Uno ha aspettato fino agli ultimi dieci minuti per vivere il momento inseguito per una vita calcistica, l’altro si è preso la fascia destra dall’inizio e ha impiegato appena tredici minuti per mettere la firma sulla partita. Alessandro Di Bitonto e Simone Cinquegrano sono due delle storie più belle lasciate dal 3-0 del Sassuolo contro il Cesena in Coppa Italia.

Due debuttanti, due prodotti cresciuti nel mondo neroverde e due risposte interessanti per Alberto Aquilani. Soprattutto quella di Cinquegrano, perché dietro i suoi 82 minuti e l’assist per Volpato potrebbe nascondersi qualcosa di più di una semplice notte da ricordare: la possibilità concreta di restare stabilmente in prima squadra. La Coppa Italia, insomma, non ha consegnato al Sassuolo soltanto il passaggio del turno. Ha aperto anche una finestra sul futuro.

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Di Bitonto, dieci minuti che valgono dieci anni

Per Alessandro Di Bitonto il finale contro il Cesena ha avuto un significato particolare. Il giovane difensore originario di Ladispoli ha fatto il proprio esordio ufficiale con la prima squadra del Sassuolo entrando negli ultimi dieci minuti. Uno spezzone breve soltanto se misurato con il cronometro, molto meno se rapportato al percorso che lo ha condotto fin lì.

Di Bitonto è infatti nel mondo Sassuolo da dieci anni. Settore giovanile, allenamenti, categorie attraversate una dopo l'altra e quella prima squadra osservata a lungo da lontano prima di riuscire finalmente a entrarci. Contro il Cesena è arrivato il premio. Aquilani lo ha mandato in campo nel finale e il ventenne ha risposto mostrando personalità e tranquillità. Nessuna necessità di strafare, nessuna giocata cercata soltanto per dimostrare di essere all'altezza: ha gestito il pallone e le situazioni con ordine, entrando rapidamente nel ritmo della partita: è probabilmente il modo migliore per affrontare un debutto.

Da Ladispoli al Sassuolo dei grandi

La prima presenza ufficiale rappresenta inevitabilmente un punto di arrivo, ma per Di Bitonto dovrà essere soprattutto un nuovo punto di partenza. Dopo un decennio trascorso all'interno del club, il difensore ha completato simbolicamente tutta la scala del settore giovanile neroverde fino all'ultimo gradino.

E in un Sassuolo che continua a considerare la valorizzazione dei giovani uno dei pilastri del proprio progetto, occasioni come quella concessa contro il Cesena hanno un valore che va oltre il semplice tabellino. Ora toccherà a Di Bitonto provare a trasformare quei primi minuti in altri minuti, perché il debutto è una fotografia da conservare. La carriera, però, comincia dalla partita successiva.

Cinquegrano, esordio da titolare e assist dopo 13 minuti

Se Di Bitonto ha avuto a disposizione il finale, Simone Cinquegrano si è preso praticamente tutta la partita. Aquilani lo ha schierato titolare sulla corsia destra e il giovane terzino è rimasto in campo per 82 minuti, rispondendo alla fiducia con una prestazione che potrebbe avere conseguenze anche sulle future gerarchie.

Il biglietto da visita arriva praticamente subito: al 13' Cinquegrano partecipa all'azione del vantaggio e serve l'assist per Cristian Volpato, che realizza l'1-0. Prima partita ufficiale con il Sassuolo, prima da titolare, primo assist: per rompere il ghiaccio avrebbe potuto scegliere qualcosa di più discreto.

Non soltanto l'assist

Ridurre la prova di Cinquegrano al passaggio decisivo sarebbe però ingeneroso. La sensazione lasciata dagli 82 minuti contro il Cesena è quella di un calciatore che non abbia vissuto la serata come una comparsa chiamata a tappare momentaneamente un buco. Ha interpretato la fascia con coraggio, accompagnando l'azione e cercando di offrire una soluzione costante nella costruzione offensiva.

Il tecnico Aquilani vuole terzini capaci di partecipare alla manovra, dare ampiezza e accompagnare l'azione. Non basta difendere il proprio metro quadrato e riconsegnare educatamente il pallone al compagno più vicino. Cinquegrano, almeno contro il Cesena, ha dimostrato di poter offrire qualcosa in più.

Cinquegrano-Missori, un posto per due?

Il Sassuolo sta lavorando per completare l'arrivo di Rafik Belghali, destinato, se l'operazione andrà definitivamente in porto, a diventare il principale riferimento sulla fascia destra. Alle sue spalle, però, bisognerà stabilire le gerarchie.

Cinquegrano è in ballottaggio con Filippo Missori, ma la prestazione offerta in Coppa Italia potrebbe aver aumentato sensibilmente le sue possibilità di rimanere nella rosa di Aquilani. La società dovrà decidere se confermarlo come vice del nuovo terzino titolare oppure optare per una soluzione differente.

Se un giovane cresciuto internamente dimostra di poter ricoprire il ruolo, andare sul mercato per acquistare un'altra riserva rischia di diventare una spesa poco necessaria. A volte il miglior acquisto è quello che non bisogna fare.

Belghali titolare, Cinquegrano alle spalle: uno scenario possibile

L'eventuale arrivo di Belghali non chiuderebbe quindi necessariamente la porta a Cinquegrano. Potrebbe produrre l'effetto opposto, definendone con maggiore chiarezza il ruolo. Belghali come titolare, Cinquegrano come alternativa da far crescere.

È uno scenario che il Sassuolo sta valutando e che permetterebbe ad Aquilani di avere sulla destra un giocatore già pronto e un giovane sul quale lavorare durante la stagione. Naturalmente una partita non può bastare per emettere sentenze definitive. Il Cesena rappresentava il primo esame e la Serie A porrà domande decisamente più complicate. Serviranno verifiche soprattutto nella fase difensiva, dove tempi, letture e uno contro uno diventano inevitabilmente più severi. Ma per meritarsi un secondo esame bisogna superare il primo, Cinquegrano lo ha fatto.

Aquilani e il coraggio di utilizzare i giovani

La serata di Coppa ha raccontato, più in generale, qualcosa anche delle intenzioni di Aquilani. Bakola titolare a centrocampo, Adzic dall'inizio, Cinquegrano sulla fascia, Di Bitonto inserito nel finale, Lipani entrato e andato a segno. Gioventù non come slogan da conferenza stampa, dunque, ma come possibile risorsa tecnica.

Naturalmente arriveranno gli errori. È il prezzo inevitabile da pagare quando si decide di far crescere ragazzi nel calcio dei grandi. Ma il Sassuolo conosce bene questo tipo di investimento. E Aquilani, per storia e filosofia calcistica, sembra l'allenatore adatto per continuare a percorrere quella strada.

Due debutti, due storie e un messaggio al Sassuolo

Alla fine il tabellone ha detto Sassuolo 3, Cesena 0. Ma dentro quel risultato ci sono state partite differenti: quella di Di Bitonto è durata una decina di minuti, dopo dieci anni trascorsi a Sassuolo aspettando anche una serata così; quella di Cinquegrano è durata 82 minuti ed è cominciata con un assist che potrebbe avergli fatto guadagnare molto più di una semplice statistica.

Per il primo, l'obiettivo sarà trasformare il debutto nell'inizio di un nuovo percorso, per il secondo potrebbe esserci addirittura un posto nella rosa di Aquilani, con il ballottaggio con Missori destinato a diventare uno dei piccoli temi delle prossime decisioni di mercato. La Coppa Italia doveva servire per passare il turno, il Sassuolo ha fatto anche qualcosa in più: ha aperto la porta ai ragazzi e ha scoperto che qualcuno, invece di bussare, era già pronto a entrare.

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Sezione: News / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 12:47
Autore: Sarah G. Comotto
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