Comprare bene è difficile. Vendere bene, spesso, lo è ancora di più. Fare entrambe le cose mentre cambia l’amministratore delegato, parte l’allenatore della promozione, arriva un tecnico nuovo e bisogna ricostruire mezza squadra sarebbe materiale sufficiente per procurare qualche notte insonne. Francesco Palmieri, invece, ha scelto un metodo più semplice: lavorare. E il calciomercato Sassuolo, arrivato ormai nella sua fase decisiva, racconta fin qui proprio questo. Operazioni mirate in entrata, una cessione record come quella di Tarik Muharemovic, diversi esuberi sistemati e una squadra che, nonostante il cantiere ancora aperto, sembra avere persino aumentato il proprio patrimonio tecnico.
Naturalmente il voto definitivo si mette il 1° settembre. Farlo prima è uno degli sport preferiti dell'estate italiana, subito dopo trasformare ogni amichevole in una sentenza e ogni diciottenne in un futuro Pallone d'Oro. Ma una cosa si può già scrivere: Palmieri sta conducendo un mercato di livello. E non soltanto per chi è arrivato, anche per chi è partito. La vera bravura? Comprare senza dimenticarsi di vendere, perché il mercato non è una collezione di figurine, non basta aggiungere giocatori. Bisogna liberare spazio, abbassare il numero degli elementi fuori dal progetto, recuperare risorse e possibilmente evitare di ritrovarsi a settembre con uno spogliatoio grande quanto una scolaresca in gita.
Palmieri ha lavorato anche su questo fronte: Agustín Álvarez ha lasciato nuovamente Sassuolo per andare al Talleres, così come Janis Antiste, sistemato al Górnik Zabrze con una formula che può portare alla cessione definitiva al verificarsi di determinate condizioni. Operazioni magari meno rumorose rispetto a un acquisto, ma altrettanto necessarie. Gli esuberi sono un po' come gli scatoloni dopo un trasloco: finché restano in mezzo al corridoio puoi anche aver comprato il divano nuovo, ma continui a inciampare. Palmieri ne ha già portati diversi fuori dalla porta. Adesso rimangono le due pratiche più delicate.
SCELTI DA SASSUOLONEWS:
Sassuolo, doppia grana: Pinamonti e Thorstvedt vogliono andarsene, la conferma di Aquilani
Thorstvedt e Pinamonti, adesso serve completare l'opera
Kristian Thorstvedt e Andrea Pinamonti hanno chiesto di lasciare il Sassuolo. Aquilani lo ha confermato dopo la vittoria sul Cesena e la loro assenza dalla prima partita ufficiale ha reso pubblica una situazione che ormai non può essere ignorata. Entrambi, inoltre, hanno il contratto in scadenza nel 2027. E qui comincia forse la parte più complicata del mercato di Palmieri, perché vendere un giocatore che tutti vogliono comprare è relativamente semplice. Vendere bene un giocatore che vuole partire, con una scadenza contrattuale che si avvicina e con gli acquirenti perfettamente consapevoli della situazione, è un altro mestiere.
Il Sassuolo non può permettersi di svendere, ma neppure può rischiare di trascinare per mesi due situazioni destinate a diventare sempre meno vantaggiose economicamente. La Fiorentina vuole Thorstvedt. La Lazio ragiona su Pinamonti. Palmieri dovrà trovare il punto di equilibrio tra le esigenze dei giocatori e quelle del club.
Muharemovic, 40 milioni che cambiano tutto
Intanto una vendita, quella più importante, è già diventata il manifesto dell'estate neroverde. Tarik Muharemovic al Leeds per 40 milioni di euro. Una cifra record. Il difensore è cresciuto enormemente a Sassuolo e perderlo rappresenta inevitabilmente un problema tecnico ma davanti a 40 milioni bisogna anche avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. È stata un'operazione straordinaria! Il Sassuolo continua così a fare quello che per anni è stato uno dei propri marchi di fabbrica: individuare talento, valorizzarlo e venderlo nel momento giusto.
Si può discutere di moduli, allenatori e strategie. Ma quando qualcuno mette 40 milioni sul tavolo per un difensore, la trattativa tende improvvisamente a diventare molto meno filosofica. Il capolavoro, però, consiste nel non spendere quei soldi inseguendo il primo sostituto disponibile.
Leysen, l'erede scelto per Muharemovic
Palmieri ha puntato su Fedde Leysen dell'Union Saint-Gilloise, classe 2003 e centrale mancino. Il belga è già arrivato in Italia e l'operazione è ormai alla fase conclusiva. Sarà lui uno degli uomini chiamati a raccogliere l'eredità tecnica lasciata da Muharemovic. Una scelta perfettamente coerente con la filosofia Sassuolo: non comprare il nome, comprare il giocatore che può diventare un nome.
Leysen arriva con esperienza internazionale, caratteristiche adatte alla costruzione dal basso richiesta da Aquilani e soprattutto margini di crescita. E il Sassuolo non dovrebbe fermarsi nemmeno qui, perché le condizioni di Walukiewicz e Candé hanno convinto la società della necessità di aggiungere un altro centrale. Tradotto: Palmieri non considera Leysen un cerotto da mettere sul buco lasciato da Muharemovic, sta provando a ricostruire l'intero reparto.
Muric, sette milioni per dare continuità alla porta
Prima ancora di ridisegnare la difesa, il Sassuolo aveva preso una decisione importante tra i pali. Arijanet Muric è stato riscattato dall'Ipswich per 7 milioni di euro. Il portiere aveva alternato grandi prestazioni a qualche errore, ma nell'arco della stagione aveva mostrato numeri e qualità importanti. Il club ha deciso di non ripartire da zero e di investire sulla sua continuità.
Sette milioni non sono pochi per un portiere, proprio per questo il riscatto racconta quanto il Sassuolo creda in lui. Muric dovrà eliminare quelle amnesie che durante il precampionato hanno nuovamente fatto capolino, ma possiede fisico, personalità e qualità sufficienti per diventare un punto fermo. Adesso tocca a lui dimostrare che Palmieri ha speso bene.
Walukiewicz, cinque milioni per riportarlo a casa
Altro investimento: Sebastian Walukiewicz, tornato dal Torino per circa 5 milioni. Il polacco conosce l'ambiente, conosce la Serie A e può ricoprire più posizioni all'interno della linea difensiva. Al momento il problema è fisico, perché Aquilani non ha ancora potuto utilizzarlo con continuità, ma l'operazione resta significativa.
Muric 7, Walukiewicz 5 e contemporaneamente Muharemovic venduto a 40. Anche senza essere laureati alla Bocconi, il concetto economico si comprende abbastanza facilmente.
Adzic, il colpo che potrebbe valere molto più del prezzo
Poi c'è Vasilije Adzic. Ed è probabilmente uno dei giocatori che incuriosiscono maggiormente. Arrivato dalla Juventus, il montenegrino ha impiegato pochissimo per mostrare perché il Sassuolo abbia deciso di puntare su di lui. Contro il Cesena ha segnato alla prima partita ufficiale, giocando 72 minuti con il 92% di passaggi completati e senza perdere nemmeno un pallone.
Aquilani lo sta utilizzando da mezzala, posizione che potrebbe permettergli di esaltare tecnica, inserimenti e capacità di arrivare negli ultimi metri. Qui Palmieri ha fatto una scommessa tipicamente sassolese: talento giovane, margini enormi e possibilità di aumentare il proprio valore. Se funziona, tra qualche anno qualcuno potrebbe bussare alla porta sperando che la Juve non scelga di riportarlo alla base già l'anno prossimo. E a Sassuolo, quando bussano con parecchi milioni, ormai sanno perfettamente come si apre.
Bowie, l'acquisto diventato improvvisamente fondamentale
Poi Kieron Bowie, arrivato dal Verona nell'operazione che ha portato Mulattieri dall'altra parte. Al momento dell'acquisto poteva sembrare un'alternativa. Adesso, con Pinamonti deciso a lasciare il Sassuolo, è diventato improvvisamente molto più importante. La prima da titolare contro il Cesena è stata positiva: niente gol, ma lavoro, presenza fisica, movimenti e capacità di giocare per gli uomini alle sue spalle. Non ha fatto rimpiangere Pinamonti.
Non significa che possa già essere considerato automaticamente il nuovo centravanti titolare per 38 giornate, ma significa che Palmieri ha portato ad Aquilani una soluzione vera, non una comparsa.
Obrador, una fascia sinistra finalmente nuova
Sulla sinistra è arrivato invece Rafa Obrador dal Benfica. Classe 2004, scuola Real Madrid, esperienza con Deportivo La Coruña, Benfica e Torino: un profilo giovane soltanto sulla carta d'identità. È un terzino moderno, dinamico, portato ad accompagnare l'azione e con caratteristiche che sembrano sposarsi bene con l'idea offensiva di Aquilani.
Il Sassuolo aveva bisogno di rinnovare le corsie. Palmieri ha cominciato da lì epotrebbe completare il lavoro con uno dei colpi più interessanti dell'intero mercato neroverde.
Belghali, il possibile colpo sulla destra
Rafik Belghali è sempre più vicino. Ed è forse l'operazione che meglio racconta l'ambizione del nuovo Sassuolo. Il laterale del Verona era finito nei radar di diverse società importanti. Il suo nome è circolato a lungo sul mercato e sembrava destinato a una corsa nella quale il Sassuolo avrebbe dovuto partire qualche fila più indietro. Invece Palmieri ha accelerato.
L'operazione è ormai avanzata e il belga potrebbe diventare il nuovo proprietario della fascia destra. Una posizione nella quale il Sassuolo deve sostanzialmente sostituire Woyo Coulibaly, non riscattato dal Leicester dopo una parentesi neroverde che difficilmente occuperà molti minuti nei documentari sulla storia del club. Belghali sarebbe tutt'altra operazione: un investimento su un calciatore seguito e apprezzato, con prospettive importanti e ancora margini di crescita.
Palmieri sta costruendo il Sassuolo di Aquilani
Mettendo tutto insieme, emerge una strategia, non una raccolta casuale di occasioni: Muric per dare continuità alla porta, Walukiewicz per esperienza e duttilità, Leysen per ricostruire il centro della difesa dopo Muharemovic, Obrador per rinnovare la sinistra, Belghali, se arriverà, per rifare la destra, Adzic per aggiungere talento al centrocampo, Bowie per dare fisicità e alternative davanti. Nel frattempo Muharemovic è diventato una cessione da 40 milioni, mentre diversi giocatori fuori dal progetto hanno trovato una nuova sistemazione.
È un mercato con una logica precisa: ringiovanire, aumentare il patrimonio tecnico e consegnare ad Aquilani calciatori compatibili con il suo calcio. Ora mancano le due vendite più difficili e gli ultimi tasselli. Il lavoro, infatti, non è terminato. E Palmieri lo sa. Ci sono ancora giocatori da sistemare e soprattutto ci sono Pinamonti e Thorstvedt. Sono due patrimoni del Sassuolo, sono due giocatori che hanno chiesto di partire e sono due calciatori con il contratto in scadenza nel 2027: qui servirà probabilmente la parte migliore del mestiere, perché non basta trovare qualcuno disposto a prenderli, bisogna trovare le condizioni giuste per il Sassuolo.
Se Palmieri riuscirà a monetizzare adeguatamente anche queste due partenze e contemporaneamente a completare la rosa con gli ultimi rinforzi richiesti da Aquilani, allora il giudizio sull'estate neroverde potrà salire ulteriormente.
Il dopo Carnevali faceva paura. Palmieri sta rispondendo sul campo
Dopo l'addio di Giovanni Carnevali era inevitabile chiedersi cosa sarebbe successo. Per tredici anni il mercato era stato uno dei pilastri del cosiddetto modello Sassuolo. Cambiare uno degli uomini simbolo di quel sistema poteva provocare qualche terremoto. Invece Palmieri ha scelto di non fare proclami, ha fatto mercato, e sin qui lo ha fatto bene.
Ha venduto un difensore per una cifra record, ha alleggerito la rosa dagli esuberi, ha riscattato giocatori ritenuti importanti e ha portato ad Aquilani giovani di talento e profili internazionali. Manca ancora qualcosa. Un altro centrale. Belghali da chiudere. Le situazioni Pinamonti e Thorstvedt da risolvere. E magari qualche sorpresa che il mercato degli ultimi giorni inevitabilmente presenterà.
Il voto finale, dunque, resta nella penna ma il giudizio parziale è già molto positivo. Palmieri ha ricevuto le chiavi del mercato del Sassuolo in un'estate di rivoluzione. Finora non ha cambiato la macchina: ha cambiato parecchi pezzi, venduto quelli che valevano oro e tolto dal bagagliaio ciò che non serviva più.
Adesso manca l'ultimo tratto. E se riuscirà a percorrerlo come ha affrontato il resto dell'estate, il Sassuolo potrebbe scoprire che dopo Carnevali il modello non è finito. Ha semplicemente cambiato conducente.
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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