A un certo punto, durante il magnifico "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino, Brad Pitt dopo aver lasciato il suo marchio sulla faccia di un nazista, guarda il suo compare: "Sai che ti dico Utivich? Questo potrebbe essere il mio capolavoro!". In molti ci vedono un qualcosa di autoreferenziale, con Tarantino che inneggia al suo stesso film. Ecco, senza scomodare Pannofino che in Boris urla a caso "Capolavoro", basta riprendere le parole del rivale Cesc Fabregas, ieri visibilmente uscito con le ossa rotte, per capire la prestazione del Sassuolo contro il Como: "Grandi complimenti a mister Grosso perché come ha preparato la gara è un capolavoro, con questo blocco basso. È vero che il Sassuolo non è tanto blocco basso ma l'idea giusta vale sempre e oggi in contropiede ci ha massacrato, per colpa nostra e per meriti loro. Mi prendo io la colpa. Oggi una grandissima prestazione del Sassuolo, una brutta prova nostra: complimenti al Sassuolo perché poteva vincere 5-1 oggi e nessuno poteva dire niente".

Grosso non è solo un cognome, ieri è stato un aggettivo. Ieri sera, mentre il Como sognava di continuare la sua corsa verso la Champions con il suo bel pressing alto e il possesso palla da grande orchestra, Fabio Grosso ha tirato fuori dal cilindro un capolavoro tattico. Roba da applausi con i piedi. Ieri i neroverdi non si sono limitati a difendere e ripartire. Hanno messo in campo una densità incredibile, una compattezza che sembrava una muraglia cinese con le maglie neroverdi, e due gol in due minuti che hanno lasciato il Como con gli occhi spalancati e la lingua fuori. Volpato al 42’ con un pallonetto da artista, Nzola al 44’ con la freddezza di chi sa che il treno passa una volta sola. Poi Nico Paz ha accorciato prima dell’intervallo, ma era già troppo tardi: il treno Sassuolo era passato, aveva caricato i tre punti e se n’era andato fischiettando.

Fabio Grosso ha vinto la sfida tra panchine contro un allenatore che è destinato a grandi palcoscenici. Ha preparato la partita come si prepara una trappola perfetta: ha studiato il feroce pressing del Como (quel PPDA da record che fa tremare mezza Serie A), ha neutralizzato le fonti di gioco lariane e ha trasformato i “presunti” underdog in una squadra che ieri sera ha giocato con la maturità di chi sa esattamente cosa fare. Il tecnico neroverde ha messo in mostra una squadra compatta, organizzata e con i controcoglioni giusti.

È stato un capolavoro di intelligenza tattica, di coraggio nelle scelte perché diciamocelo chiaro, quando abbiamo visto Turati e Nzola nella formazione titolare c'è stato più di un mugugno. Volpato che si prende la scena da titolare, Nzola che segna il suo primo gol in neroverde con la fame di chi vuole spaccare il mondo, Turati che nel secondo tempo fa il miracolo su Paz… tutti pezzi di un puzzle che Grosso ha composto con maestria. Ieri sera non è passata solo una vittoria. È stata una vera e propria masterclass di Grosso. Chapeau!

Sezione: Editoriali / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 20:50
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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