Nel secondo tempo di Sassuolo-Bologna, match terminato 0-1 per i rossoblù, Fabio Grosso ha provato a cambiare volto alla partita passando dal consueto 4-3-3 a un più offensivo 4-2-3-1. L’esperimento, avvenuto con l'ingresso in campo al 55’ di Volpato al posto di uno dei mediani (Matic), ha portato un po’ di vivacità in avanti, ma non è bastato a ribaltare il risultato. Eppure, quella scelta tattica potrebbe rappresentare una soluzione da tenere in considerazione per le ultime nove giornate di campionato.

Il 4-2-3-1 ha permesso al Sassuolo di guadagnare maggiore densità tra le linee e di rendere più pericolosi gli esterni offensivi: Laurienté e Berardi hanno trovato più spazi per allargare la difesa, trovando la sponda di Nzola che è andato in profondità per allungarla, mentre Volpato ha agito da trequartista con licenza di inserirsi e di dialogare con i compagni, andando anche vicino al pari con una bella azione combinata con Thorstvedt.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

New York Times - Berardi, Osimhen e Lobotka fuoriclasse sottovalutati

Sassuolo, quando cala il centrocampo sono dolori. E Grosso lo sa bene

Grosso: "Sassuolo, vogliamo regalarci un gran finale. Sin qui fatto qualcosa di importante"

L'attacco è diventato più mobile, meno prevedibile, e per alcuni minuti il Sassuolo ha dato l’impressione di poter riaprire la gara. Un segnale incoraggiante, soprattutto in un momento in cui la squadra appare priva di quella “scarica di adrenalina” che Grosso stesso ha invocato più volte nelle ultime settimane. Il modulo, in teoria, potrebbe diventare un’alternativa utile per sbloccare partite bloccate o per inseguire il risultato contro avversari che chiudono gli spazi.

Con l’ottavo posto ancora a quattro lunghezze (occupato dal Bologna proprio grazie a quei tre punti di domenica), il Sassuolo ha bisogno di soluzioni che possano portare stimoli freschi e imprevedibilità alla manovra. Il 4-2-3-1, in questo senso, potrebbe essere la soluzione. Il problema, però, è evidente e si chiama centrocampo.

Per adottare stabilmente il 4-2-3-1 Grosso dovrebbe rinunciare a uno dei tre mediani che, da inizio stagione, hanno rappresentato il vero collante della squadra: Nemanja Matic, Ismael Koné e Kristian Thorstvedt. Quel trio è stato uno dei principali motivi per cui il Sassuolo ha raggiunto la salvezza con largo anticipo e ha potuto permettersi di sognare posizioni più alte. Sacrificarne uno significa perdere equilibrio, sarebbe come rinunciare a quella solidità che ha permesso ai neroverdi di trovare il giusto equilibrio tra le due fasi.

Proprio per questo motivo, il 4-2-3-1 appare più come un’arma tattica da utilizzare a partita in corso - magari quando serve inseguire o quando l’avversario abbassa il baricentro - che come un modulo di partenza fisso. Grosso lo sa bene: la sua idea di calcio è sempre stata basata su equilibrio e identità collettiva, non su rivoluzioni continue. L’esperimento di sabato può diventare una buona idea per dare nuovi stimoli nella parte finale di stagione, ma solo se dosato con intelligenza. Altrimenti, il rischio è quello di perdere ciò che ha funzionato finora.

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 14:05
Autore: Manuel Rizzo
vedi letture