Vent’anni di calcio sulle spalle, una collezione di allenatori che sembra il programma di un master a Coverciano e ancora la voglia di mettersi davanti alla difesa per spiegare al pallone dove deve andare. Nemanja Matic non pensa al ritiro. Anzi, a Sassuolo ha trovato l’ambiente ideale per continuare a giocare e, contemporaneamente, osservare quel mestiere che un giorno vorrebbe fare: l’allenatore.

Il centrocampista serbo si è raccontato in una lunga intervista sul canale YouTube del Corriere dello Sport, parlando del nuovo corso di Alberto Aquilani, dei talenti neroverdi, del calcio italiano e di una generazione profondamente diversa dalla sua. Con una definizione che racconta perfettamente il personaggio: “Io sono old school. In tutto”.

Parole importanti anche per il Sassuolo. Matic promuove la scelta Aquilani, sottolinea la qualità dei giovani presenti in rosa e soprattutto racconta di aver trovato una società organizzata nella quale continuare a sentirsi importante.

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Matic: “A Sassuolo sto benissimo, società molto seria”

Il primo attestato di stima è rivolto proprio al club neroverde. Nonostante l'età e una carriera trascorsa tra alcuni dei palcoscenici più prestigiosi d'Europa, Matic ha ancora voglia di calcio e non nasconde la soddisfazione per la decisione di continuare a Sassuolo: “Mi piace qua. Ho trovato un club molto, molto organizzato, con una società molto seria. Una squadra con tanti ragazzi giovani che hanno qualità. Mi sento bene qua, con tutto lo staff. Sono molto, molto felice”.

In mezzo a tante novità, Matic rappresenta uno dei punti di continuità. Il serbo ha speso parole particolarmente importanti per il nuovo tecnico. Le prime settimane di lavoro sono state sufficienti per convincerlo delle qualità di Aquilani: “Penso che mister Aquilani abbia un grande talento per essere un grande allenatore. Ha idee chiare su come vuole giocare. Penso che per questo club, in questo momento, sia un allenatore perfetto”.

Una vera e propria investitura, soprattutto se pronunciata da chi in carriera ha lavorato con tecnici come Carlo Ancelotti, José Mourinho, Antonio Conte, Jorge Jesus, Ole Gunnar Solskjaer, Ralf Rangnick e Paulo Fonseca.

Matic riconosce comunque che servirà tempo per assimilare completamente le richieste del nuovo allenatore. Il serbo continuerà a muoversi nella zona che conosce meglio: davanti alla difesa, nel cuore della costruzione: “Sono sempre in mezzo al campo. Voglio aiutare anche il nuovo mister per rendere il suo lavoro un po' più facile. Per mettere dentro di noi le sue idee ci vuole un po' di tempo”.

Aquilani diverso da Grosso

Nessun confronto alla ricerca di un vincitore tra passato e presente. Per Matic si tratta semplicemente di due allenatori differenti: “Ogni allenatore ha le sue idee, il suo modo di giocare. È chiaro che mister Grosso e adesso mister Aquilani sono diversi”.

Il nuovo Sassuolo sta infatti cercando una propria identità attraverso la difesa a quattro, la costruzione dal basso e un centrocampo nel quale la qualità tecnica abbia un peso rilevante.

La vittoria per 3-0 contro il Cesena in Coppa Italia ha già mostrato alcuni indizi, soprattutto attraverso l'utilizzo di Darryl Bakola e Vasilije Adzic come mezzeali. E proprio il rapporto tra esperienza e gioventù occupa una parte importante dell'intervista.

Matic incorona i giovani: “Lipani e Volpato hanno grande talento”

Quando gli viene chiesto di indicare qualche giovane interessante del Sassuolo, Matic non fatica a trovare i nomi: “Abbiamo tanti ragazzi con grande talento. Posso dire Lipani, che è già stato con noi e ha già giocato. Volpato ha grande talento, penso che abbia grande qualità. Può essere un grande giocatore. Cristian Frangella è arrivato dalla Primavera. Anche gli altri ragazzi sono tutti bravi”.

Parole che assumono ancora maggiore valore considerando il ruolo che Matic può avere nello spogliatoio. A 38 anni, dopo aver attraversato Premier League, Serie A, Ligue 1 e le coppe europee, il serbo è inevitabilmente uno dei riferimenti per i ragazzi che stanno entrando nel calcio professionistico: “Quando devono passare dal settore giovanile alla prima squadra è un momento molto importante. Devono sentire fiducia e supporto”.

“In Serie A giocano pochi giovani”

Matic allarga poi il discorso a uno dei problemi storicamente più discussi del calcio italiano: lo spazio concesso ai giovani. Secondo il centrocampista, Inghilterra e Francia sono più avanti, non soltanto dal punto di vista delle strutture ma anche nell'approccio alla formazione.

La sua esperienza è anche personale: il figlio gioca nel settore giovanile del Sassuolo: “Gli inglesi e anche i francesi sono davanti a noi sotto questo aspetto, anche per quanto riguarda i centri sportivi. Possiamo fare qualcosa in più per questi giovani”. La sua ricetta passa anche attraverso una minore esasperazione tattica nelle prime fasi della formazione, più libertà di giocare e soprattutto più coraggio nel momento del salto: “Anche in prima squadra dobbiamo dare spazio ai giovani. Ho visto che in Serie A non ne giocano tanti”.

Secondo Matic una delle ragioni potrebbe essere la pressione alla quale sono sottoposti gli allenatori: risultati immediati, tifoserie, società e paura di sbagliare finiscono inevitabilmente per ridurre la disponibilità a rischiare.

“A 16 anni usavo le scarpe più vecchie. Oggi sarebbe impossibile”

Poi arriva il Matic più divertente. Gli viene chiesto se si consideri “old school”. La risposta non ha bisogno di VAR: “Tutto”. Dentro e fuori dal campo. Il serbo racconta quanto sia cambiato il rapporto tra giovani e calciatori esperti rispetto all'inizio della sua carriera. Oggi i ragazzi sono più liberi, meno intimoriti dalle gerarchie dello spogliatoio.

A Sassuolo, però, Matic sottolinea soprattutto la serietà del gruppo: “Ho trovato ragazzi molto seri. Vogliono migliorare, vogliono ascoltare e io sono sempre qui: se posso aiutarli, sono disponibile”. Poi il ricordo che fotografa due epoche: “Quando avevo 16-17 anni usavo le scarpe più vecchie. Oggi questo sarebbe impossibile”. Il calcio è cambiato. E forse anche gli armadietti degli spogliatoi.

Matic allenatore: da Mourinho prenderebbe la tattica

Il futuro, prima o poi, sembra già scritto. Matic vuole allenare edifficilmente potrebbe aver frequentato una scuola migliore. Durante la carriera ha lavorato con alcuni dei tecnici più influenti degli ultimi vent'anni e racconta di aver cercato di prendere qualcosa da ognuno: “Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi allenatori. Ognuno ha le proprie qualità e io ho sempre cercato di prendere le cose buone, quelle che si adattano al mio carattere”.

Da Mourinho? La risposta sorprende soltanto fino a un certo punto: la tattica. Matic considera il portoghese molto preparato anche sotto quell'aspetto, pur riconoscendo come la sua straordinaria capacità di gestione abbia spesso finito per oscurare il resto. Tra i suoi maestri tattici cita anche Jorge Jesus, che al Benfica ebbe un ruolo fondamentale nella trasformazione della sua carriera.

“Jorge Jesus mi ha arretrato. È colpa sua”.

Matic sorride ricordando proprio il tecnico portoghese. All'inizio della carriera giocava infatti più avanti. È stato Jorge Jesus a trasformarlo progressivamente nel centrocampista davanti alla difesa conosciuto poi da tutta Europa: “Lui mi ha arretrato. Sì, è colpa sua”. Una “colpa” che ha prodotto una carriera di altissimo livello.

Tra i grandi maestri di tattica Matic inserisce naturalmente anche Antonio Conte: “Tatticamente era molto bravo. Ogni giorno facevamo tattica”. Materiale che il serbo sta già immagazzinando in vista della propria seconda vita.

“Oggi il calcio è più difficile e i ragazzi sono tecnicamente migliori”

Interessante anche la riflessione sull'evoluzione del gioco. La nostalgia, nonostante l'etichetta di uomo “old school”, non gli impedisce di riconoscere i progressi del calcio contemporaneo. Per Matic oggi si gioca meglio rispetto a vent'anni fa. Il livello medio è aumentato, le squadre sono più organizzate, i calciatori più veloci e tecnicamente preparati e le distanze tra le grandi e le altre si sono ridotte: “Oggi il calcio è più veloce, i giocatori hanno più qualità. Tatticamente tutti sono migliorati. Penso che oggi sia più difficile giocare”.

E respinge anche l'idea secondo cui l'aumento dell'intensità avrebbe comportato una perdita tecnica: “Penso che tecnicamente i ragazzi oggi siano migliori di noi. Quando giochi più velocemente devi anche pensare più velocemente”.

Il ritiro? Matic non vuole sentirne parlare Alla fine arriva inevitabilmente la domanda: quando smette Nemanja Matic? Non adesso. Alla provocazione sui possibili altri due o tre anni, il centrocampista evita promesse, ma chiarisce di non avere programmato l'addio.

La filosofia è molto più semplice: un giorno alla volta. Ed è probabilmente la sintesi migliore del Matic visto a Sassuolo.

Un giocatore che ha lavorato con Mourinho, Conte e Ancelotti, attraversato alcuni dei più grandi club europei e che oggi si ritrova ad essere il giocatore più titolato ad aver mai indossato la maglia dei neroverdi nello stesso spogliatoio di ragazzi che potrebbero essere suoi figli calcisticamente. Senza viverlo come un ridimensionamento, ma come un'altra tappa.

Aquilani può avere trovato molto più di un regista davanti alla difesa. Ha dentro lo spogliatoio un allenatore che ancora indossa gli scarpini, uno che si definisce “old school” ma considera i ragazzi di oggi tecnicamente migliori della propria generazione. Le scarpe vecchie, magari, non gliele farà più pulire nessuno. I consigli, invece, quelli sì: a Sassuolo c'è una generazione di giovani che farebbe bene ad ascoltarli.

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Matic
Sezione: News / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 12:00
Autore: Manuel Rizzo
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