La Lazio ha vinto per 2-1 contro il Sassuolo sfruttando alcuni errori difensivi dei neroverdi che hanno sbagliato l'approccio al match, poi hanno disputato una buona parte centrale di gara e sono nuovamente calati nel finale. In un match dove l'aggressività iniziale dei padroni di casa si è scontrata con la crescita progressiva degli ospiti, il culmine è stato un errore individuale che ha ribaltato l'equilibrio spezzando via ogni tatticismo.

La Lazio di Maurizio Sarri si è presentata con il solito 4-3-3 compatto, con Daniel Maldini al centro dell'attacco supportato da Gustav Isaksen e Mattia Zaccagni, mentre il centrocampo ha visto la presenza di Danilo Cataldi in cabina di regia e poi, dopo il suo infortunio, l'avanzamento di Patric in mediana, che è servito a schermare la difesa, dando più equilibrio, con la spinta di Nuno Tavares e Marusic sulle corsie esterne. Dall'altra parte, Fabio Grosso ha schierato il Sassuolo in un 4-3-3 fluido, con M'Bala Nzola come riferimento avanzato, Armand Laurienté e Domenico Berardi sulle fasce, e un centrocampo affidato a Ismael Koné, Luca Lipani (Matic non era al meglio) e Kristian Thorstvedt per bilanciare fase difensiva e inserimenti.

Lazio Sassuolo 2-1 analisi tattica

L'avvio è stato tutto laziale: Sarri ha impostato un pressing alto per soffocare le uscite del Sassuolo, sfruttando la velocità di Isaksen per creare superiorità sulla destra. Il gol lampo di Maldini al 2' però è stato frutto di un errore di lettura del Sassuolo poiché l'azione è nata da un fallo laterale nella metà campo laziale con Maldini che ha fatto da sponda e ha aperto il campo a Isaksen, sfruttando il buco centrale che si è venuto a creare perché sia Lipani che Muharemovic sono andati a contrastare Maldini fuori posizione, con la difesa neroverde colta impreparata e spazi spalancati in transizione. Qui è emerso il primo tallone d'Achille del Sassuolo: una vulnerabilità nei primi minuti, con otto gol subiti nei primi 15' in stagione, record negativo in Serie A, spesso dovuto a cali di concentrazione iniziale e a un approccio sbagliato.

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Grosso, tuttavia, ha reagito con un aggiustamento: i neroverdi sono passati a un possesso più paziente, senza disunirsi e abbattersi dopo lo svantaggio, sfruttando le fasce con Ulisses Garcia e Woyo Coulibaly per allargare il gioco e creare l'uomo in più sulle fasce. Proprio da un'azione sviluppata sulla sinistra, con Nzola che è uscito dalla sua posizione centrale andando a spostarsi sulla sinistra, è nato il pari con la combinazione tra Garcia, Laurienté, Nzola e poi Thorstvedt, prima del gran gol del francese.

Nel secondo tempo, il ritmo è calato tanto, con entrambe le squadre che hanno optato per un approccio più conservativo. La Lazio, spenta dopo l'iniziale vantaggio, ha concesso campo al Sassuolo, che ha avuto la meglio nel possesso (52% complessivo) e ha creato occasioni nitide: Nzola ha svariato su tutto il fronte d'attacco e ha vinto 4 duelli aerei su 7 creando superiorità, bene anche il centrocampo con gli inserimenti.

Decisivi i cambi

Sarri, dal canto suo, l'ha vinta con i cambi che a loro volta sono stati negativi nel Sassuolo. La freschezza di Matteo Cancellieri e Pedro, puntando su cross dalla trequarti per sfruttare le debolezze del Sassuolo su queste situazioni. La svolta è arrivata al 92': un cross innocuo di Cancellieri ha trovato Arijanet Muric impreparato in uscita, Tarik Muharemovic fuori posizione, permettendo a Marusic di insaccare di testa. Un errore che ha indirizzato la partita che sembrava ormai spegnersi sull'1-1 finale.

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Sezione: News / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 13:48
Autore: Sarah G. Comotto
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