Andrea Pinamonti ha raggiunto un traguardo importante durante l'ultimo Sassuolo-Bologna: la centesima presenza con la maglia neroverde. E con il traguardo rotondo, festeggiato con un'amara sconfitta nel derby, è tempo di bilanci sulla sua esperienza emiliana per il bistrattato centravanti di Cles, un bilancio che resta sospeso tra luci e ombre.

Arrivato dall’Inter nell’agosto 2022 per 20 milioni di euro - l’acquisto più oneroso nella storia del club - Pinamonti era stato presentato come il tassello ideale per rilanciare l’attacco sassolese. Un investimento importante, forse eccessivo per una realtà come il Sassuolo, che da allora attende ancora il ritorno pieno sul campo. In 100 presenze complessive (tra campionato, coppa e tutte le competizioni), il centravanti trentino ha messo a segno una ventina di gol in Serie A: 16 nelle prime due stagioni complete (2022-2023 e 2023-2024), cui si aggiungono i 6 realizzati nell’attuale campionato 2025-2026, conditi da 3 assist. Numeri che, per un attaccante di ruolo che ha sempre giocato da titolare, non sono eccelsi.

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Ci sono stati picchi positivi, soprattutto nella stagione 2023-2024 quando sembrava aver trovato continuità con la prima doppia cifra raggiunta a Sassuolo, la terza in carriera, alternati però a lunghi periodi di appannamento. Prestazioni non sempre convincenti, con un feeling con la porta che è mancato troppo spesso e una capacità di incidere decisiva solo a sprazzi. Eppure, ciò che non è mai venuto meno è l’impegno: Pinamonti è un giocatore che lotta, che si sporca la maglia, che corre per la squadra anche quando il gol non arriva, che fa un lavoro che non si vede sempre e che non viene premiato dai titoloni sui giornali o dagli applausi dei tifosi. Un attaccante “di sostanza”, disposto a fare a sportellate con i difensori avversari e a sacrificarsi per il collettivo.

Nonostante questo spirito battagliero, il verdetto dei tifosi resta impietoso. Il popolo neroverde non ha mai la delusione: per un esborso da record, ci si aspettava di più, convinti che l’investimento non abbia ancora trovato la giusta resa per la spesa effettuata (e con un ingaggio da 2,3 milioni di euro netti l'anno che ne fanno il secondo giocatore più pagato della rosa dopo Berardi).

Pinamonti non è mai stato contestato apertamente, ma il suo rendimento resta sotto la lente d’ingrandimento: troppi alti e bassi per giustificare una cifra che, al momento del suo arrivo, aveva fatto storcere il naso a più di un osservatore. A 26 anni, con un contratto in scadenza nel 2027, il centravanti ha ancora tempo per invertire la tendenza. La centesima presenza potrebbe essere il punto di partenza per una seconda vita neroverde, o l’ennesimo capitolo di un rapporto che, finora, ha lasciato più dubbi che certezze. Il campo, come sempre, avrà l’ultima parola.

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Sezione: News / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 09:52
Autore: Sarah G. Comotto
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