Per giudicare un centravanti non sempre bisogna partire dalla casella dei gol. Kieron Bowie contro il Cesena è rimasto a secco, eppure la sua prima da titolare con il Sassuolo ha lasciato sensazioni decisamente positive. Nel 3-0 che ha regalato ad Alberto Aquilani il passaggio del turno in Coppa Italia, lo scozzese ha giocato 66 minuti senza trovare la porta, ma mettendo il fisico, il movimento e il lavoro per i compagni al servizio di una squadra che, poche ore prima del calcio d'inizio, aveva dovuto fare i conti con il caso Andrea Pinamonti.

Ed è proprio questo il punto da cui partire. Bowie non doveva semplicemente giocare una partita. Doveva occupare improvvisamente il posto del centravanti che ha chiesto di lasciare Sassuolo. Lo ha fatto senza gol, ma anche senza farne sentire troppo la mancanza.

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Bowie, 66 minuti per convincere Aquilani

I dati di FotMob assegnano a Bowie un 6,9 per la sua prestazione contro il Cesena: 66 minuti giocati, nessun gol e nessun assist, ma una prova che va letta soprattutto attraverso ciò che lo scozzese ha garantito alla struttura offensiva neroverde. Per lui anche 10 passaggi su 13 riusciti (77%), una big chance creata, 2 tiri in porta e uno fuori, 2 azioni difensive, 24 tocchi con 4 tocchi nell'area avversaria e 2 nell'ultimo quarto di campo.

Il Sassuolo ha dominato soprattutto il primo tempo, chiudendolo sul 2-0 grazie a Volpato e Adzic, prima del definitivo 3-0 di Lipani nella ripresa. Il Cesena è riuscito a creare i problemi maggiori soltanto nella prima parte del secondo tempo, quando i neroverdi hanno abbassato il ritmo e concesso qualcosa di troppo. 

Dentro la fase migliore della squadra, Bowie ha svolto un lavoro forse poco appariscente ma prezioso. Ha occupato il centro dell'attacco, impegnato i difensori, cercato la profondità e soprattutto lasciato gli spazi necessari ai giocatori tecnicamente più creativi che gli giravano attorno.

Un centravanti diverso da Pinamonti

Il paragone con Pinamonti diventa inevitabile, ma deve essere maneggiato con attenzione. Bowie non è Pinamonti e probabilmente Aquilani non gli chiederà nemmeno di diventarlo.

Lo scozzese è un attaccante di 187 centimetri, mancino, con caratteristiche che lo portano a utilizzare molto il fisico e a partecipare al lavoro senza pallone. FotMob, confrontandone il rendimento con quello degli altri centravanti, evidenzia in particolare il contributo difensivo e una buona efficacia nei duelli aerei: è un numero 9 che può servire alla squadra anche quando non finisce sul tabellino.

Contro il Cesena lo si è visto. Aquilani aveva bisogno di qualcuno che tenesse occupati i centrali permettendo a Laurienté e Volpato di muoversi attorno alla punta e alle mezzeali di inserirsi. Bowie ha interpretato il compito con disciplina, senza intestardirsi nella ricerca della giocata personale. Non ha segnato, certo, per un attaccante non è esattamente un dettaglio, ma non è nemmeno l'unico metro di giudizio.

Il Sassuolo ha segnato tre volte senza il gol del centravanti

C'è infatti un dato tatticamente interessante nella prima partita ufficiale di Aquilani: il Sassuolo ha realizzato tre reti e nessuna è arrivata dal centravanti: hanno segnato Volpato, Adzic e Lipani. Non necessariamente un problema. Anzi.

Può essere un'indicazione del calcio che Aquilani vuole costruire: una squadra nella quale il numero 9 non rappresenti l'unico terminale, ma diventi anche il giocatore attorno al quale far muovere gli altri. Adzic ha attaccato lo spazio da centrocampista. Volpato è arrivato al gol partendo da una posizione più larga. Lipani ha trovato il tris entrando dalla panchina.

Un lavoro prezioso per Laurienté

Bowie, in mezzo, ha fatto da riferimento. Il centravanti non ha mangiato, ma ha aiutato ad apparecchiare. La presenza dello scozzese sembra inoltre sposarsi bene con le caratteristiche di Armand Laurienté.

Il francese contro il Cesena è apparso ispirato, desideroso di ricevere largo per poi puntare la difesa e accentrarsi. Avere un attaccante capace di impegnare fisicamente i centrali può liberargli proprio quegli spazi nei quali diventa maggiormente pericoloso. Bowie non ha bisogno di monopolizzare il pallone, può giocare incontro, attaccare la profondità oppure semplicemente trascinarsi dietro un difensore. È un lavoro spesso invisibile nelle statistiche più elementari, ma fondamentale per una squadra che schiera parecchi giocatori desiderosi di ricevere tra le linee.

E Bowie conosce già la Serie A

C'è poi un altro elemento che non va trascurato. Il Sassuolo non ha acquistato un attaccante completamente da scoprire. Nella passata Serie A Bowie aveva raccolto 14 presenze da titolare e 1.204 minuti, realizzando 4 reti. Tra queste anche gol contro avversari pesanti come Inter e Juventus nelle ultime settimane della stagione. Il suo voto medio FotMob era stato di 6,58. Numeri non clamorosi, ma sufficienti per sapere che lo scozzese può stare a questo livello.

Adesso cambia il contesto. A Sassuolo potrebbe trovare una squadra maggiormente predisposta alla costruzione offensiva, circondato da giocatori come Berardi, Laurienté, Volpato, Bakola e Adzic e per un centravanti questo può fare parecchia differenza.

Il caso Pinamonti gli spalanca una porta

Naturalmente tutto si intreccia con il calciomercato Sassuolo. Pinamonti ha manifestato la volontà di lasciare Sassuolo e la società dovrà capire se arriverà un'offerta adeguata per permettergli di partire. Nel frattempo Aquilani non può aspettare e Bowie ha sfruttato la prima occasione per dire: io ci sono.

Non significa che, in caso di cessione di Pinamonti, il Sassuolo possa automaticamente considerare chiuso il mercato degli attaccanti, un altro centravanti potrebbe comunque servire per profondità e caratteristiche, significa però che Bowie non sembra essere arrivato per occupare semplicemente una casella, vuole giocarsela.

Niente gol, ma la prima risposta è arrivata

Il verdetto della prima partita ufficiale deve necessariamente rimanere sospeso. Sessantasei minuti contro il Cesena non bastano per stabilire se Kieron Bowie possa diventare il centravanti titolare del Sassuolo per un'intera stagione, ma bastano per registrare una prima indicazione. FotMob gli assegna 6,9. Il Sassuolo con lui in campo costruisce il doppio vantaggio e alla fine vince 3-0.

Manca la cosa che per un numero 9 rimane sempre la più importante: il gol. Arriverà il momento in cui Bowie dovrà essere giudicato anche e soprattutto su quello. Contro il Cesena, però, Aquilani chiedeva una risposta immediata dopo l'esclusione di Pinamonti. E lo scozzese gliel'ha data.

Ha lottato, fatto reparto e aperto spazi. Non ha segnato, ma non ha fatto rimpiangere Pinamonti. Per una prima da titolare arrivata in mezzo a un piccolo terremoto di mercato, può essere un ottimo punto di partenza.

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Sezione: News / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 20:00
Autore: Sarah G. Comotto
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