Quando scrivo io sono come Ditonellapiaga, che fastidio! Era già pronto il titolo “Stupida sfortuna” o “Il male necessario” ma per fortuna possiamo rimandarlo alla prossima. Che domenica epica al Mapei Stadium! Il Sassuolo ha battuto l'Atalanta 2-1 in una partita che sembrava uscita direttamente dal palco dell'Ariston di Sanremo 2026 dopo un'esibizione di Sal Da Vinci e non dal pre-festival con l'inserviente che raccoglie la cacca del cavallo di Bocelli a mani nude: un'esibizione da standing ovation, con i neroverdi in inferiorità numerica per oltre 75 minuti dopo l'espulsione di Pinamonti, ma capaci di cantare - pardon, segnare - una melodia indimenticabile.

Niente Laure Pausini che scappa per non incontrare Grignani, solo il maestro Fabio Grosso a dirigere l'orchestra, vincendo il Festival della Serie A contro una Dea che, reduce dalla Champions, si è presentata come la super favorita, tipo Fedez e Masini ma alla fine ha trionfato l'underdog Sal Da Vinci. E sì, Sassuolo, se continui a giocare accussì, sarà per sempre sì alla salvezza, e magari pure a qualcosa di più! Pensateci: la sciagurata espulsione di Pinamonti al 15' (che cattiveria chi dice che comunque il Sassuolo con lui gioca sempre in 10) è stata come un imprevisto sul palco, un microfono che non funziona come è successo a Tredici Pietro, ma se poi ti presenti sul palco il giorno dopo con tuo padre Gianni Morandi a darti una mano allora tutto è più facile. E lo stesso avranno pensato i neroverdi che hanno giocato con grande generosità, con Berardi sugli scudi a fare anche il terzino fino alla linea del fondo, con Laurienté a fare l'esterno e la punta e con Kristian Thorstvedt che al 69' ha sigillato il raddoppio con un tiro nel sette, un acuto da brividi che nemmeno Arisa con la sua "Magica favola" poteva eguagliare.

L'Atalanta? Ha accorciato con Yunus Musah all'88', ma è stato un finale amaro, tipo Fedez e Masini quinti con "Male necessario", necessario, sì, ma non sufficiente per rovinare la festa neroverde. E poi è inutile che Palladino si venga a lamentare perché il Sassuolo si è difeso con due blocchi bassi (e cosa doveva fare in 10?) perché altrimenti è un po’ come il prof Schettini che viene a farci la morale parlando della dipendenza dei social e poi lui è il primo ad essere dipendente dai like alzando i voti ai suoi studenti per un mi piace in più.

Grosso, invece, ha alzato i voti a tutta la squadra sorprendendo tutti come un Tony Pitony qualunque: da Muric, para-tutto come un conduttore che salva la serata da un ospite che non fa ridere (vedi Siani), a Laurienté, uomo assist da premio della critica con due passaggi decisivi, una difesa granitica che ha accettato l'uno contro uno con i giocatori dell'Atalanta e si è difesa con ordine, concedendo il giusto, nonostante il 23% di possesso palla finale per la formazione neroverde.

Il finale è inevitabile. Questa squadra merita un premio. Festini bilaterali per tutti dopo questa vittoria epica, storica, che resterà negli annali. E con la speranza che non ci sia Elettra Lamborghini a fare da nonna rompipalle per chiedere di abbassare la musica perché si è fatto tardi ma Belen Rodriguez che come nel video di Samurai Jay fa bere il cantante dal suo piede o Levante e Gaia con i baci saffici ma senza censura. Eh sì, caro Sassuolo, se giochi così tu mi piaci tanto, come Sayf.

P.S.

Qualcosa di grande sta arrivando per tutti noi neroverdi.

Una storia che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Una promessa fatta nel momento più buio.
E mantenuta.

Tra qualche giorno vi racconterò tutto.

#LaPromessaMantenuta

Sezione: Editoriali / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 12:19
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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