Ieri Firenze, culla del Rinascimento, tempio della bellezza assoluta, ha dovuto assistere a uno spettacolo che avrebbe fatto rivoltare nella tomba anche Michelangelo, che lo avrebbe fatto addormentare persino mentre scolpiva il David: Fiorentina-Sassuolo 0-0. Mentre fuori brillavano il Duomo, il Battistero e Ponte Vecchio, dentro un Franchi vivo a metà andava in scena una partita così piatta, così insignificante, che al confronto un foglio Excel sembra un film d’azione, o per restare in tema fiorentino, la nuova 17 Re dei Litfiba è un capolavoro assoluto.

Compatti, ordinati, senza strafare. Una squadra, quella neroverde, che sembrava reduce da un corso di yoga avanzato. Meglio la Fiorentina nel primo tempo, meglio il Sassuolo nella prima parte del secondo tempo. Benissimo Turati che ha salvato in un paio di circostanze il Sassuolo con alcune super-parate. Pinamonti che ha pure preso un palo nella ripresa (l’unico sussulto della giornata, roba da far esultare un pensionato al bingo). Volpato al posto di Berardi forse sostituito proprio nel momento in cui l'ex Roma stava trovando gli spazi dietro le linee, venendo a giocare di più in mezzo al campo, Laurienté che correva avanti e indietro come un pendolare della linea lenta. Poi tutti a casa con il punticino in tasca, la coscienza pulita e l’aria di chi ha appena finito il turno di notte.

Missione compiuta con il minimo sindacale. Alla fine, a trionfare davvero è stata la noia più desolante. Ma per il Sassuolo in fin dei conti va benissimo così. Quando sei già salvo da settimane e l’avversario gioca con l’ansia di chi deve dimostrare qualcosa, un bel pareggino anonimo al cospetto del Duomo è da accogliere comunque in maniera positiva.

Peccato perché nella gara non c'è stato nemmeno un episodio arbitrale che potesse far discutere, uno di quelli che avrebbero potuto provocare una bussata al VAR di Lissone (tutto ok Rocchi e Marotta?). Niente di niente. Rimane la bellezza di Firenze, la tristezza per uno stadio in trasformazione e con la curva a metà, la bellezza di un campionato che si sta per chiudere con il Sassuolo vicino a quota 50 punti e la tristezza dei fiorentini che ancora vivono nel Rinascimento e forse non sarebbero contenti nemmeno se arrivasse Pep Guardiola in panchina. E allora, caro mister Grosso, dato che a sentire i pareri non hai convinto i fiorentini, dato che c'è chi giura che la tua sia più una auto-candidatura, dato che ne ho sentite di cotte e di crude, sei sicuro di voler lasciare Sassuolo per una piazza come Firenze? Bella eh ma non ci allenerei...

P.S:

In settimana l'uscita di "Sassuolo, la promessa mantenuta", il libro che racconta la rinascita neroverde. Stay tuned.

Sezione: Editoriali / Data: Lun 27 aprile 2026 alle 16:22
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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