Non è soltanto la netta vittoria contro il Milan ad aver acceso i riflettori su Fabio Grosso. È l’intero percorso costruito con il Sassuolo a renderlo uno degli allenatori più apprezzati e richiesti del campionato italiano. Arrivato in neroverde nel 2024, Grosso ha preso una squadra destinata – sulla carta – alla lotta per non retrocedere e l’ha trasformata in una formazione solida, organizzata e piacevole da vedere.

Ha conquistato la salvezza con largo anticipo e si è spinto fino alla zona sinistra della classifica, ripetendo in Serie A quanto fatto la scorsa stagione in Serie B: promozione conquistata con cinque giornate d’anticipo. Nel mezzo, scalpi prestigiosi contro Atalanta, Milan e un pareggio allo Stadium contro la Juventus. Il suo lavoro non è passato inosservato. Secondo quanto filtra dalle indiscrezioni di mercato, Fabio Grosso è finito nel mirino di diverse società di fascia medio-alta. La Fiorentina lo segue con grande attenzione per il dopo-Vanoli e sembra al momento in pole position. Piace anche al Bologna (in caso di addio di Italiano), alla Lazio (se Sarri dovesse lasciare), al Napoli, dove potrebbe essere una soluzione se Antonio Conte decidesse di separarsi da De Laurentiis, e all'Atalanta che lascerà andare Palladino.

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A spingere su di lui c’è anche Fabio Paratici, che lo conosce bene: lo ha avuto alla Juventus prima da giocatore e poi da allenatore della Primavera. Fu proprio Paratici, insieme a Pavel Nedved, a suggerirlo a Giovanni Carnevali già nel 2018, quando però il Sassuolo scelse Roberto De Zerbi. Il destino ha voluto che Grosso arrivasse comunque in Emilia qualche anno dopo. Carnevali ha già fatto capire che di fronte a una proposta importante sarebbe disposto a lasciarlo partire, ma il contratto del tecnico scade nel 2027 e il Sassuolo chiederebbe un indennizzo adeguato per liberarlo.

Oggi, in conferenza stampa, Grosso ha risposto così alle voci sul suo futuro: "Io divento monotono ma mi sento di dare quelle risposte. Guardo a domani, ringrazio per i complimenti che arrivano, ma questo è un ambiente dove bisogna saper mantenere i piedi per terra, le cose cambiano in maniera repentina. Penso a quello che dovrà succedere ma non troppo lontano e quando finirà il campionato ci siederemo insieme e capiremo quello che sarà il futuro. Io ho toccato 4 anni nel settore giovanile. A me piace la continuità ma non l’ho mai trovata per varie vicissitudini. Vedremo quale sarà il futuro ma ora sono concentrato su queste ultime tre giornate. Domani sarà un grande step di maturità affrontare il Torino senza lasciare vantaggi".

Oltre ai risultati, a colpire è il modo in cui li ha ottenuti. Grosso si affida principalmente al 4-3-3, modulo sempre meno diffuso in Serie A, con passaggi al 4-2-3-1 in determinate situazioni. Una difesa a quattro compatta, capace di “spezzarsi” quando serve, triangoli e rombi per far progredire il possesso, esterni che sanno saltare l’uomo e occupare i mezzi spazi, pressing ragionato e ottima capacità di difendere anche in blocco medio-basso.

Concetti chiari, ordinati e moderni che potrebbero adattarsi perfettamente a squadre con ambizioni europee.A 48 anni, con la valigia piena di esperienze maturate in Italia e all’estero, Fabio Grosso sta vivendo la sua stagione più convincente da allenatore. Il Sassuolo lo considera un pilastro e farà di tutto per trattenerlo. Ma il calcio, si sa, corre veloce. E le pretendenti sono già in fila.

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Sezione: News / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 17:16
Autore: Sarah G. Comotto
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