Sono sempre stato affascinato dagli abissi della mente umana. E ogni volta i social mi permettono di esplorare nuove specie e nuove nefandezze, altro che alieni e la Nasa! Ho pubblicato sui social di proposito un video provocatorio dopo Sassuolo-Lecce 2-3 dal titolo: "Partita venduta???". E il video inizia così: "Partita venduta! Lo so che lo state pensando in tanti ma sapete che non la penso assolutamente così". Il problema è che il video non l'ha guardato nessuno di quelli che hanno commentato perché sono stato ricoperto di insulti. Eppure ci voleva veramente poco ma forse il problema sono io che ancora mi sorprendo.

Mentre 6.000 leccesi impazzivano di gioia al gol di Stulic al minuto 97, sui social è partito il festival del complotto. "Il Sassuolo ha venduto la partita", "Era tutto combinato", "Hanno regalato i tre punti". Roba da far venire il latte alle ginocchia. Sì, certo. Il Sassuolo ha venduto la partita… dopo averli presi a pallonate per 70 minuti, aver centrato una traversa piena, aver sbagliato tre o quattro gol che facevano schifo anche a mia nonna e aver rischiato seriamente di vincere fino all’ultimo respiro. Volpato, nell’ultimo minuto utile, ha spedito un curva un pallone che aveva già scritto “gol” sulla fronte. Pochi secondi dopo è arrivato il 2-3 di Stulic. Roba da piangere dal ridere.

Quindi ricapitolando: il Sassuolo, specie nella ripresa, ha dominato, creato a ripetizione, giocato con intensità, buttato via occasioni clamorose e, solo alla fine, ha preso gol in contropiede da una squadra che giocava con il coltello tra i denti. Ma ovviamente la colpa è del complotto. Non dei gol sbagliati, non della traversa, non della solita amnesia difensiva degli ultimi minuti. No. È tutto venduto. Pagato in bitcoin dal presidente del Lecce, probabilmente, o da sua moglie con i santini e il rosario in mano sperando nel miracolo che poi è avvenuto. È bello vedere quanta fantasia circoli tra chi non ha mai visto una partita di calcio in vita sua. Perché se uno guarda la partita senza paraocchi da complottista, vede un Sassuolo che ha dato del filo da torcere eccome al Lecce, che ha meritato di soffrire fino alla fine e che, con un pizzico di cinismo in più, avrebbe potuto portarla a casa centrando la quarta vittoria consecutiva tra le mura amiche.

Invece no. Meglio sparare la cazzata della “partita venduta”. È più comodo. Il Lecce di Di Fra ha giocato con la cattiveria di chi sta scappando dall’inferno della B e poi, come ammesso anche dall'allenatore, è stato anche fortunato. Il Sassuolo non ha demeritato, anzi, avrebbe meritato qualcosina in più per congedarsi dal suo pubblico con un ulteriore sorriso. Ma il calcio a volte sa anche essere tremendo. Un po' come i commenti sui social...

P.S.

Ho scritto un altro libro, ormai lo sapete. Stavolta sul Sassuolo Calcio. Il racconto della cavalcata dello scorso anno dalla Serie B alla Serie A: "Sassuolo, la promessa mantenuta". Sottotitolo: la seconda promozione non si scorda mai. Per un po' vi romperò le balle con la pubblicità. Concedetemelo. Dietro ci sono mesi di lavoro e sono davvero contento di poter condividere questo progetto con voi, soprattutto con i tantissimi che mi hanno sempre dimostrato grande affetto. All'interno c'è anche la prefazione di Giovanni Carnevali. Spero possiate apprezzarlo. Lo trovate su Amazon sia in versione cartacea che versione ebook con le foto (clicca qui), e ora è anche disponibile in libreria Mondadori a Sassuolo in Piazza Garibaldi, Libreria Incontri a Sassuolo in Piazza delle Libertà, al Bar Luana in Piazza Risorgimento e alla libreria Libri sul Comò in via Garibaldi a Maranello. Acquistatelo, leggetelo, spargete la voce e lasciate una recensione! Grazie a chi lo farà! Presto ci sarà la presentazione e anche un firma-copie! Stay tuned!

Sezione: Editoriali / Data: Lun 18 maggio 2026 alle 12:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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