Dalla Juventus al Sassuolo, dal Mondiale alla Premier League. Tarik Muharemovic ha impiegato pochi anni per trasformarsi da giovane difensore in cerca di spazio a protagonista di un trasferimento record da 40 milioni di euro. E dietro la scelta di lasciare l’Italia per il Leeds non c’è stata soltanto la possibilità di misurarsi nel campionato inglese: sul tavolo c’erano altre società, Inter compresa, ma a fare la differenza è stato il corteggiamento del club di Elland Road.

Il centrale bosniaco ha raccontato al The Athletic il retroscena della sua estate, tornando anche sull’esperienza al Sassuolo, sugli insegnamenti ricevuti da Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci e sull’episodio con Folarin Balogun che lo ha catapultato, suo malgrado, al centro di uno dei casi più discussi dell’ultimo Mondiale. Muharemovic ha lasciato il Sassuolo dopo aver contribuito prima alla promozione e poi alla stagione successiva in Serie A, nella quale ha raccolto 32 presenze. Il Leeds ha deciso di investire 40 milioni di euro sul classe 2003, rendendolo uno degli acquisti più costosi della propria storia.

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Muharemovic: "Inter interessata, ma ho scelto il campionato migliore"

Il difensore ha confermato come, dopo il Mondiale, non mancassero le alternative. Il Leeds lo seguiva da tempo: il lavoro di scouting sarebbe durato un'intera stagione e già a marzo il club inglese aveva manifestato concretamente il proprio interesse. Dopo la rassegna iridata sono arrivati anche altri corteggiamenti, compreso quello del Sunderland, mentre dall'Italia si erano mossi club di primo piano.

"La Juventus non era così presente, ma sono grato per ogni interessamento. Anche l'Inter era al tavolo, però ho deciso di andare nel campionato migliore», ha spiegato Muharemovic. La decisione definitiva è maturata confrontandosi con la famiglia e il proprio agente: "Dopo il Mondiale abbiamo parlato tutti insieme. Avevo davanti i nomi delle squadre interessate e ho sentito che il Leeds fosse la soluzione migliore per me".

"Il Leeds mi ha mostrato il progetto dalla A alla Z"

A convincerlo è stata soprattutto la determinazione con cui gli inglesi hanno condotto l'operazione. Muharemovic racconta di essersi sentito realmente desiderato dal Leeds, non soltanto attraverso l'investimento economico necessario per strapparlo al Sassuolo: "Ho capito quanto mi volessero e quanto fossero disposti a investire per prendermi. Mi è piaciuto il progetto del club".

La dirigenza gli ha presentato un programma dettagliato sul futuro della squadra: "Mi hanno mostrato tutto, dalla A alla Z: i loro piani, quello che vogliono fare e come intendono riportare il club dove merita di stare. C'è stata una presentazione completa". Anche il colloquio con Daniel Farke ha avuto un peso importante. L'allenatore gli ha spiegato di volere un difensore disposto a combattere per la squadra dal primo all'ultimo secondo.

Una descrizione nella quale il bosniaco si riconosce perfettamente: "Sono quel tipo di giocatore. Difendo con i piedi o con la testa, non mi interessa: voglio proteggere la porta e aiutare la squadra".

Il caso Balogun al Mondiale: "Ero ovunque"

Nell'intervista c'è spazio anche per uno degli episodi più controversi della sua esperienza mondiale. Durante la sfida tra Bosnia-Erzegovina e Stati Uniti, Folarin Balogun era intervenuto duramente sulla caviglia destra di Muharemovic. Dopo la revisione delle immagini, l'arbitro aveva espulso l'attaccante statunitense.

La vicenda aveva successivamente assunto dimensioni ben superiori al semplice episodio di campo, fino all'intervento del presidente americano Donald Trump, che aveva contattato il presidente FIFA Gianni Infantino chiedendo che il caso venisse riesaminato. La commissione disciplinare aveva poi sospeso la squalifica di Balogun.

Muharemovic si era così ritrovato improvvisamente al centro dell'attenzione internazionale: "Dopo quell'intervento i media sono esplosi. Ero dappertutto, su qualsiasi sito". Il bosniaco, tuttavia, non attribuisce alcuna intenzionalità all'avversario: "Sappiamo che Balogun non voleva farmi male. È stata una situazione sfortunata". La paura, invece, era stata reale. "Ringrazio Dio per essere uscito senza un infortunio. Faceva male ed ero spaventato, perché avevo sentito molto dolore. Quando mi sono rialzato, però, ho capito che stavo bene".

Quattro anni alla Juventus: "Il primo allenamento sembrava un film"

Prima del Sassuolo c'è stata la lunga formazione juventina. Muharemovic era arrivato a Torino appena diciottenne e, pur essendo stato acquistato principalmente per il progetto delle squadre giovanili e della Next Gen, ha avuto la possibilità di allenarsi accanto ad alcuni dei grandi protagonisti della storia recente bianconera.

Su tutti, Chiellini e Bonucci: "È una parte della mia carriera per la quale sarò sempre grato. Quando arrivi alla Juventus da giovane ti aiutano tantissimo. Entrare stabilmente in prima squadra è difficile, ma quando ti alleni con loro sono i primi a venirti incontro, soprattutto se sei un difensore".

Il ricordo del primo allenamento è ancora nitido. Muharemovic racconta di essere entrato in palestra prima di tutti perché non sapeva nemmeno esattamente dove andare. Si mise sulla cyclette aspettando gli altri. Poi cominciarono ad arrivare Paulo Dybala, Chiellini e Bonucci: "Sembrava di essere dentro un film".

La lezione di Chiellini: festeggiare anche una scivolata

Dal vecchio capitano della Juventus e della Nazionale italiana ha imparato soprattutto un modo di vivere la difesa. Muharemovic osservava con attenzione la maniera in cui Chiellini celebrava un tackle o un duello vinto quasi come se avesse segnato un gol. Un atteggiamento che il bosniaco ha fatto proprio, mescolandolo all'aggressività del suo idolo d'infanzia, l'ex capitano della Bosnia Emir Spahić.

Alla domanda se questo comportamento possa condizionare psicologicamente gli attaccanti, Muharemovic risponde con un sorriso: può succedere e, anzi, il fatto che qualche centravanti si innervosisca gli piace ancora di più. Un piccolo manifesto del difensore che il Sassuolo ha visto crescere rapidamente.

Dal Sassuolo a Haaland: "Non abbiamo paura di nessuno"

Adesso il livello degli avversari si alza ulteriormente. Muharemovic non nasconde l'entusiasmo all'idea di affrontare alcuni dei migliori centravanti del pianeta, da Erling Haaland a Benjamin Sesko: "Sappiamo quanto sia difficile la Premier League, ma non abbiamo paura di nessuno. Vogliamo giocare e combattere, soprattutto per il club".

Intanto il bosniaco ha già trovato un modo piuttosto spettacolare per presentarsi al pubblico di Elland Road: durante il precampionato contro l'Augsburg ha realizzato una splendida rovesciata, un gesto tecnico decisamente insolito per un centrale di 193 centimetri.

Bosnia al Mondiale: "Una delle notti più belle della nostra storia"

Il 2026 resterà per Muharemovic soprattutto l'anno del Mondiale. La Bosnia-Erzegovina aveva conquistato la qualificazione superando l'Italia in una partita diventata storica per un Paese di circa tre milioni di abitanti: "Ancora oggi sembra un sogno. Quello che abbiamo fatto rappresenta una delle notti più belle che abbiamo mai vissuto, per tutto il Paese e per tutti i bosniaci, ovunque si trovassero".

Muharemovic ricorda soprattutto ciò che accadde dopo la partita. La squadra raggiunse il centro di Sarajevo, dove ad attenderla - secondo il racconto del difensore - c'erano oltre 100mila persone: "Sapevamo che, vincendo, la città sarebbe esplosa. È stato pazzesco".

Il Mondiale, tuttavia, gli ha lasciato anche qualche rimpianto. La Bosnia è riuscita a superare la fase a gironi, ma secondo Muharemovic avrebbe potuto mostrare molto di più: "Non credo che abbiamo espresso tutto il nostro potenziale. Contro Galles e Italia nelle qualificazioni avevamo dimostrato quanto potessimo giocare bene. Sono comunque felice perché abbiamo superato il girone e fatto la storia".

Muharemovic e il sogno Premier: "È il numero uno al mondo"

Ora c'è una nuova storia da scrivere. Da quando è arrivato in Inghilterra, Muharemovic ha raccontato di aver guardato su YouTube diversi filmati dedicati all'atmosfera di Elland Road. Il giudizio è immediato: "È pazzesca, fantastica". E quando parla della Premier League torna fuori lo stesso entusiasmo del ragazzo che, anni prima, aspettava in palestra l'arrivo di Chiellini e Bonucci.

"La Premier è un sogno diventato realtà. Ogni calciatore sa che è il campionato numero uno al mondo. È il calcio più bello da guardare e il più interessante, perché ogni squadra può battere qualsiasi avversaria".

Dal Sassuolo al Leeds, un affare da 40 milioni

Per il Sassuolo, la sua esplosione rappresenta anche una delle operazioni di mercato più importanti della propria storia recente. Arrivato dopo il percorso alla Juventus, Muharemovic ha trovato in neroverde il contesto ideale per completare la propria maturazione: promozione dalla Serie B, affermazione in Serie A, Mondiale e infine il trasferimento al Leeds per 40 milioni di euro.

Una crescita rapidissima che lo ha portato dalla Next Gen juventina alle notti della Premier. E dalle sue parole emerge anche perché il Leeds abbia deciso di investire tanto su di lui. Muharemovic non si descrive attraverso eleganti definizioni tattiche. La sua filosofia è molto più semplice: difendere la porta, usare piedi o testa e combattere fino all'ultimo secondo.

In fondo è la lezione imparata anni fa osservando Chiellini festeggiare una scivolata come un gol. Adesso il palcoscenico cambia: da Sassuolo a Elland Road, con Haaland e gli altri giganti della Premier dall'altra parte. E Muharemovic non vede l'ora di cominciare.

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Sezione: News / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 17:43
Autore: Sarah G. Comotto
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