Il Sassuolo era salvo da un pezzo, la permanenza in Serie A era già firmata, controfirmata e pure plastificata. Il ko di ieri con il Parma lascia il tempo che trova, insomma, fa male quanto una puntura di zanzara ad agosto: pizzica, ma sai che domani non te ne ricorderai nemmeno. Eppure, permettetemi un pizzico di sana umanità: le ultime tre sconfitte – Torino, Lecce e ora Parma – lasciano in bocca un retrogusto amaro che nemmeno il Lambrusco di casa riesce a mandare giù. È come aver vinto la lotteria e poi aver passato gli ultimi tre giorni a litigare con il bancomat. Tecnicamente sei ricco, emotivamente ti senti un po’ idiota.

Peccato perché si poteva chiudere nella parte sinistra della classifica, e questa squadra lo avrebbe meritato. Ieri al Tardini (far giocare una gara alle 15 con questo caldo è sempre una bellissima idea, grazie Lega Calcio) in un pomeriggio estivo, da caldo torrido e da birra ghiacciata con le ciabatte ai piedi, gli uomini di Fabio Grosso hanno sfilato in passerella, perdendo meritatamente con il Parma che aveva in testa l'obiettivo finale, cioè quello dei 45 punti, e lo ha voluto più dei neroverdi. Poco da dire infatti sulla brutta gara dei neroverdi. Bello solo l'esordio del giovane Macchioni e del portiere Gioele Zacchi, che dopo tanta gavetta, si è tolto la soddisfazione del primo gettone in A.

Il bello è che questo Sassuolo 2025/26 resta una favola da raccontare ai nipoti. Neopromossa, 49 punti strappati con le unghie, coi denti e con quel mix di coraggio, incoscienza e qualità che solo i neroverdi sanno mettere insieme. E pensare che ci sono state ben 17 sconfitte in questa stagione! Un numero impressionante. Sono mancati i pareggi (i neroverdi sono tra le squadre che hanno pareggiato meno) e qualche punticino in più avrebbe chiaramente aiutato in classifica. Ma il Sassuolo di quest'anno si è messo la mimetica e ha combattuto, ha portato a casa vittorie importanti come quelle con Atalanta (andata e ritorno), Como e Milan, i pareggi a San Siro con i rossoneri e quello a Torino con la Juve e soprattutto non ha mai sofferto e non ha mai guardato la classifica col terrore negli occhi.

La stagione è stata straordinaria. Complimenti ai dirigenti, da Carnevali a Palmieri che hanno costruito e allestito la squadra e diretto la baracca, a mister Grosso che con sapienza ha guidato il gruppo, al suo staff, ai giocatori tutti. E un grande complimento finale anche a tutti voi tifosi. Ieri quasi in 500 a Parma, quando potevate starvene benissimo al mare. Chapeau! Alla faccia dei criticoni da tastiera!

Anche con questo finale non propriamente positivo, resta una stagione da incorniciare. Le ultime tre partite? Roba da archiviare tra le “piccole imperfezioni di un capolavoro”.

P.S.

Ho scritto un altro libro, ormai lo sapete. Stavolta sul Sassuolo Calcio. Il racconto della cavalcata dello scorso anno dalla Serie B alla Serie A: "Sassuolo, la promessa mantenuta". Sottotitolo: la seconda promozione non si scorda mai. Per un po' continuerò a rompere le scatole con la pubblicità. Concedetemelo. Dietro ci sono mesi di lavoro e sono davvero contento di poter condividere questo progetto con voi, soprattutto con i tantissimi che mi hanno sempre dimostrato grande affetto. All'interno c'è anche la prefazione di Giovanni Carnevali. Spero possiate apprezzarlo. Lo trovate su Amazon sia in versione cartacea che versione ebook con le foto (clicca qui), e ora è anche disponibile in libreria Mondadori a Sassuolo in Piazza Garibaldi, Libreria Incontri a Sassuolo in Piazza delle Libertà, al Bar Luana in Piazza Risorgimento e alla libreria Libri sul Comò in via Garibaldi a Maranello. Acquistatelo, leggetelo, spargete la voce e lasciate una recensione! Grazie a chi lo farà! Presto ci sarà la presentazione e anche un firma-copie! Stay tuned!

Sezione: Editoriali / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 13:46
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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