovamente la Sardegna: il suo percorso è stato tutt'altro che lineare, ma gli ha permesso di conoscere rapidamente il calcio italiano e le sue richieste tattiche.

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Da Sunyani all'Italia: l'Atalanta lo scopre nel 2019

La storia di Sulemana comincia a Sunyani, città del Ghana nella quale nasce e muove i primi passi con il pallone. La svolta arriva nel 2019, quando partecipa ad alcuni provini in Italia. Ad accorgersi delle sue qualità è l'Atalanta, che decide di inserirlo nel proprio settore giovanile facendolo partire dall'Under 17.

Dopo due stagioni a Bergamo passa all'Hellas Verona, inizialmente nella formazione Primavera. Con l'Under 19 scaligera raccoglie 18 presenze, un gol e tre assist, ma soprattutto comincia ad avvicinarsi rapidamente alla prima squadra. Nella stagione 2022/23 arriva il debutto in Serie A: 9 ottobre 2022 contro la Salernitana.

Qualche mese più tardi disputa anche tutti i 90 minuti dello spareggio salvezza tra Verona e Spezia, giocato proprio al Mapei Stadium. Una partita che permette all'Hellas di mantenere la categoria e che, curiosamente, porta Sulemana a conoscere molto prima del previsto quello che sarebbe diventato il suo nuovo stadio.

Cagliari, Atalanta e il gol che vale la Champions

Nell'estate del 2023 il centrocampista viene acquistato dal Cagliari, appena tornato in Serie A. In Sardegna aumenta il proprio minutaggio e chiude l'esperienza con 24 presenze e due reti. Le sue prestazioni convincono l'Atalanta a riportarlo a Bergamo nell'estate successiva.

Con i nerazzurri trova meno continuità, ma riesce comunque a lasciare il segno: due gol in nove presenze, compresa una rete pesantissima nella corsa alla qualificazione in Champions League. Nel settembre 2025 arriva quindi il prestito al Bologna. L'esperienza emiliana non gli permette di trovare lo spazio desiderato e a gennaio cambia nuovamente maglia, tornando al Cagliari. La seconda parte della stagione diventa decisamente più produttiva: 16 presenze e un gol, contribuendo al raggiungimento della salvezza. Adesso una nuova tappa emiliana. Questa volta a Sassuolo.

Che giocatore è Sulemana: più incontrista che regista

Per comprendere l'acquisto bisogna innanzitutto chiarire cosa non è Ibrahim Sulemana. Non è il classico regista al quale affidare sistematicamente la costruzione della manovra. Non è nemmeno un centrocampista che vive principalmente attraverso l'ultimo passaggio o la giocata raffinata negli ultimi trenta metri.

La sua partita comincia soprattutto quando il pallone ce l'hanno gli altri. Sulemana è un centrocampista dinamico e aggressivo, forte nei contrasti e particolarmente portato al recupero del pallone. Possiede una buona struttura fisica, corre molto e può risultare prezioso quando la partita diventa sporca, spezzettata, fatta di seconde palle e duelli. Il suo istinto è quello dell'interdittore perché può giocare davanti alla difesa ma anche da mezzala, soprattutto quando all'allenatore serve aumentare intensità e copertura. Gli piace accorciare sull'avversario, aggredire il portatore e rompere la costruzione altrui. In altre parole, più guastatore che direttore d'orchestra.

Cosa può dare al centrocampo di Aquilani

Con Matic, Thorstvedt, Adzic, Lipani e Bakola, Aquilani dispone di centrocampisti con caratteristiche differenti. Sulemana aggiunge un'altra possibilità ancora. Difficilmente partirà in cima alle gerarchie e il Sassuolo non lo ha acquistato con l'obbligo di trasformarlo immediatamente in un titolare. Ma durante una stagione servono anche giocatori capaci di modificare la natura di una partita.

Se bisogna difendere un vantaggio, aumentare il pressing, mettere muscoli in mezzo al campo o affrontare un avversario particolarmente fisico, il ghanese può diventare una carta interessante. E rispetto a Edoardo Iannoni, passato al Verona, Palmieri ha scelto di inserire nella rosa un profilo con un bagaglio già consistente di Serie A.

Sulemana e il Ghana: sette presenze in Nazionale

La crescita del centrocampista è stata accompagnata anche dalla chiamata del Ghana. La prima convocazione arriva nel 2024 in occasione delle qualificazioni al Mondiale 2026. Sulemana debutta il 6 giugno contro il Mali e da quel momento aggiunge altre sei apparizioni, arrivando a sette presenze con la nazionale maggiore.

Un ulteriore segnale di un percorso che, a 23 anni, conserva ancora margini di crescita.

Al Sassuolo senza l'obbligo di essere titolare

Sulemana arriva quindi in una situazione che potrebbe persino favorirlo. Non deve caricarsi il centrocampo sulle spalle e non gli viene chiesto di diventare immediatamente imprescindibile. Dovrà conquistare minuti attraverso ciò che sa fare meglio: correre, recuperare palloni, vincere duelli e aumentare l'intensità.

Aquilani adesso dispone di una mediana più profonda e soprattutto più varia. Iannoni è andato al Verona, Sulemana ne prende numericamente il posto ma non ne sarà una fotocopia. Ed è esattamente questo il punto: Palmieri non ha cercato un doppione, ha aggiunto un'altra caratteristica alla scatola degli attrezzi di Aquilani. Il ghanese forse non partirà titolare. Ma quando una partita avrà bisogno di sporcare il vestito buono, potrebbe diventare parecchio utile.

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Sezione: News / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 11:08
Autore: Sarah G. Comotto
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