Alla fine Kristian Thorstvedt non è salito su nessuna macchina diretta verso Firenze. Ha aspettato, la Fiorentina ha provato a riaprire la porta quando il mercato aveva ormai cominciato il conto alla rovescia, ma alle 20 quella porta si è chiusa con il norvegese ancora dall'altra parte: a Sassuolo. E forse è proprio questa una delle operazioni più significative dell'intera estate neroverde, pur essendo un affare che non si è fatto. Perché Francesco Palmieri e il Sassuolo hanno scelto di non piegarsi alla logica più semplice del mercato: contratto vicino alla scadenza, giocatore attratto da una nuova esperienza, pretendente importante e quindi vendita a prezzo di saldo pur di non rischiare di perderlo più avanti.

Il club ha ragionato diversamente: Thorstvedt è un titolare, ha un valore tecnico immediato e per cederlo serviva un'offerta all'altezza. Quell'offerta non è arrivata. Il risultato è che la Fiorentina resta senza il norvegese e Alberto Aquilani, mercato chiuso, può aggiungere idealmente un altro titolare alla sua squadra. La Fiorentina ha effettivamente tentato l'ultimo assalto nelle battute conclusive della sessione, ma alle 20 il trasferimento non si è concretizzato.

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La Fiorentina ci ha provato fino alla fine

Quella tra Thorstvedt e la Fiorentina è stata una delle telenovele dell'estate. Il centrocampista era entrato molto presto nei radar viola soprattutto per la presenza di Fabio Grosso, che lo conosce bene dopo averlo allenato al Sassuolo e lo avrebbe accolto volentieri nella sua nuova avventura a Firenze.

Con il trascorrere delle settimane la Fiorentina ha valutato anche altri profili, senza però cancellare definitivamente il nome del norvegese dalla propria lista. E infatti, proprio quando sembrava che la vicenda fosse ormai conclusa, è arrivato l'ultimo tentativo. A meno di due ore dal gong, dopo aver lavorato anche sulle uscite a centrocampo, i viola hanno provato nuovamente a capire se esistessero le condizioni per portare Thorstvedt al Franchi. Non è bastato.

Alle 20 del 1° settembre il mercato italiano ha chiuso e Thorstvedt è rimasto ufficialmente un giocatore del Sassuolo. Il live dedicato al mercato viola ha registrato alle 19.38 il definitivo tramonto della pista, mentre la Fiorentina ha poi concluso la propria sessione con l'arrivo sul gong di Pedro Gonçalves. 

Il Sassuolo ha scelto di non svendere

Il Sassuolo avrebbe avuto tutte le giustificazioni del mondo per sedersi al tavolo e accettare una proposta al ribasso. Thorstvedt ha il contratto in scadenza tra un anno, una situazione che inevitabilmente riduce il potere contrattuale di una società. Il norvegese, inoltre, guardava con interesse alla possibilità di trasferirsi a Firenze e ritrovare Grosso: secondo le ricostruzioni provenienti dall'ambiente viola, l'intesa con il giocatore non rappresentava il vero ostacolo dell'operazione.

La soluzione più comoda sarebbe stata dunque monetizzare. Il Sassuolo ha scelto invece di attribuire un prezzo anche a ciò che non compare immediatamente a bilancio: il valore sportivo di avere Thorstvedt in campo per un'altra stagione. Se una società vuole acquistare un titolare nelle ultime ore di mercato deve pagarlo da titolare. Il fatto che il suo contratto si avvicini alla scadenza non significa automaticamente che il Sassuolo debba regalarlo. È questa la linea che alla fine ha prevalso.

Un segnale di forza della società

C'è una differenza sostanziale tra essere costretti a vendere e decidere di vendere. Il Sassuolo, in questa occasione, ha dimostrato di poter scegliere.

Palmieri ha completato la rosa senza avere bisogno di sacrificare Thorstvedt per finanziare le ultime operazioni. A centrocampo è arrivato anche Ibrahim Sulemana, ma l'acquisto del ghanese non è stato utilizzato come preludio alla partenza del norvegese. Al contrario, adesso aumenta la profondità del reparto.

Il Sassuolo non ha trasformato la scadenza contrattuale in una pistola puntata alla tempia. Ha preferito assumersi un rischio economico futuro pur di conservare oggi un giocatore considerato importante. Naturalmente adesso rimarrà da affrontare la questione contrattuale. Se non arriverà un rinnovo, il tema tornerà inevitabilmente d'attualità nei prossimi mesi. Ma quello sarà un altro mercato.

Ora cambia tutto anche per Aquilani

La chiusura della sessione modifica inevitabilmente anche la prospettiva tecnica di Alberto Aquilani. Finché il mercato era aperto, Thorstvedt era un giocatore sospeso. Presente nella rosa, utilizzabile, ma contemporaneamente al centro di una possibile partenza. Adesso quell'asterisco può essere cancellato.

Il norvegese è rimasto e può essere considerato a tutti gli effetti uno degli uomini sui quali costruire il centrocampo del Sassuolo. Aquilani lo ha già utilizzato nelle prime due giornate, facendolo entrare sia contro l'Atalanta sia nella vittoria contro il Torino. Ma da oggi le gerarchie possono essere riscritte senza più interrogarsi su quello che potrebbe accadere il giorno successivo.

E Thorstvedt non è semplicemente un'alternativa. Per caratteristiche, esperienza, fisicità e capacità di inserirsi nell'area avversaria, è un giocatore che può tranquillamente contendersi una maglia da titolare nel centrocampo neroverde.

Aquilani si ritrova un centrocampo molto più profondo

Ed ecco allora il paradosso: il Sassuolo non ha acquistato Thorstvedt il 1° settembre, ma in un certo senso è come se lo avesse fatto. Aquilani comincia la stagione vera sapendo di poter contare su un reparto nel quale la concorrenza è diventata importante. Ci sono esperienza, qualità, giovani da sviluppare e caratteristiche differenti. L'arrivo di Sulemana aumenta ulteriormente le possibilità di scelta, mentre la permanenza del norvegese evita di perdere peso, centimetri e capacità realizzativa.

Per un allenatore che vuole costruire un calcio intenso e propositivo, avere una rotazione in più non rappresenta un problema. È un privilegio. Sarà poi il campo a decidere chi giocherà. Thorstvedt dovrà naturalmente dimostrare di essere completamente dentro il nuovo progetto dopo un'estate nella quale la possibilità di partire è stata concreta. Ma da questo momento non ci sono più trattative dietro le quali nascondersi: mercato chiuso, testa al Sassuolo.

Un rischio calcolato che vale un messaggio

Resta il nodo della scadenza e sarebbe sbagliato ignorarlo: trattenere un giocatore con un contratto vicino al termine comporta inevitabilmente un rischio patrimoniale. Il Sassuolo ne è perfettamente consapevole, ma il calcio non può essere soltanto un esercizio nel quale bisogna vendere un calciatore un minuto prima che il suo valore economico cominci a diminuire.

Esiste anche il valore del campo. Il Sassuolo ha deciso che un anno di Thorstvedt può valere più di una cessione effettuata a condizioni non soddisfacenti. È una scommessa, certamente. Ma è anche una dimostrazione di forza.

La Fiorentina ha corteggiato il norvegese fino alle ultime battute. Grosso avrebbe voluto riabbracciarlo. Thorstvedt avrebbe gradito Firenze. Ma mancava la cosa decisiva: un'offerta capace di far cambiare idea al Sassuolo. Non è arrivata. Così il gong del mercato, invece di togliere un titolare ad Aquilani, gliene ha restituito uno. Kristian Thorstvedt resta neroverde. Da oggi non è più l'uomo che potrebbe partire: è uno degli uomini che possono far crescere questo Sassuolo.

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Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 10:57
Autore: Manuel Rizzo
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