Ci sono attaccanti che si ricordano per i gol e altre che, insieme ai gol, lasciano qualcosa che non entra nei tabellini. Daniela Sabatino appartiene a entrambe le categorie. A 41 anni una delle centravanti simbolo del calcio femminile italiano ha deciso di fermarsi e di appendere definitivamente le scarpette al chiodo. Una scelta annunciata attraverso i social che chiude una carriera lunghissima e attraversa inevitabilmente anche la storia recente del Sassuolo Femminile: proprio pochi mesi fa Sabatino aveva festeggiato il traguardo delle 100 presenze in neroverde.

Una storia cominciata molto prima dell'arrivo in Emilia e costruita attraverso gol, sacrifici e alcune delle maglie più importanti del calcio italiano. Brescia, Milan, Fiorentina e Sassuolo sono soltanto alcune delle tappe di un percorso che l'ha resa uno dei volti più riconoscibili del movimento.

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Sabatino si ritira: "Non è un addio"

È stata la stessa attaccante classe 1985 ad annunciare la propria decisione attraverso un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram. Parole nelle quali emerge soprattutto la volontà di non considerare questa scelta come una separazione definitiva dal mondo che ha accompagnato praticamente tutta la sua vita.

"Il calcio rimarrà per sempre una parte indivisibile di me. Cambierà la prospettiva, ma mai l’amore che nutro per questo sport". Sabatino lascia quindi intendere che il futuro potrebbe continuare a essere legato al pallone, anche se con un ruolo differente. "Questo non è un addio. È solo un arrivederci magari sotto un’altra forma, spero!". Finisce la carriera della calciatrice, insomma, ma potrebbe non terminare affatto quella della donna di calcio.

Due volte Sassuolo e cento presenze in neroverde

Nel lungo viaggio di Sabatino c'è un legame particolare con il Sassuolo. La prima esperienza neroverde risale alla stagione 2019/20. Le strade si separano, ma soltanto temporaneamente: nel 2023 l'attaccante torna in Emilia e questa volta il rapporto si prolunga fino alla conclusione della scorsa stagione.

Un secondo capitolo che le permette anche di raggiungere un traguardo particolarmente significativo. Nel maggio scorso Sabatino ha festeggiato la centesima presenza con la maglia del Sassuolo, cifra che racconta meglio di molte parole il peso assunto dall'attaccante all'interno della storia del club. Non soltanto reti e presenze. Negli ultimi anni la sua esperienza è diventata inevitabilmente un riferimento anche per le compagne più giovani.

Una carriera attraversando il calcio italiano

Per comprendere la dimensione della giocatrice basta ripercorrerne il curriculum. Sabatino ha attraversato diverse epoche del calcio femminile italiano, accompagnandone anche la trasformazione e la crescita. Ha indossato, tra le altre, le maglie di Brescia, Milan, Fiorentina e Sassuolo, mantenendo nel tempo quella caratteristica che ha segnato l'intera carriera: il rapporto con il gol.

Una centravanti vecchia scuola nell'accezione migliore del termine, capace di vivere l'area di rigore, leggere prima delle altre la traiettoria del pallone e trasformare anche una situazione apparentemente sporca in un'occasione. Cambiano squadre, allenatori e generazioni. Lei continua a segnare.

Anche 70 presenze e 32 gol con l’Italia

E poi c'è naturalmente l'azzurro. Con la Nazionale italiana Sabatino ha collezionato 70 presenze realizzando 32 reti, numeri che la collocano tra le attaccanti più rappresentative della storia recente delle Azzurre.

Anche attraverso la Nazionale ha vissuto dall'interno l'evoluzione di un movimento passato progressivamente da una dimensione di nicchia a una visibilità e una professionalizzazione sempre maggiori. Una trasformazione della quale Sabatino non è stata semplicemente spettatrice, ma protagonista.

Il saluto del Sassuolo: "Calciatrice leggendaria, cuore neroverde"

Immediato anche il messaggio del Sassuolo, che attraverso i propri canali social ha voluto rendere omaggio alla sua ex attaccante.

"Calciatrice leggendaria, cuore neroverde. Grazie per tutto quello che ci hai dato Daniela". Poche parole, sufficienti però a fotografare il rapporto costruito nelle due parentesi emiliane. A 41 anni arriva dunque il momento che prima o poi attende qualsiasi calciatore: quello in cui gli allenamenti smettono di dettare gli orari, il calendario non decide più i weekend e gli scarpini possono finalmente restare nell'armadietto.

Daniela Sabatino smette di giocare, ma se ne va lasciando dietro di sé cento presenze con il Sassuolo, 70 gettoni e 32 gol con l'Italia e una carriera trascorsa facendo il mestiere più semplice da spiegare e più difficile da eseguire: mettere il pallone in porta. Lei lo ha fatto per una vita. Adesso cambia prospettiva. Il calcio, come ha scritto, resta lì. E probabilmente anche lei non se ne allontanerà troppo.

Il messaggio d'addio di Daniela Sabatino

"È arrivato il momento…

Chi mi conosce davvero sa quanto mi sia difficile anche solo pronunciare queste parole. Il calcio, per me, non è stato un semplice sport: è stato la mia vita. È stato casa, sacrificio, passione pura.
Mi ha regalato gioie immense e mi ha inferto delusioni che mi hanno resa solo più forte.
Mi ha insegnato a non mollare mai, a rialzarmi dopo ogni caduta e a credere sempre nel valore dell’impegno.

Ho dato tutta me stessa, ogni singolo giorno. Ho affrontato allenamenti, rinunce, infortuni, critiche, sconfitte, applausi e vittorie con la stessa determinazione, perché indossare quegli scarpini è sempre stato il mio privilegio più grande.

Oggi fa male accettare che non sarò più una calciatrice. Fa male chiudere un capitolo così viscerale della mia vita e, lo ammetto, mi spaventa immaginarmi in ciò che verrà dopo.

Sognavo un finale diverso. Speravo di poter salutare questo mondo a modo mio, ma non sempre la vita segue la trama che abbiamo disegnato. E, come ho sempre fatto lungo tutta la mia carriera, scelgo di accogliere anche questo momento con rispetto e profonda gratitudine.

Porterò con me ogni rettangolo di gioco, ogni spogliatoio, ogni compagna, ogni allenatore, ogni tifoso e ogni singola persona che ha incrociato il mio cammino. Ognuno di voi ha lasciato un’impronta indelebile dentro di me, rendendo speciale questa meravigliosa avventura.

Grazie a chi ha creduto in me, a chi mi è stato accanto nei momenti di gloria e, soprattutto, in quelli più bui.

Il calcio rimarrà per sempre una parte indivisibile di me. Cambierà la prospettiva, ma mai l’amore che nutro per questo sport.

Questo non è un addio. È solo un arrivederci magari sotto un’altra forma, spero!

A presto. ❤️

DS9".

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Sezione: Sassuolo Femminile / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 20:00
Autore: Manuel Rizzo
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