È successo di nuovo. Gol di Dallinga al 6'. Fine della storia nel derby contro il Bologna prima ancora che lo speaker finisse di leggere la formazione del Sassuolo. E pensare che solo una settimana fa, all’Olimpico contro la Lazio, era andata più o meno allo stesso modo con il gol di Maldini dopo 80 secondi. Beh sì, almeno questa volta ci hanno messo qualche minuto in più a perforare la difesa, ma due partite, due schiaffi nei primi minuti, due addii alla vittoria come una squadra che non vede l'ora di entrare nel Guinness dei primati come “La squadra che subisce prima ancora di capire se l’arbitro ha fischiato l’inizio". Ed è già successo qualche anno fa con Leao, per favore, il bis no...

Fabio Grosso ha parlato di scarica di adrenalina ma l'adrenalina è scarica. Ecco, nelle ultime due uscite il Sassuolo sembra aver preso alla lettera la frase, ma nel senso peggiore. La salvezza aritmetica, o quasi, visto che con 38 punti a 9 giornate dalla fine il Sassuolo è comodamente lontano dalla zona rossa, ha funzionato da sonnifero potentissimo. Peccato che l’adrenalina del Sassuolo sia andata in pensione anticipata il giorno in cui l'aritmetica ha sussurrato "salvezza, tranquilli". Da quel momento il Sassuolo gioca come se fosse in modalità “risparmio energetico”: luci spente, riscaldamento al minimo, zero sprint. I neroverdi sembrano entrare in campo con la stessa verve di chi va a fare la spesa il lunedì mattina sapendo che tanto il supermercato è aperto fino alle 20.

Eppure, signori, mancano ancora nove giornate. Nove. Non tre, non due: nove. La fame non si può avere solo per il torneo di freccette al MFC! Era pur sempre un derby, cazo! Ma che mollo che? Cioè, siamo pazzi qua? L’ottavo posto - quello che il Bologna sta provando a blindare con questi tre punti, portandosi a 42 mentre il Sasol resta a 38 - non è un miraggio irraggiungibile. È lì, a quattro lunghezze, con un calendario che non è certo il Tour de France. E dovrebbe bastare a trovare la forza emotiva per spingere ancora sull'acceleratore. C’è la Juventus in arrivo sabato sera, poi Cagliari, e via dicendo. Sarebbe bastato un pizzico di fame in più contro questo Bologna che aveva la testa al ritorno di Europa League con la Roma per tenere vivo il sogno, invece il Sassuolo ha regalato la partita come si regala un abbonamento Netflix scaduto. E nel primo tempo ha faticato tanto, subendo le iniziative della squadra di Italiano con gli ispirati Cambiaghi e Orsolini, faticando a fare filtro con il centrocampo, e non riuscendo a isolare Berardi alla destra, puntando alla costruzione con il terzo uomo sulla sinistra con l'ispirato Laurienté che però ha sbagliato più di una scelta.

Mi viene in mente la notte degli Oscar. Sapete, quella in cui Leonardo Di Caprio perde l’ennesimo premio come miglior attore protagonista e tutti ridono e gli chiedono il meme, come ha fatto Conan O'Brien che si è portato avanti con il lavoro anticipando i social. Ecco, il Sassuolo ultimamente somiglia un po' a Di Caprio: talento c’è, potenziale pure, ma quando arriva il momento clou... puff, svanisce. O peggio: somiglia a Timothée Chalamet in una di quelle serate da dimenticare, con il papillon storto, il discorso preparato ma mai pronunciato, e alla fine torna a casa con le mani vuote e un "forse la prossima volta" e il web che lo prende in giro per la reazione post Oscar a Michael B. Jordan per “Sinners”.

La salvezza non è il traguardo, è il punto di partenza per non fare la figura dei comparsa in una stagione che poteva (e può ancora) raccontare un finale diverso. C'è ancora tempo per scrivere una nuova trama con la speranza di non assistere in queste 9 restanti finali della stagione a un paio di battaglie combattute contro le big e a match soporiferi e senza adrenalina contro le altre. Sarebbe un peccato. Sarebbe solo un capolavoro a metà. Come se il mitico writer dell'arte urbana contemporanea Robin Gunningham smettesse di distribuire capolavori ora che è stato smascherato. Ma Banksy resta e resterà per sempre. Ora ha solo qualche problemino con la legge in più. E a chi tocca stimolare la squadra per farla rendere al massimo anche se ha fatto un gran lavoro sin qui e l'obiettivo principale è praticamente raggiunto? Sì, la risposta la conoscete...

P.S.
Se qualcuno vede l’adrenalina in giro, ditegli di tornare dalle parti di Sassuolo. Urge disperatamente!

Sezione: Editoriali / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 11:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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