Ismael Koné, centrocampista del Sassuolo, si è raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Pronti, via, espulso. Ci sono debutti migliori. Ma dopo quella caduta Ismael Koné si è rialzato, ha cominciato a correre e non si è più fermato: "Giocavamo contro il Napoli, stavamo perdendo e non sono riuscito a controllarmi. In quel momento ero molto triste, volevo che la squadra capisse di potersi fidare di me. Poi le cose sono migliorate". Koné è uno dei simboli della splendida stagione del Sassuolo e tra i migliori centrocampisti della Serie A. Ha una clausola di 35 milioni, piace alla Roma e alle milanesi: se qualcuno pensa di strappare uno sconto a Giovanni Carnevali si sbaglia. 

Cosa sapeva del Sassuolo prima di arrivare? 
"Conoscevo Mimmo Berardi. All’Europeo 2021 lui era on fire: cercando la sua squadra, scoprii l’esistenza del Sassuolo. Da lì ho sempre seguito i risultati, anche se ignoravo in quale zona fosse. Comunque fidatevi: se fuori dall’Italia dici Sassuolo, dici Berardi. Qui ho trovato un club che mi ha aiutato in tutto: io ho potuto pensare solo a divertirmi e a giocare bene. E la stagione è stata pure migliore di come l’avessi immaginata". 

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Com’è il rapporto con Grosso? 
"Molto buono: è un rapporto umano, non solo tecnico. È facile per me comunicare con lui. Grosso capisce dove voglio arrivare, dove devo crescere. Oltre che un bravissimo allenatore è un’ottima persona: quando lavori con uomini così è tutto più facile". 

Lei non aveva mai segnato sei gol in un campionato. Cosa è cambiato? 
"Vero. Al Sassuolo ho capito che dovevo modificare il mio approccio al gioco, anche fuori dal campo. Poco fa mi sono allenato con la squadra, adesso faccio l’intervista con lei e poi vado a casa dove mi aspetta un preparatore atletico personale con cui lavoro ogni giorno in una camera della casa adibita a palestra. Queste cose fanno la differenza. Rispetto al passato sto attento a cosa mangio, a come dormo: faccio di tutto per essere un giocatore migliore. I gol sono una delle conseguenze". 

Piace a tante squadre. Dove giocherà l’anno prossimo?
"Sono sincero: non lo so. Vediamo cosa succederà, ma sono concentrato su ciò che devo fare. Sono felice di stare al Sassuolo e della fiducia del club. Poi ci sarà il Mondiale".

Cosa era successo a Marsiglia con De Zerbi?
"Siamo due persone che amano il calcio, ma con due visioni diverse. Lui ha davvero una passione incredibile. In quel periodo io avevo qualche difficoltà e probabilmente non riuscivo a dargli subito ciò che voleva. A Marsiglia sono stato bene, è stata una bella esperienza, ricordo la bravura dei compagni e il calore dei tifosi. Non sarò mai abbastanza grato per ciò che ho vissuto lì anche se non è andata come avrei voluto. Non dirò mai nulla di male su Roberto: magari poteva avere più pazienza con me e io potevo evitare di rispondergli. Cose che succedono. Fu una discussione come tante: lui vuole che in mezzo al campo si facciano uno o due tocchi, ma io ho bisogno di un po’ di libertà. Voglio cercare la giocata. Lui lo sapeva, ma quel giorno si arrabbiò". 

Fu giusto mostrare il video di quella discussione?
"Decisione del Marsiglia. Io non sapevo che l’avrebbero inserita nel documentario che celebrava quella stagione speciale con il ritorno in Champions. Quest’episodio non mi ha cambiato, so da dove vengo, mi è spiaciuto che magari potesse avere effetto sulle persone intorno. E c’è una cosa che nessuno sa". 

Quale? 
"Un paio di settimane fa sono andato a Londra con due compagni, ho incontrato Roberto e mi ha abbracciato forte. Abbiamo parlato di tante cose, come se nulla fosse. A volte i social e i media rendono tutto troppo grande". 

A 23 anni si sta preparando a giocare il secondo Mondiale mentre i suoi coetanei italiani (e pure i giocatori più vecchi) sono a zero. 
"Sono molto sorpreso dell’assenza dell’Italia perché la vostra nazionale è molto talentuosa. Io sono felice: in Qatar giocai il Mondiale con una ventina di partite da professionista alle spalle. Adesso ho più consapevolezza. Tre mesi fa non realizzavo quanto grande fosse l’evento che vivremo e ospiteremo. L’ultima volta che sono stato in Canada ho respirato l’eccitazione generale. Non vedo l’ora che inizi perché la squadra è cresciuta e io pure: so quanto sono migliorato in questi quattro anni e ringrazio Dio per avermi dato di nuovo questa possibilità". 

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Sezione: News / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 11:31
Autore: Manuel Rizzo
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