Oltre 400 studenti degli istituti superiori “Istituto Elsa Morante”, “ITCG Alberto Baggi”, “Liceo AF Formiggini” e “IIS Alessandro Volta” hanno partecipato con entusiasmo al convegno “Ansie e paure: come reagire”, promosso dal Sassuolo Calcio e patrocinato dal Comune di Sassuolo nell’ambito del progetto Generazione S. L’evento si è svolto questa mattina nella splendida cornice del Teatro Carani di Sassuolo. Presente il nostro direttore Antonio Parrotto che ha raccolto per voi l'intervento integrale di Tarik Muharemovic dal palco: "Penso che ognuno ha il suo modo di gestire l'ansia e le paure, diciamo noi prima della partita, magari i ragazzi prima degli esami, io prego prima della partita, parlo con la famiglia, magari sento gli amici. Poi quando si avvicina sempre più la partita, ascolto la musica che mi rilassa magari. Penso che quello mi aiuta tanto poi a concentrarmi e a fare quello che so fare".

Sull'avvicinamento alla gara: "Io tendo a pensare già a quando finisce la partita. Come, non so, come magari ci divertiamo dopo la partita, come sto io dopo la partita. Poi ovviamente penso anche come posso fare la partita, se faccio come posso fare o se magari sbaglio. Vivo già prima la gara, mi aiuta poi di concentrarmi ancora di più".

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Sui momenti negativi: "Succede, certo, abbiamo anche noi quei momenti quando sai che ci sono davanti giocatori veramente forti. Non so, magari sai che sono campioni veri, che hanno un nome grande, però io mi aiuto sempre con i compagni, anche quando sbaglio il passaggio, sbaglio un tiro, sbaglio magari a difendere. Mi aiuto sempre con la fiducia dei ragazzi, anche del mister, dello staff, che ti aiutano a tornare sul pezzo. Poi ovviamente qualcuno perde il focus magari per qualche minuto, però per quello siamo una squadra, per quello ci sono i compagni".

Sulle critiche esterne: "Ci sono i giornali, i commenti ti possono dare pressione o preoccupazione, però io sono una persona che so quando sbaglio, me lo dico da solo quando ho sbagliato e non guardo i commenti di qualcun altro. Io guardo me stesso, parlo con i miei, se mi dicono che ho sbagliato accetto, però non guardo mai qualcun altro che mi scrive qualcosa di non bellissimo. Guardo me stesso, voglio concentrarmi ancora di più e far vedere il mio meglio la partita successiva".

La pressione: "Ci sono tante cose che ti possono dare la pressione, però è il modo come lo affronti. Io l'affronto così, non guardo gli altri, guardo me stesso e basta. Il mio consiglio per i ragazzi è sempre, anche a scuola, di credere, di concentrarsi il più possibile. Ovviamente ci sono anche i tempi più difficili, anche a scuola li avevo anch'io, per uscirne serve concentrazione, devi fare quello che sai fare. Io consiglio di non smettere di credere, quello è importante".

Sui riti pre-partita: "Ascolto la musica poche ore prima, però penso che noi giocatori abbiamo quell'ansia positiva, che comunque facciamo quello che ci piace e che sognavi di fare già da bambino, penso che è la cosa più bella che ci sia, di uscire in campo davanti a tanti tifosi, in uno stadio pieno, di giocare in Serie A. Per quello, per me, quell'ansia è positiva. Come ho già detto, è importante concentrarsi, ascoltare musica, stare calmo, magari parlare con la mia famiglia e amici. È una cosa che sognavo da piccolo, giocare davanti a uno stadio pieno, tanti tifosi, tanta gente, anche gente che non ti vuole bene magari, in altri stadi, però per me è un sogno, penso ai giorni quando ho giocato nelle giovanili, magari in uno stadio non pieno, mi concentro e vado avanti".

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Muharemovic
Sezione: News / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 18:56
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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