Ignazio Abate è uno dei migliori allenatori emergenti in Italia. Quest’anno ha chiuso il campionato al 7° posto con la Juve Stabia in B, sfiorando la finale Playoff per la Serie A ed è seguito dal Sassuolo. Il tecnico, intervistato da Cronache, ha raccontato da quali allenatori ha preso ispirazione per proporre il calcio intenso e offensivo che vediamo nelle sue squadre e anche per saper gestire al meglio lo spogliatoio.  

Ecco le sue parole: "Di allenatori ne ho avuti tanti che mi hanno lasciato dentro qualcosa. Poi credo che realmente uno debba essere se stesso, altrimenti non riesci a esprimerti al 100%. Non posso citare Leonardo, che è stato il primo che mi ha fatto giocare in prima squadra, con quel 4-2 fantasia. Sono legatissimo a Leo, sinceramente. Penso che prima delle partite mi chiedeva quante sovrapposizioni avrei fatto e quante cross avrei fatto, senza pensare al resto, per farti capire la sua mentalità ultra offensiva. Dovevo superare la partita precedente. Poi c'erano Thiago e Sandro che invece si avvelenavano.  Qualche insulto lo prendevo, però era bello. Era un gruppo spettacolare".

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Poi continua: "Allegri nella sua grande gestione dei campioni, mi ha lasciato tanto, però indubbiamente poi quello che ho studiato tanto e che secondo me ha influenzato tanto il calcio moderno è Roberto De Zerbi, perché il suo modo di giocare, di essere propositivo con il suo calcio posizionale, anche se adesso è evoluto, l'ho studiato tanto, sono tanto legato a lui. Di Roberto, al di là dell'aspetto tecnico-tattico, mi piace tanto il modo in cui riesce a trasferire ai suoi giocatori e credo che questo sia il vero segreto per arrivare al gruppo".

Quanta importanza dai anche all'estetica del gioco che vuoi far produrre alla tua squadra? "Per me è un aspetto importante. Indubbiamente il risultato è fondamentale, sposta, tutti giochiamo per vincere, però poi credo che la qualità del gioco faccia aumentare la tua stima del giocatore, si diverte e aumenti proprio il livello di confidenza. Il pubblico, alla fine, è una parte importante perché si vuole divertire e quindi vedere una squadra che cerca sempre di segnare un gol più degli altri è un aspetto secondo me molto importante.

 Visto che abbiamo davanti uno dei allenatori emergenti del calcio italiano, chi dobbiamo ringraziare perché in una delle ultime interviste da calciatore avevi detto che ti vedevi più da dirigente che da allenatore. Chi dobbiamo ringraziare per averti fatto cambiare idea e aver trovato una strada che si aspetta molto bene davanti a te? "Quando decisi di smettere ero deciso di intraprendere una carriera dirigenziale perché mi affascinava l'idea di seguire i giovani, di crescere piano piano e di trovare la mia strada. Poi un giorno mi chiamò Daniele De Rossi perché doveva iniziare il corso combinato UEFA-UEFA B della UEFA, bisognava raggiungere un determinato numero di iscritti e da lì dopo un mese che frequentavamo il corso mi iniziò subito il fuoco dentro, ho detto quella è la mia strada".

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Sezione: News / Data: Dom 31 maggio 2026 alle 13:37
Autore: Manuel Rizzo
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