Cari lettori di Repupplica. Fermate le rotative! "Io non so più cos'è normale". No, sul serio, fermatele perché sto per rivelarvi una verità sconvolgente: sono assolutamente sbalordito. Non dal rendimento del Sassuolo in questa stagione di Serie A, oh no. Quello è prevedibile come un caffè amaro il lunedì mattina che ti fa capire quanto sarà di merda la settimana che sta per cominciare. Sono sbalordito dal fatto che voi, sì proprio voi, espertoni e opinionisti da divano, siate sorpresi dal cammino e dal rendimento della formazione di mister Grosso. In questa stagione 11 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte, il Sassuolo si piazza comodamente al nono posto in classifica, con 38 punti in saccoccia. Nono posto! Non è mica la Champions League, ma nemmeno la zona retrocessione.

È il solito Sassuolo. Forse la sorpresa vera è avvenuta due anni fa con la retrocessione e la fine di un ciclo. Eppure leggo commenti ovunque: "Incredibile, il Sassuolo vola!" o "Chi l'avrebbe detto?". Chi l'avrebbe detto? Io, per esempio. E probabilmente anche il mio cane e il mio bimbo di 5 anni, che hanno più istinto calcistico di certi analisti e iniziano ad accorgersi del Sassuolo alla 28esima di campionato (buongiorno principessa!). È ironico, no? Sorprendersi del Sassuolo è come stupirsi che un iceberg affondi una nave di lusso: è nella sua natura glaciale, prevedibile e un po' sadica. Oppure, immaginate il Sassuolo come quel vecchio cantante che si presenta a Sanremo con una canzone orecchiabile (poi i giusti sono soggettivi, certo), sfruttando il successo della sua precedente canzone, e in scia vince all'ultima curva manco fosse Valentino Rossi contro Marc Marquez.

È vero, il Sassuolo è una neopromossa che arriva dalla B ma non è una neopromossa qualunque. Alle spalle aveva comunque 11 anni di Serie A. E sorprendersi tanto del cammino di questa squadra vuol dire aver sottovalutato il mercato fatto dal ds Francesco Palmieri. Io me li ricordo certi commenti di inizio stagione. Dopo le prime due sconfitte con Napoli e Cremonese c'era chi parlava di Sassuolo come la squadra più scarsa della Serie A, pronta a tornare di nuovo in Serie B, stavolta con biglietto di sola andata. E ora sapete dove sono quei gufacci? Meglio che non ve lo dica...

È sempre la solita storia. Un po' come chi dice di non seguire il Festival, bollato come "il più noioso degli ultimi vent'anni", con testi che sembrano scritti da un AI ubriaco e musica che induce coma farmacologico, eppure genera meme che si propagano come un virus influenzale tra influencer annoiati e poi fa un sacco di ascolti. Siete sorpresi? Io no.

È l'ironia del pallone, amici: sorprendersi del Sassuolo è come stupirsi che l'Inter sia la squadra con meno cartellini rossi negli ultimi 5 anni. Quella neroverde è una squadra forte, costruita con raziocinio da dirigenti capaci. Non solo l'attacco. Il centrocampo è molto forte: Ismael Koné, Nemanja Matic e Kristian Thorstvedt farebbero invidia anche a squadre in lotta per la Champions. Idzes-Muharemovic sono una coppia di centrali affidabili, Muric a parte qualche uscita a vuoto ha salvato spesso la situazione. Se continuate a "sorprendervi", forse è ora di spegnere la TV, buttare il pallone e ammettere che siete voi la vera sorpresa, piacevolmente prevedibili nella vostra ingenuità. "Che fastidio...".

Sezione: Editoriali / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 12:20
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
vedi letture