Ci sono trasferimenti che servono per cambiare squadra e altri che sembrano fatti apposta per chiudere un cerchio. Quello di Luca Moro appartiene decisamente alla seconda categoria. Dopo essere partito da Padova da ragazzo, aver girato l'Italia e aver attraversato anche Sassuolo, conquistando la Serie A e poi assaggiandola sul campo, l'attaccante classe 2001 è tornato dove tutto era cominciato. Alla Guizza ci sono ancora quei campi sui quali correva da bambino. Solo che adesso il bambino non è più lui: "Voglio essere io quello capace di far innamorare i bambini", ha raccontato durante la conferenza stampa di presentazione. Una frase che fotografa meglio di qualsiasi slogan il senso del suo ritorno.

Moro è stato ceduto definitivamente dal Sassuolo al Padova e ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2029 con opzione. Per lui non si tratta semplicemente di una nuova tappa professionale: è un ritorno nel club nel quale è cresciuto e con cui aveva esordito tra i professionisti prima del trasferimento al Sassuolo nel gennaio 2022.

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Moro: "Tornare alla Guizza è stato emozionante"

Il nuovo centravanti biancoscudato non ha nascosto l'emozione provata tornando nel centro sportivo che conosce praticamente da sempre: "È stato emozionante tornare alla Guizza e rivedere gli stessi campi sui quali mi sono allenato fin da piccolo", ha spiegato Moro, chiarendo però immediatamente che la componente sentimentale non deve trasformare il suo ritorno in una scelta di comodo.

"Non è un ritorno importante soltanto perché sono a casa: significa molto per me. Ho grandi aspettative e penso che questo debba essere un anno importante, un nuovo punto di partenza". Motivazioni personali che, secondo l'ex neroverde, coincidono con quelle respirate all'interno del nuovo spogliatoio: "Sento tantissime motivazioni, mie e dei miei compagni, e mi piace il modo in cui l'ambiente e la squadra stanno lavorando".

"Gli anni al Sassuolo mi hanno formato"

Nelle parole di Moro c'è stato spazio anche per ripercorrere le tappe di una carriera che, nonostante i soli 25 anni, gli ha già fatto conoscere parecchie realtà. Catania rappresentò l'esplosione, con i gol che lo portarono alla ribalta nazionale. A Frosinone arrivò invece una promozione in Serie A, mentre l'esperienza allo Spezia fu decisamente più complicata.

Poi Sassuolo. "Gli anni al Sassuolo mi hanno formato sia come persona sia come calciatore. Adesso sono pronto per tornare a Padova e dare tutto", ha spiegato l'attaccante. In neroverde Moro ha vissuto anche la promozione dalla Serie B alla Serie A e, nella stagione successiva, è riuscito a realizzare quello che considerava uno dei suoi grandi obiettivi: debuttare nel massimo campionato. La sua ultima annata sassolese si è chiusa con 14 presenze in Serie A. (Padovanews)

Il retroscena sul trasferimento: "Io sarei tornato subito"

Interessante anche il racconto della trattativa che lo ha riportato definitivamente al Padova. Una pista nata prima dell'accordo ufficiale e rimasta aperta durante l'estate. "È durata un po'. Sapevo che avrei dovuto fare il ritiro con il Sassuolo, avevo già parlato con il direttore e dato il mio ok. Poi sono intervenute alcune questioni societarie e ho dovuto aspettare, ma io avrei voluto tornare subito", ha raccontato Moro.

La destinazione, dunque, era stata scelta. Bisognava soltanto aspettare che tutti i pezzi finissero al loro posto. Fondamentali anche i primi contatti con il nuovo ambiente: "Il direttore era carichissimo e mi ha trasmesso questa energia. Ho parlato anche con il mister e sono contento che valorizzi il gioco con due punte. Non vedo l'ora di entrare a far parte di questo sistema".

Da raccattapalle a protagonista: "Adesso voglio far innamorare i bambini"

È però quando Moro torna con la memoria all'infanzia che la presentazione smette per qualche istante di essere una normale conferenza stampa. L'attaccante ha ricordato quando, durante i playoff contro il Novara, faceva il raccattapalle e osservava da vicino una squadra nella quale giocava anche Stephan El Shaarawy: "Guardavo quella squadra forte e avevo l'ambizione di poter essere un giorno uno di quei giocatori. Adesso voglio essere io quello capace di far innamorare i bambini".

Moro ha raccontato anche di aver seguito il Padova da tifoso durante la scorsa stagione, controllando la classifica e sperando nella salvezza della squadra. Perché si può cambiare città, maglia e campionato, ma certi fili restano attaccati. "È un legame mai spezzato", ha spiegato.

"Ho visto la Serie A, adesso voglio tornarci"

Il ritorno a Padova, dunque, non deve essere letto come un passo indietro. Nelle intenzioni di Moro dovrà rappresentare esattamente il contrario. "L'anno scorso ho realizzato il sogno di giocare in Serie A. Adesso che l'ho vista, questo deve essere l'anno della consacrazione. Voglio tornare su quei palcoscenici, per gli stadi, il tifo e le atmosfere che si respirano". E qui il cerchio si chiude davvero.

Sassuolo gli ha permesso di arrivare fino alla Serie A, Padova dovrà provare a riportarcelo. Moro torna nel luogo in cui da bambino guardava i grandi da bordo campo, ma questa volta non avrà una pettorina da raccattapalle. Avrà il numero sulla schiena, un posto dentro l'area di rigore e una missione molto più complicata: diventare per qualche bambino sugli spalti quello che altri calciatori, tanti anni fa, erano stati per lui.

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Sezione: News / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 18:08
Autore: Sarah G. Comotto
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