Aprire le finestre e cambiare aria. È l’immagine scelta, neppure troppo implicitamente, da Paolo Condò per raccontare una Serie A che rischia di diventare tatticamente sempre più autoreferenziale. Alla vigilia del nuovo campionato, sulle colonne del Corriere della Sera, il giornalista ha acceso i riflettori sui tre allenatori alla prima esperienza nella massima serie: Domenico Tedesco, Ignazio Abate e Alberto Aquilani. Tre tecnici differenti, accomunati dalla possibilità di rompere qualche schema. E per il nuovo allenatore del Sassuolo l’investitura arriva proprio alla vigilia del suo battesimo tra i grandi contro l’Atalanta.

Condò parte da una riflessione più ampia sul calcio italiano. La Serie A continua a essere considerata una scuola tattica di riferimento, ma secondo il giornalista negli ultimi tempi quella varietà sembra essersi progressivamente ridotta.

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Condò: la Serie A e la "sindrome della stanza chiusa"

Il punto di partenza è netto. Secondo Condò, il campionato italiano avrebbe bisogno di nuove idee e soprattutto di allenatori disposti a percorrere strade differenti: "La novità è il sale dello sport - oltre che della vita - e la tanto decantata varietà tattica del nostro calcio ultimamente soffre un po' la sindrome della stanza chiusa". Una provocazione che riguarda anche la tendenza dei grandi club a rivolgersi frequentemente allo stesso gruppo di allenatori, con il rischio di rendere sempre più simili principi e sistemi.

Condò cita in particolare la diffusione della difesa a tre e delle marcature uomo contro uomo, contrapponendo a questa tendenza l'esempio recente del Como di Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo, attraverso un calcio posizionale, tecnico e aggressivo, avrebbe rappresentato una vera «boccata d'aria fresca». Ed è proprio qualcosa di simile che Condò spera possano portare i nuovi arrivati.

Aquilani, Abate e Tedesco: i tre volti nuovi

I nomi indicati sono Domenico Tedesco, Ignazio Abate e Alberto Aquilani, tutti alla prima panchina in Serie A: "Speriamo che Tedesco, Abate e Aquilani portino in Serie A idee nuove e determinazione a imporle".

Tre percorsi molto differenti. Tedesco arriva al Bologna con un bagaglio già internazionale, maturato tra Germania e Belgio. Abate si è guadagnato la chiamata del Torino dopo essersi imposto tra gli allenatori più interessanti della precedente Serie B. Poi c'è Aquilani.

Condò su Aquilani: il Sassuolo punta sulle sue idee

Il Sassuolo lo ha scelto per aprire il nuovo ciclo dopo la separazione da Fabio Grosso. Condò sottolinea soprattutto il percorso costruito da Aquilani prima di arrivare in Emilia e la sua capacità di proporre un calcio riconoscibile. Per il tecnico romano l'approdo sulla panchina neroverde rappresenta adesso il grande salto: dimostrare che le proprie idee possono funzionare anche al livello più alto del calcio italiano.

Ed è un matrimonio che, almeno sulla carta, presenta diversi punti di contatto. Il Sassuolo ha tradizionalmente cercato allenatori interessati a costruire attraverso il gioco, valorizzare giovani e talento e accettare una certa dose di rischio, Aquilani arriva esattamente con questa reputazione.

Una Serie A che guarda anche a Maresca, Farioli e Ancelotti

Condò allarga poi il ragionamento a un curioso paradosso del calcio italiano. Esistono allenatori cresciuti nella scuola italiana che hanno raggiunto livelli internazionali altissimi senza essere mai passati da una panchina di Serie A. Nel suo commento vengono citati Enzo Maresca, Francesco Farioli e Davide Ancelotti, tecnici che hanno costruito all'estero il proprio percorso.

Tedesco, Abate e Aquilani rappresentano idealmente l'altra faccia della stessa generazione: allenatori ai quali il campionato italiano ha deciso questa volta di concedere direttamente una possibilità. E nessuno dei tre, osserva Condò, parte necessariamente con l'unico obiettivo della salvezza.

Aquilani, adesso arriva l’esame del campo

Per il nuovo allenatore del Sassuolo, però, il tempo delle presentazioni è già praticamente terminato. Domenica contro l'Atalanta arriverà la prima panchina della sua carriera in Serie A. Aquilani ha ammesso alla vigilia di aspettare questo momento da molto tempo e ha chiesto al Sassuolo di presentarsi a Bergamo con due concetti apparentemente opposti ma complementari: coraggio e umiltà.

Coraggio per provare a giocare a viso aperto. Umiltà per capire quando sarà necessario soffrire contro una delle squadre più attrezzate del campionato. È proprio questa una delle curiosità maggiori intorno al nuovo Sassuolo: capire quanto Aquilani riuscirà a conservare la propria identità quando aumenteranno ritmo, qualità degli avversari e pressione del risultato.

Condò aspetta "aria fresca". Il Sassuolo spera di aver aperto la finestra giusta

L'investitura di Condò non rappresenta naturalmente una garanzia. Nel calcio le idee devono poi sopravvivere ai punti persi, agli infortuni, ai momenti complicati e a quella classifica che spesso rende improvvisamente meno romantico qualsiasi progetto, ma racconta bene la curiosità che accompagna Aquilani verso la nuova stagione.

Il Sassuolo non gli ha affidato la panchina soltanto per amministrare ciò che esisteva già. Gli ha consegnato un gruppo giovane e tecnico chiedendogli di costruire qualcosa di riconoscibile. Condò chiede ai tre debuttanti di portare aria fresca in una Serie A affetta dalla «sindrome della stanza chiusa». Aquilani ha la sua prima occasione già a Bergamo.

La finestra è aperta. Adesso bisogna vedere se entrerà davvero aria nuova o, come spesso succede alla prima folata, voleranno soltanto i fogli dalla scrivania.

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Sezione: News / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 12:51
Autore: Manuel Rizzo
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