Genoa-Sassuolo è stata una conferma, era già tutto scritto. Andando in macchina direzione Genova insieme ai colleghi Valentina Spezzani e Claudio Corrado, ci siamo divertiti con il classico gioco del pronostico prima della gara. La mia risposta alla domanda è stata: finisce 2-1 per il Genoa. Potevamo risparmiarci il viaggio, ma vuoi mettere il traffico di Genova, il panino al prosciutto cotto gentilmente offerto dai rossoblù, ma soprattutto lo spettacolo dello stadio Ferraris?

Genoa-Sassuolo è stata una conferma, era già tutto scritto. Non ci credete? Il Genoa ha vinto tutte le ultime quattro sfide contro il Sassuolo in Serie A, compresa quella di ieri, (sempre per 2-1) e in ciascuna delle ultime otto sfide tra Genoa e Sassuolo in Serie A entrambe le formazioni hanno sempre segnato: 24 reti nel periodo (esattamente tre di media a match). Volete un'altra conferma? Il Genoa è rimasto imbattuto in otto delle 10 partite casalinghe contro il Sassuolo in Serie A (5V, 3N), vincendo quella più recente (2-1 il 12 maggio 2024); il Grifone non ha mai ottenuto due successi di fila al Ferraris contro i neroverdi nel massimo campionato.

Genoa-Sassuolo è stata una conferma, era già tutto scritto. Il Genoa ha vinto con la solita 'arte ligure': un gol sporco, tanta corsa e quella faccia da “noi siamo gente semplice” mentre ti portano via i tre punti con il sorriso e poi ti presentano anche un salatissimo conto. Come dite? L'espulsione di Berardi? Era già successo, anche quello. Eravamo nel 2020, ma a Reggio. Berardi espulso da Irrati per proteste. Stavolta però, stando alle ricostruzioni, l'espulsione di Rapuano sembra esagerata. L'arbitro di Rimini sembra aver fatto ndo cojo cojo.

Tutto è nato nel tunnel degli spogliatoi, luogo romantico dove di solito si parla di schemi e di quanto costa il parcheggio. Invece Berardi ha deciso di fare il filosofo con il compagno di studi Sabelli, ricordandogli con garbo che due anni fa avevano gentilmente accompagnato il Sassuolo in Serie B. Vitinha, da bravo pacifista portoghese, ha provato a sedare gli animi con un abbraccio da orso marsigliese. Risultato? Berardi si divincola come una murena e a quel punto arriva Ellertsson, che voleva solo fare il buon samaritano del porto. L’arbitro Rapuano che non ha visto un tubo a quel punto tira fuori due rossi diretti e… arrivederci e grazie.

Però, sia detto con onestà, il Sassuolo di ieri mi è piaciuto. Ha giocato con personalità, ha tenuto il campo anche in dieci, ha creato pericoli. Insomma, una di quelle partite in cui perdi 2-1 ma esci dal campo dicendo “poteva andare peggio”. Tipo quando vai in un bar di Genova convinto che ti freghino e ti fregano davvero, facendoti pagare 7,50€ due caffè e un bicchiere d'acqua (è successo davvero!). Però buon approccio alla gara, nonostante il gol incassato al 18', e buona reazione soprattutto nel secondo tempo in 10 contro 10, con il pari che forse sarebbe stato il risultato più giusto.

Alla fine ha vinto il Genoa che ha azzeccato i cambi. Grosso ha provato a stravolgere la squadra con un 4-2-3 con l'ingresso di Volpato e l'uscita di Matic, spingendo a destra con Coulibaly, era al confine tra l'essere un genio (se avesse vinto) e non esserlo (ha perso). Nel finale poi Iannoni terzino, squadra senza centravanti, Coulibaly a sinistra. Forse ha voluto un po' strafare con gli esperimenti, il Genoa invece ci ha creduto e l'ha portata a casa. Ma il calcio va così. Morale della favola? Il Sassuolo ha perso contro il Genoa, ha visto l'ottavo posto allontanarsi, ma almeno abbiamo scoperto che il tunnel di Marassi è più pericoloso della tangenziale di Bologna all’ora di punta.

Sezione: Editoriali / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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