Tre punti d'oro per il Sassuolo contro il Frosinone di Di Francesco in una sfida poco divertente ed emozionante in cui, ancora una volta, ha prevalso la paura. Nonostante di fronte ci fossero le due peggiori difese della Serie A e i due migliori attacchi della parte destra della classifica, si sono visti molti errori tecnici e di pensiero dovuti anche alla testa pesante dei 22 in campo. A spuntarla è stato il Sassuolo con il gol dell'analcolico biondo che fa impazzire il mondo, ovvero Kristian Thorstvedt, giunto al quinto centro in stagione. Ma ancora una volta i neroverdi erano riusciti a complicarsi la vita con le proprie mani, con l'errore di Ferrari che ha messo l'arbitro La Penna nelle condizioni di fischiare il secondo rigore dubbio di giornata, dopo l'abbaglio preso sul contatto Thorstvedt-Mazzitelli, penalty revocato poi dal VAR.

Di Francesco aveva tolto dal campo i due rigoristi Soulé e Cheddira, così è toccato a Kaio Jorge che si è fatto ipnotizzare da Consigli, come si dice in questi casi (è una battuta), e ha spedito la palla fuori, regalando la vittoria al Sassuolo. Che sia l'inizio di un nuovo percorso? Che i neroverdi con questo episodio siano riusciti a spazzare via la nuvoletta di Fantozzi che li accompagna ormai da inizio campionato? Perché pareggiare dopo l'ennesima cazzata di un singolo una partita che sembrava chiusa e che ti avrebbe lasciato a quota 21 probabilmente avrebbe scritto il finale di questa stagione con 10 giornate d'anticipo. Per fortuna però così non è stato e il Sassuolo ha potuto festeggiare la prima vittoria in stagione, all'undicesimo tentativo, senza Berardi in campo.

Avevo sempre sollevato dei dubbi sul 4-2-3-1 Dionisiaco con il centrocampo leggerino Boloca-Henrique. Forse anche Ballardini ha capito che lì in mezzo bisognava provare a cambiare qualcosa e, pur mantenendo un assetto offensivo, ha puntato su due centrocampisti solidi e fisici come Thorstvedt e Racic e la scelta si è rivelata azzeccata. Clean sheet ma soprattutto 3 punti d'oro con i due centrocampisti a confezionare, insieme a Laurienté (ancora impreciso ma più pericoloso rispetto alle ultime uscite) il gol vittoria.

Una menzione d'onore la meritano tutti per l'impegno messo in campo. Finalmente! Finalmente hanno capito che bisogna lottare su ogni pallone, anche gli attaccanti! Lo spirito di sacrificio è fondamentale per portare a casa le partite. Bisogna sporcarsi le mani, lottare, dare tutto, stare corti, compatti, aiutare il compagno in difficoltà con uno scatto in più, fare le preventive. Guardiamo ad esempio Verona e Cagliari che fino a due giornate fa erano a quota 20 punti e ora son salite a 26. Due squadre con poca qualità ma, trainate dai rispettivi tecnici (splendida la mossa disperata di Ranieri delle dimissioni, poi respinte) che provano a sopperire a tante mancanze mettendoci cuore, sudore, sacrificio, palle.

La strada ovviamente rimane lunga e in salita ma, come canta Daniele Silvestri in "Salirò": "Salirò, Salirò, tra le rose di questo giardino. Salirò, salirò, fino a quando sarò solamente un punto lontano". Ecco un po' quello che deve fare il Sassuolo: salire, salire, tra le difficoltà di questo campionato, fino a quando diventerà solo un puntino lontano per le squadre che ora lo precedono. Il primo tassello per la risalita è stato fissato. Ora arriva la Roma, sfida difficile, ma con lo spirito e la solidità viste contro Verona e Frosinone, magari senza i soliti errori, si può anche ambire a mettere in difficoltà i giallorossi. Poi Udinese e Salernitana, una in casa e una in trasferta, altri due scontri diretti fondamentali.

Sezione: Editoriali / Data: Lun 11 marzo 2024 alle 10:11
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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