Corre, strappa, sbaglia, riparte e poi corre ancora. Simone Cinquegrano si è presentato così alla Serie A: senza chiedere permesso e soprattutto senza avere paura di sporcarsi la partita. Tornato al Sassuolo dopo il prestito all’Inter Under 23, il terzino classe 2002 sta diventando una delle sorprese più interessanti di questo primo scorcio di stagione. Alberto Aquilani gli ha dato fiducia fin dall’estate e lui sta provando a restituirgliela con il suo calcio quasi elettrico. Una sorta di “cavallo pazzo” sulla fascia, capace di trasformare ogni pallone in una corsa e ogni metro libero in un invito ad attaccare.

Per Cinquegrano questa è la prima stagione vissuta stabilmente all'interno della prima squadra neroverde. Un salto non banale dopo l'esperienza maturata in Serie C con l'Inter U23, ma affrontato con una personalità che ha convinto Aquilani a concedergli immediatamente spazio.

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Dall'errore di Bergamo alla reazione

Il battesimo è arrivato subito e senza rete di protezione. Alla prima giornata contro l'Atalanta, Cinquegrano ha fatto il suo esordio assoluto in Serie A partendo dal primo minuto. L'inizio non è stato semplice. Sul gol di Raspadori dopo pochi minuti c'è anche una sua lettura sbagliata, uno di quegli errori che per un debuttante potrebbero trasformare il resto della partita in un lungo inseguimento dei propri pensieri.

Cinquegrano, invece, ha reagito. Ha continuato a proporsi, ha giocato con coraggio e soprattutto non si è nascosto. Un segnale forse persino più interessante della singola prestazione: dopo aver sbagliato, non ha smesso di giocare. Contro il Torino è arrivata un'altra conferma. Aquilani lo ha schierato nuovamente dall'inizio e il terzino ha risposto con corsa, aggressività e continue incursioni. Una prova che ha iniziato a far emergere con chiarezza le sue caratteristiche: Cinquegrano non sembra avere un interruttore per abbassare i giri del motore.

Contro il Frosinone sfiora anche il gol

La fotografia migliore è arrivata in Coppa Italia contro il Frosinone. Ancora titolare, ancora chilometri sulla fascia e ancora quella tendenza quasi istintiva ad accompagnare l'azione offensiva. Al 28' Cinquegrano si è inventato una delle azioni più belle della partita: partenza praticamente da centrocampo, accelerazione fino all'area e conclusione verso il secondo palo, fermata soltanto da un grande intervento di Desplanches. Sarebbe stato il primo gol con la prima squadra e avrebbe rappresentato il manifesto perfetto di questo suo avvio di stagione.

Nella ripresa, con l'ingresso di Van der Brempt, Aquilani lo ha inoltre spostato sulla corsia sinistra. Un'altra indicazione sulla duttilità di un giocatore che sta cercando di trasformarsi da alternativa estiva a soluzione vera per la stagione.

Aquilani promuove Cinquegrano: "Mi ha messo in difficoltà"

E proprio Aquilani, dopo la qualificazione contro il Frosinone, ha raccontato quanto Cinquegrano lo abbia impressionato fin dall'inizio della preparazione. "È stato bravo sin dal primo giorno, mi ha fatto vedere la voglia di mettermi in difficoltà per sceglierlo", ha detto.

Una frase che spiega forse meglio di qualsiasi valutazione tecnica il percorso del classe 2002. Cinquegrano non è partito con un posto garantito: se lo sta conquistando allenamento dopo allenamento e partita dopo partita.

Aquilani, però, gli chiede di non accontentarsi: "Ha fatto bene ma non basta: deve continuare perché da parte nostra c'è tutta la fiducia. Sono contento della sua prova, deve avere la testa bassa e continuare così".

È probabilmente questa la dimensione giusta del momento. Tre partite non bastano per emettere sentenze, ma possono bastare per accendere una curiosità. E Cinquegrano l'ha accesa. Un anno fa correva sui campi della Serie C con l'Inter U23, oggi prova a prendersi la fascia del Sassuolo in Serie A. Qualche errore, tantissima corsa e nessuna paura: il “cavallo pazzo” di Aquilani ha cominciato a galoppare. Adesso viene la parte più difficile: non fermarsi.

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Sezione: News / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 18:05
Autore: Manuel Rizzo
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