Un punto guadagnato sull'Empoli, sconfitto in serata contro l'Inter capolista, rende forse meno amara la sensazione avuta al termine dell'1-1 contro l'Udinese. Nessuna squadra della parte destra della classifica ha conquistato i 3 punti nel 30° turno del campionato. "Meritiamo di più" i cori delle curve al Mapei Stadium, sia ospiti che di casa. E in effetti 24 punti, pensando solo ai neroverdi, sono pochi ma segnano indelebilmente un'annata maledetta che però può essere ancora raddrizzata nel finale. Il Sassuolo, a parte il primo anno, non è mai andato sotto il 13° posto ma l'undicesima annata in Serie A è stata contraddistinta da tanti errori in fase di valutazione che abbiamo analizzato più volte e che ora si ripercuotono sul campo. Una lenta agonia appare quella del Sassuolo ma il -1 dalla salvezza lascia ancora accese le speranze, a 8 giornate dal termine.

Con l'Udinese una gara in cui la paura, ancora una volta, ha fatto 90, specie per i neroverdi, che si giocavano di più rispetto ai friulani (una sconfitta sarebbe stata drammatica). All'Udinese alla fine il pareggio può andar bene, al Sassuolo un po' meno (e non va dimenticato il mancato rosso a Bijol che avrebbe lasciato i friulani in 10 dal 40' del primo tempo, grave errore di Fabbri). Uscire però con 4 punti dal doppio scontro diretto con i bianconeri e con la Salernitana venerdì prossimo è il minimo accettabile per continuare a sperare: venerdì bisogna vincere, non c'è altro risultato. Ovvio, 6 punti e 2 vittorie consecutive avrebbero proiettato i neroverdi a quota 29 punti (quelli che ha ora il Lecce per intenderci) e con ogni probabilità avrebbero permesso alla squadra di uscire dalle sabbie mobili ma quest'anno, piaccia o non piaccia, ci si deve accontentare ("Guarda un po', ci si deve accontentare, Qui si può solo perdere e alla fine non si perde neanche più" canta Vasco ne "Il Mondo che vorrei", non lo citavo da un po').

E nel Sassuolo che vorrei, per restare in tema, è apprezzabile ancora una volta lo spirito perché il gioco non entusiasma nonostante il 60% di possesso palla ma la rotta tracciata da mister Ballardini sembra chiara. E in questo senso un cambiamento con il passato c'è stato e si sta vedendo, questa è un'altra buona notizia, con continuità e non più a fasi alterne. I ragazzi hanno capito che bisogna lottare, bisogna avere il coltello tra i denti anche per avanzare di un solo centimetro.

Forse, anzi senza forse, la sveglia è suonata tardi, o come capita a tanti compreso il sottoscritto, i neroverdi hanno preferito spegnere la sveglia per continuare a dormire ancora un po'. Altri 5 minuti. Altri 5 minuti. Altri 5 minuti. E poi ancora altri 5 minuti. Per svegliarsi e dover fare tutto di corsa in questa lotta salvezza che coinvolge tante squadre e che, almeno per ora, per fortuna dei neroverdi, ancora aspetta. Ma non aspetterà in eterno. O, per citare Verdone, la speranza salvezza è eterna finché dura.

Sezione: Editoriali / Data: Mar 02 aprile 2024 alle 13:39
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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