Provate a scegliere gli undici titolari del Sassuolo e dopo pochi secondi vi accorgerete del vero risultato del calciomercato Sassuolo estivo: Alberto Aquilani ha finalmente dei problemi. Quelli belli. Quelli che nascono dall'abbondanza e non dall'emergenza. Perché il Sassuolo che aveva cominciato il campionato con Cinquegrano terzino destro, Bowie centravanti e Bakola già responsabilizzato in mezzo al campo è uscito dal mercato profondamente rinforzato. Sono arrivati Van der Brempt, Ćaleta-Car, Ibrahim Sulemana e Sebastiano Esposito, Thorstvedt è rimasto nonostante l'assalto finale della Fiorentina e Berardi è tornato immediatamente a ricordare contro il Torino chi comanda dalle parti del Mapei Stadium.

Adesso viene la parte più interessante: mettere insieme i pezzi. Il 4-3-3 non sembra in discussione, parecchie maglie invece sì. E immaginando il Sassuolo delle grandi occasioni, quello con tutti disponibili e la settimana tipo alle spalle, l'undici di Aquilani potrebbe essere molto diverso da quello visto alla prima giornata contro l'Atalanta.

Il mercato ha infatti modificato soprattutto la profondità della rosa. Aquilani aveva cominciato la stagione affidandosi a un gruppo ancora in costruzione: alla vigilia dell'esordio con l'Atalanta il riferimento era già il 4-3-3, con Matic davanti alla difesa, Adzic e Bakola ai suoi lati e Bowie riferimento centrale del tridente. Ora le alternative sono aumentate. E provare a individuare una formazione titolare significa soprattutto distinguere le certezze dai grandi ballottaggi.

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Sassuolo, il 4-3-3 resta la casa di Aquilani

Partiamo da ciò che difficilmente cambierà: il sistema. Aquilani ha costruito il primo Sassuolo attorno al 4-3-3, con la volontà di avere un regista centrale, due centrocampisti capaci di muoversi su altezze differenti e soprattutto tre attaccanti che non rimangano immobili nelle rispettive zone. È un modulo che valorizza gli uomini migliori della rosa.

Berardi e Laurienté possono partire larghi e accentrarsi. Thorstvedt può attaccare l'area partendo da mezzala. Matic può governare il possesso da una posizione più bassa. Adzic ha libertà per avvicinarsi alla trequarti. La vera novità è che adesso Aquilani può cambiare interpreti senza necessariamente cambiare identità.

Muric resta il numero uno, ma Turati ha mandato un segnale

Davanti alla porta la gerarchia iniziale dice Arijanet Muric. Il portiere kosovaro è stato scelto nelle prime due giornate di campionato e possiede caratteristiche compatibili con il calcio richiesto da Aquilani: struttura fisica, capacità di giocare il pallone e disponibilità a partecipare alla prima costruzione.

Alle sue spalle, però, c'è Stefano Turati. E la Coppa Italia contro il Frosinone ha ricordato che il Sassuolo dispone di qualcosa in più di un semplice dodicesimo. Turati è stato protagonista durante la partita e soprattutto nella serie dei rigori, neutralizzando il tentativo di Amey. La gerarchia del campionato, almeno in partenza, resta comunque chiara: Muric favorito per la maglia numero uno.

Van der Brempt cambia la fascia destra

Uno dei cambiamenti più evidenti rispetto al Sassuolo delle prime giornate dovrebbe riguardare la corsia destra. Ignace Van der Brempt è arrivato dal Como per diventare un'alternativa di livello immediato e ha già fatto il suo esordio in neroverde contro il Frosinone. Il belga ha caratteristiche differenti rispetto a Cinquegrano: maggiore esperienza ad alto livello, struttura, capacità di accompagnare l'azione e una naturale predisposizione alla spinta. Per questo, una volta completato l'inserimento nei meccanismi di Aquilani, parte con ottime possibilità di conquistare la titolarità.

Simone Cinquegrano, però, non scompare. Anzi. Le prime partite hanno mostrato un ragazzo sul quale l'allenatore può contare e la possibilità di utilizzarlo anche sull'altra fascia aumenta ulteriormente le soluzioni. A destra, però, nell'ipotetica formazione migliore del Sassuolo, oggi metteremmo Van der Brempt.

Idzes è una certezza. Poi comincia il rebus

Ed eccoci nel reparto in cui Aquilani dovrà probabilmente prendere le decisioni più complicate. Jay Idzes appare il candidato più forte a occupare stabilmente una delle due posizioni centrali. Il suo ritorno contro il Torino ha dato immediatamente maggiore solidità al reparto. È forte fisicamente, conosce il campionato e soprattutto sembra avere le caratteristiche per diventare uno dei riferimenti della nuova difesa.

Accanto a lui, invece, c'è traffico. Fedde Leysen ha cominciato molto bene la sua esperienza neroverde e contro il Torino ha anche partecipato all'azione del 2-1 con la sponda aerea trasformata in gol da Berardi. Poi è arrivato Duje Ćaleta-Car. E non è arrivato per fare numero.

Ćaleta-Car-Leysen: il grande ballottaggio

Il croato porta con sé esperienza internazionale, centimetri e un curriculum costruito tra Austria, Francia, Inghilterra e Spagna. È il classico acquisto che modifica le gerarchie anche senza che qualcuno abbia necessariamente fatto male. Questo significa che la coppia centrale definitiva potrebbe diventare Idzes-Ćaleta-Car, ma sarebbe prematuro considerarla già scolpita.

Leysen ha dato risposte importanti e soprattutto ha il vantaggio di essere entrato prima nei meccanismi dell'allenatore. Ćaleta-Car dovrà invece imparare principi, tempi e richieste della nuova squadra. È quindi uno dei ballottaggi più affascinanti del Sassuolo.

Dietro ci sono inoltre Cas Odenthal, già decisivo con il gol segnato contro l'Atalanta, e altre alternative come Sebastian Walukiewicz e Fali Candé che consentono ad Aquilani di gestire rotazioni, squalifiche e inevitabili problemi fisici. Se dovessimo scegliere oggi la difesa teoricamente più forte diremmo: Van der Brempt – Ćaleta-Car – Idzes – Doig. Ma Leysen è molto più di una semplice riserva.

Doig padrone della fascia sinistra

A sinistra la situazione appare decisamente più definita. Josh Doig resta il favorito. Lo scozzese garantisce corsa, profondità e capacità di accompagnare Laurienté sulla corsia. Nel 4-3-3 di Aquilani il terzino deve essere disposto ad alzarsi parecchio, soprattutto quando l'esterno offensivo viene dentro al campo, e Doig possiede le caratteristiche atletiche per farlo.

Dietro di lui c'è Rafa Obrador, altra soluzione interessante e giocatore che avrà inevitabilmente spazio durante una stagione lunga. Anche Cinquegrano può eventualmente essere adattato da quella parte, come già accaduto durante Sassuolo-Frosinone dopo l'ingresso di Van der Brempt.

Matic è il cervello

Se c'è un giocatore attorno al quale ruota il centrocampo, quello è Nemanja Matic. Aquilani gli ha consegnato le chiavi della zona centrale. Non deve essere il giocatore che corre più degli altri: deve essere quello che permette agli altri di correre meglio. Matic offre esperienza, letture, gestione dei tempi e soprattutto una prima uscita pulita del pallone.

Nel 4-3-3 parte davanti ai centrali e diventa spesso il primo riferimento della costruzione. Quando sarà disponibile e in buone condizioni, immaginare il Sassuolo migliore senza di lui diventa complicato. La prima maglia del centrocampo, dunque, è sua. Per le altre due comincia la battaglia.

Thorstvedt resta e adesso può tornare centrale

La chiusura del mercato ha consegnato ad Aquilani quello che può essere considerato quasi un nuovo acquisto: Kristian Thorstvedt. La Fiorentina lo ha cercato fino alle ultime ore, ma il Sassuolo ha tenuto duro. Ora bisognerà voltare pagina.

E dal punto di vista tecnico ci sono pochi dubbi sull'utilità del norvegese. Thorstvedt offre qualcosa che gli altri centrocampisti possiedono in misura minore: presenza dentro l'area avversaria. Parte da mezzala, ma può trasformarsi in un attaccante aggiunto quando l'azione si sviluppa sulle fasce. Fisicità, inserimenti, gioco aereo e gol. Se ritroverà completamente la testa sul Sassuolo dopo un'estate trascorsa anche tra le voci di mercato, è difficile immaginarlo fuori dall'undici nelle partite più importanti.

Adzic ha già conquistato Aquilani

Dall'altra parte il favorito può essere Vasilije Adzic. Il montenegrino ha qualità tecniche superiori alla media, personalità e soprattutto la possibilità di diventare il collegamento tra centrocampo e attacco. Aquilani lo ha schierato subito. E il talento ex Juventus ha già fatto vedere lampi interessanti, compreso il contributo nell'azione che ha portato Volpato al gol contro il Torino.

In un centrocampo composto da Thorstvedt-Matic-Adzic ci sarebbe tutto: fisicità, regia, inserimenti e qualità. Ma sarebbe anche un reparto particolarmente offensivo. Ma occhio agli altri.

Sulemana, Bakola e Lipani: le alternative che possono cambiare le gerarchie

Ibrahim Sulemana è stato acquistato proprio per consegnare ad Aquilani caratteristiche differenti. È un centrocampista di corsa, duello, pressione e recupero. Un giocatore capace di sporcare le partite quando serve qualcosa di diverso dalla pura qualità. Potrebbe essere prezioso soprattutto contro avversari che impongono grande intensità oppure quando Matic avrà bisogno di essere protetto maggiormente.

Poi c'è Darryl Bakola. Classe 2007, ma Aquilani ha già dimostrato di non guardare la carta d'identità. È partito titolare nelle prime due giornate e il suo spazio non sparirà semplicemente perché il mercato ha aggiunto concorrenza. Anzi, può diventare la grande sorpresa della stagione.

E infine Luca Lipani, altra soluzione che garantisce geometrie e freschezza. Per questo parlare di tre centrocampisti titolari potrebbe essere riduttivo. Matic parte davanti, Thorstvedt ha caratteristiche difficilmente rinunciabili, Adzic sembra il profilo con maggiore potenziale tecnico. Ma Sulemana e Bakola avranno parecchie occasioni.

Berardi: sulla destra non esiste ballottaggio

Poi arriva lui. E improvvisamente le discussioni finiscono. Domenico Berardi è il titolare della fascia destra. Punto. Il problema alla caviglia gli aveva impedito di cominciare la stagione insieme ai compagni: alla vigilia dell'Atalanta il suo forfait era considerato molto probabile. È tornato contro il Torino e gli sono bastati pochi minuti per decidere la partita. Berardi non è soltanto l'esterno destro del 4-3-3. È ancora il giocatore attraverso il quale passano molti dei momenti decisivi del Sassuolo: rifinitura, ultimo passaggio, conclusione, piazzati, leadership.

Volpato ha sfruttato benissimo la sua assenza e ha segnato proprio contro il Torino. Avrà spazio, e probabilmente parecchio, ma con Berardi disponibile la maglia appartiene al numero 10.

Laurienté dall'altra parte: velocità e imprevedibilità

Situazione simile sulla fascia opposta. Armand Laurienté è rimasto ed è un altro titolare naturale. Aquilani gli concede libertà di puntare l'uomo, accentrarsi, calciare e creare superiorità. Il francese può essere discontinuo durante i novanta minuti, ma possiede una caratteristica che pochi giocatori della rosa hanno: può inventare qualcosa senza bisogno che la squadra costruisca perfettamente l'azione.

Berardi a destra e Laurienté a sinistra rappresentano quindi le due ali della formazione ideale. Dietro di loro Aquilani può utilizzare Volpato e Benjamin Dominguez, autore del gol contro il Frosinone in Coppa Italia: ed è proprio questa profondità che permetterà all'allenatore di cambiare completamente il tridente durante una partita.

Esposito o Bowie: chi sarà il centravanti titolare?

Resta probabilmente la domanda più interessante. Kieron Bowie o Sebastiano Esposito? Bowie ha cominciato la stagione da titolare. Aquilani ne apprezza il lavoro senza palla, la capacità di attaccare la profondità e il contributo fisico.

Poi il mercato ha portato Esposito. E difficilmente il suo arrivo può essere considerato soltanto quello di un'alternativa. L'ex Cagliari può giocare da numero nove, ma possiede caratteristiche differenti: ama partecipare alla manovra, venire incontro, dialogare con gli esterni e utilizzare tecnicamente il pallone.

Con Berardi ed Esposito, soprattutto, potrebbero nascere combinazioni interessanti tra giocatori che amano muoversi e scambiarsi posizione. Per questo, nel medio periodo, Esposito sembra avere buone possibilità di conquistare la maglia. Non sarà però una consegna automatica. Bowie ha già accumulato settimane di lavoro con Aquilani e soprattutto ha dimostrato di poter svolgere compiti preziosi anche quando non segna. La sensazione è che questo ballottaggio possa accompagnare il Sassuolo per parecchio tempo.

La probabile formazione titolare del Sassuolo 2026/27

Mettendo insieme gerarchie, caratteristiche tecniche e indicazioni arrivate dalle prime giornate, l'undici ideale potrebbe quindi essere:

PROBABILE FORMAZIONE SASSUOLO (4-3-3): Muric; Van der Brempt, Ćaleta-Car, Idzes, Doig; Thorstvedt, Matic, Adzic; Berardi, Sebastiano Esposito, Laurienté. Allenatore: Alberto Aquilani.

I principali ballottaggi riguardano Ćaleta-Car-Leysen al centro della difesa, Adzic-Bakola-Sulemana in mezzo ed Esposito-Bowie come riferimento offensivo. E proprio i ballottaggi rappresentano forse la notizia migliore per Aquilani.

Due Sassuolo dentro lo stesso Sassuolo

Perché guardando la panchina si potrebbe costruire quasi un'altra squadra. Turati può giocarsi minuti in porta. Cinquegrano ha già dimostrato di poter stare in Serie A. Leysen rischia addirittura di essere un "dodicesimo titolare". Obrador offre un'alternativa sulla sinistra. Sulemana, Bakola e Lipani permettono di cambiare completamente caratteristiche al centrocampo. Volpato e Dominguez possono entrare sulle fasce. Bowie può alternarsi con Esposito.

È probabilmente questa la differenza più importante rispetto al Sassuolo visto nelle prime settimane. Aquilani non avrà soltanto una formazione titolare. Avrà una formazione da scegliere. Sembra una sfumatura, invece cambia parecchio. Il mercato ha consegnato al tecnico concorrenza, esperienza e possibilità di modificare le partite dalla panchina. Adesso toccherà all'allenatore trovare gerarchie senza trasformarle in dogmi, perché il Sassuolo 2026/27, almeno sulla carta, sembra avere finalmente più di undici titolari. E per un allenatore, quando arriva il momento di consegnare la distinta, è il genere di mal di testa che vale la pena avere.

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Sezione: News / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 17:50
Autore: Manuel Rizzo
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